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Scritto Sabato 04 maggio 2019 alle 13:12

Merate: il professore Padoa Schioppa parla ai giovani di Europa in Villa Confalonieri

Una serata per parlare di Unione Europea con i giovani e per i giovani, allo scopo di far comprendere loro cosa vi sia in gioco, per l'Italia e per l'Europa stessa, con le prossime elezioni europee.
È così che venerdì 3 maggio, una Villa Confalonieri brulicante di giovani studenti di ogni età, ma anche molti adulti, ha ospitato il professore emerito Antonio Padoa Schioppa, docente di storia del diritto medievale e moderno presso l'Università degli Studi di Milano. Un dialogo instaurato con chi, forse per la prima volta, sarà chiamato ad eleggere il Parlamento europeo, proprio come è stato proposto nel suo recente libro, intitolato "Perché l'Europa - dialogo con un giovane elettore", edito da Ledizioni e pubblicato lo scorso gennaio.



Ha dapprima raccontato la propria visione relativa a questa "cattedrale incompiuta" che è l'Unione Europea, come da egli stesso definita, per poi successivamente sottoporsi ad un'intervista, incalzato dai ragazzi e dai presenti, in un incontro organizzato dalla Semina di Merate e dai Circoli Dossetti.
"Abbiamo desiderato questo momento di riflessione sull'Europa perché oggi, come non è mai accaduto nella storia, si avverte l'importanza di queste elezioni che saranno decisive per il futuro dell'istituzione comunitaria - ha commentato in apertura alla serata Luca Caputo, dei Circoli Dossetti di Milano - Il concetto di Europa non deve essere semplicemente declinato nell'utilità materiale che apporta ai singoli Stati, ma dietro vi è un pensiero che permetterà a questa esperienza di proseguire nel futuro".



Come spiegato da Chiara Manganini della Semina, l'incontro nasce dall'esigenza di parlare in maniera costruttiva di Europa alle nuove generazioni, diffondendone il pensiero e l'evoluzione storica che è avvenuta sino ad oggi. Il progetto ha avuto inizio qualche mese fa, organizzando un incontro con lo scrittore Mario Leone per raccontare di Alfiero Spinelli e del Manifesto di Ventotene. La proposta è poi approdata nelle scuole, in primis al liceo Agnesi di Merate, dove sono stati organizzati dieci incontri di alternanza scuola lavoro in forma laboratoriale, per discutere assieme di cittadinanza europea. Il coronamento di questo percorso è avvenuto nella mattinata del 3 maggio, quando gli studenti del liceo hanno "passato il testimone" ai ragazzi della scuola media Manzoni di Merate, trasmettendo loro le competenze apprese in questi incontri. A conclusione di ciò, venerdì 10 maggio alle ore 18 presso l'aula magna dell'Agnesi, i ragazzi riporteranno alla comunità quanto hanno potuto apprendere in questi ultimi mesi.



"La metafora della cattedrale, che appare in copertina con l'immagine della Cattedrale di Dresda, distrutta nella Seconda Guerra Mondiale ma poi successivamente ricostruita, esprime sufficientemente bene l'Unione europea, che oggi non è un mero progetto ma una realtà grandiosa" ha commentato il giurista Padoa Schioppa "all'interno di questa cattedrale possiamo trovare tre grandi navate, tutte ugualmente importanti".
Prima colonna portante, fra tutte, è la pace, il sogno iniziale che ha permesso la creazione del progetto di unificazione politica ed europea, tale per cui le nuove generazioni non hanno dovuto affrontare, a dispetto delle precedenti, lo spettro della guerra.
La seconda navata è rappresentata invece dal benessere: con l'Unione si sono realizzate le quattro libertà fondamentali, la libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali, consentendo a molti Paesi, tra cui anche l'Italia, di diventare le nazioni più ricche al mondo.
La terza e ultima navata è invece la solidarietà, il fil rouge presente sin dal Trattato di Roma del 1957, tale per cui le nazioni più ricche aderenti si sono impegnate a distribuire risorse alle nazioni più povere.
"L'impresa di costruire questa grande cattedrale è nata sotto il segno della democrazia, un valore fondamentale che non bisogna mai dare per scontato ma che va ribadito di generazione in generazione, tanto da diventare un requisito per l'adesione all'Unione. La democrazia ha permesso di sancire valori costituzionali nella Carta dei Diritti degli anni 2000, diritti messi per iscritto e che rappresentano uno dei maggiori traguardi dell'Europa, acquisito senza le armi. Questa struttura, così come era stata pensata dal padre Jean Monnet, è un'opera incompiuta, una cattedrale che possiede la volta scoperta. Questo perché, se l'Europa funziona per mezzo di un mercato comune, lo stesso non può dirsi, per il momento, dell'unione politica. Questi valori, che non sono stati pienamente raggiunti, vanno dunque custoditi e sempre di più portati all'attuazione".



Intervistato successivamente da Aziz Sawadogo, giovane studente collaboratore della Semina e coordinatore degli incontri nelle scuole superiori, e da Emanuel e Debora, alunni del liceo Agnesi, il professore ha trattato i temi caldi del momento, quali la cittadinanza europea, gli Stati Uniti d'Europa, il rispetto dello stato di diritto, l'euroscetticismo e la crisi, il fenomeno migratorio, l'unione bancaria, la politica estera e l'identità europea, nonché il sovranismo, i concetti di unanimità nelle istituzioni europee e di cooperazione rafforzata.
"Nel mio libro ho deciso di dialogare con un giovane perché sono proprio loro, a differenza delle generazioni precedenti, ad essere in maggioranza filoeuropei, come dimostrato dal fronte "Remain" in Inghilterra. Molti, però, conoscono poco dell'Europa e nemmeno vanno a votare, ritenendo la politica qualcosa di troppo distante. Noi umani siamo animali caratterizzati dal distinguere; per distinguere, però, bisogna sapere. Il futuro dell'Europa, inoltre, verrà proprio compiuto dalle nuove generazioni".

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Giovani che, come dimostrato dalle recenti manifestazioni sul clima, hanno un ruolo attivo nelle sorti di questo cammino, in quanto maggiormente sensibili alle tematiche più rilevanti, non solo a livello europeo ma anche a livello globale.
"Per rafforzare l'identità europea, l'Europa sta agendo su più piani: sul fronte della comunicazione, mettendo ad esempio a disposizione una quantità di siti mai registrata in passato, per permettere di comprendere al meglio cosa sia attraverso la rete, ma anche mediante azioni concrete".
È stato poi il turno di quattro ragazzi delle medie, Mattia, Dario, Lorenzo ed Emanuele, che hanno raccontato quanto hanno potuto imparare dai colleghi più grandi, con il plauso del professore, che ha ricordato che "se in tutte le scuole d'Italia ci fossero iniziative come queste, sarebbe un bel passo avanti".
L'appuntamento con la Semina si rinnova al prossimo 21 maggio per una serata con il professor Luigi Maldini, genetista del San Raffaele, mentre il libro di Padoa Schioppa può essere acquistato, o scaricato gratuitamente dal sito www.euwiki.it.
G.M.G.
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