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Scritto Lunedì 11 marzo 2019 alle 18:35

Troppo Comodo

Rispondo all’articolo “Confronto aperto con tutti…” di Impegno Civico premettendo che anch’io non amo i botta e risposta, però sono per la chiarezza anche quando costa. Nel Paese delle fate in cui tutti vorremmo vivere, quanto auspicato nell’articolo di “Impegno Civico” non fa una grinza. Come non volere un confronto pacato e sereno e che tutti si lavori in armonia per il bene di Lomagna? Il guaio è che il presente è figlio del passato e, se questo non è stato tutto rose e fiori anzi, se i fiori sono stati pochini e per di più sono comparsi anche dei rovi il presente non potrà che essere conseguente: la natura non ammette i salti.

Troppo comodo chiedere pacatezza quando in cinque anni i veri problemi di Lomagna affrontati dall’Amministrazione sono stati vicino allo zero, e non cedo all’ironia che mi verrebbe molto facile. E’ quello che si sente in paese, non me lo inventato io. In compenso però sono state prese iniziative veramente impattanti sui cittadini utilizzando la tecnica della comunicazione e condivisione a fatto compiuto, con buona pace degli impegni presi in sede di programma.

Come se non bastasse ci sono stati scivoloni – non solo le case di via Marconi – che sono alla base di quel senso di regressione a tempi che oramai appartengono al passato, e che si pensava di aver superato, che è così diffuso in paese. In particolare per l’episodio di via Marconi, uno degli interventi citati sottofondo nella flautata presa di posizione di “Impegno Civico” il Sindaco si sente pugnalato alle spalle. Ma è pugnalare alla schiena denunciare una operazione edilizia degenerata in un disastro? Io lo ritengo un dovere civico, e mi assolvo in assoluto perché so che avrei agito nello stesso modo anche se fosse stato coinvolto mio fratello. A parte queste immagini fosche, dov’era Impegno Civico quando avveniva tutto questo? Nessuno della compagine vive in paese? Nessuno va a Osnago passando davanti (anzi sotto) il ronco deturpato da un intervento forse maldestro? (omissis) Ma allora è lecito, scusate, pensare sia vero quello che sta emergendo pian piano, e cioè che la coralità e la condivisione in seno al gruppo che sostiene la maggioranza è sfumata da tempo. Ha lasciato il posto alla pratica dell’uomo solo al comando con il puntello dei pochi traghettati al nuovo turno elettorale, compresa la candidata sindaco.

Il fatto è che è troppo tardi per chiedere concorso, condivisione e collaborazione soprattutto perché le garanzie che qualcosa cambierebbe nel futuro stanno a zero: non credo infatti che la candidata alla carica di sindaco avrebbe la forza e la possibilità, anche volendolo, di cambiare questo stato di cose. Infatti, non per caso, con tempismo ed afflato profetico uno degli attori degli interventi non proprio da manuale sul territorio di Lomagna (non l’attuale sindaco), dal centro della buriana mediatica in cui si trova dichiara nei bar che “è un casino elettorale, passerà”. Cambiare cavallo per non cambiare niente, insomma.
Gianfranco Castelli
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