Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 294.010.151
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
bandi e concorsi
cartoline
polveri sottili
Valore limite: 50 µg/mc
indice del 15/03/2019

Merate: 18 µg/mc
Lecco: v. Amendola: 9 µg/mc
Lecco: v. Sora: 7 µg/mc
Valmadrera: 6 µg/mc
Scritto Mercoledì 06 marzo 2019 alle 12:36

Dal neocentralismo al federalismo radicale

“Materie come la sanità, il turismo, le politiche attive del lavoro, le politiche sociali, le grandi reti di trasporto e di navigazione, la produzione, il trasporto e la distribuzione nazionale dell’energia e la formazione professionale saranno di esclusiva competenza dello Stato“: questo proclamavano nel 2016 i fautori della riforma costituzionale voluta da Matteo Renzi (la citazione è tratta di peso da quanto apparso nel Novembre di quell’anno sul sito renziano italiaincammino.it). A dire il vero, non era che fumo negli occhi, perché la nuova formulazione della Costituzione avrebbe bensì privato le regioni di ogni voce in capitolo su materie quali la difesa dell’ambiente, ma non avrebbe affatto toccato, in realtà, l’organizzazione e la gestione regionale di business come il servizio sanitario o il trasporto locale (contrariamente ai tifosi da stadio, io quello sciagurato progetto me lo ero letto). Non è questo tuttavia che mi preme qui far notare, quanto il fatto che tra i più attivi esponenti del fronte del “sì” figurava allora il nostro Virginio Brivio, il quale, del resto, ancora in occasione delle primarie di domenica scorsa appariva schierato a favore di Maurizio Martina, ultimo vicesegretario del PD renziano. In tema di autonomie regionali il sindaco di Lecco doveva tuttavia esibirsi, dopo l’esito referendario del 4 Dicembre 2016, in una spericolata inversione a U che dal precedente neocentralismo di facciata lo portava in pochi mesi alla sponsorizzazione delle pretese federaliste rilanciate nella nostra regione dal referendum consultivo del 22 Ottobre 2017 indetto da Roberto Maroni. Il suo intervento di domenica scorsa sulle colonne di Merateonline non rappresenta che l’ultima conferma di queste sue nuove posizioni: ieri Virginio Brivio diceva di volere che anche la formazione professionale tornasse, com’era prima del 1970, competenza esclusiva dello Stato centrale, oggi pretenderebbe di regionalizzare tutto il nostro sistema scolastico. Cambiare idea non è un delitto ma, quando un dirigente politico arriva a smentire di punto in bianco tutto ciò che sosteneva fino a un momento prima, è lecito che quanti si erano fidati di lui si aspettino almeno un onesto esame autocritico. So bene che all’iniziativa intrapresa dal Lombardoveneto si era associata fin dall’inizio anche una regione “rossa” come l’Emilia-Romagna, ma l’incoerenza mostrata dal PD emiliano non mi sembra una valida attenuante per quella degli esponenti lombardi del medesimo partito: se vivessi in quei paraggi, scriverei magari qualcosa per Bolognatoday sulla politica un po’ schizofrenica perseguita dal presidente Bonaccini ma, dal momento che abito a Merate, gli unici da cui posso sperare di farmi sopportare siete voi.
A un anno e mezzo dal referendum regionale nel quale espressi assieme a pochi altri il mio voto negativo, rimango convinto che un’ulteriore frammentazione dei poteri politici responsabili del welfare e della tutela dei diritti fondamentali dei cittadini faccia soltanto il gioco dei grandi interessi economici, riproducendo capillarmente su scala regionale la rovinosa concorrenza al ribasso per contendersi gli investimenti in atto già da lungo tempo nel mondo globalizzato. Nelle autonomie locali, che vanno certamente tutelate e sviluppate, ritroviamo le radici tuttora vitali della nostra civiltà politica, ma non possiamo più accontentarci del sogno medievale di un consorzio umano formato da innumerevoli liberi comuni tra loro indipendenti. È ormai urgente che ci rendiamo conto di essere tutti sulla stessa barca, e che l’unica strada per tutelare e sviluppare i nostri interessi è quella della costruzione di una forte democrazia a livello quantomeno europeo che sia in grado di garantire i medesimi standard sociali in tutto il continente, altrimenti l’appiattimento verrà imposto comunque, sul livello più basso possibile, dalla proverbiale “mano invisibile” del mercato.
Mi sembra che si tratti di idee semplici da comprendere, per quanto meriterebbero certamente una trattazione più esaustiva di quella proponibile in questa sede, e del resto il progressivo degrado dei diritti dei lavoratori è ormai sotto gli occhi di tutti. Siccome però le idee sono oggi guardate troppo spesso con sospetto, e vengono generalmente liquidate definendole con disprezzo “ideologie”, voglio concludere scendendo sul piano del puro pragmatismo tanto di moda ai nostri giorni: davvero il signor Brivio è tanto soddisfatto della gestione di Trenord e dell’efficienza del nostro servizio sanitario da voler affidare all’amministrazione regionale nuove competenze esclusive in settori quali la scuola o la tutela della sicurezza sul lavoro? È, naturalmente, una domanda che mi permetto di rivolgere anche a tutti voi.
Michele Bossi
© www.merateonline.it - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco