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Scritto Martedì 26 febbraio 2019 alle 19:01

Cernusco, Bagnato: la questione piazza è l'occasione per una ricostruzione storica

In data 4 febbraio è stato pubblicato sulla stampa locale un mio articolo che aveva un duplice obiettivo. Da un lato quello di smentire, dopo le opportune verifiche, l'informazione diffusa ad arte secondo la quale il costo della riqualificazione della piazza sarebbe ammontato a 6 milioni di euro; dall'altro quello di spiegare che un Sindaco ha il diritto dovere di prendere decisioni non essendo subordinato ad altro obbligo che non sia quello del rispetto delle regole di funzionamento degli organi istituzionali.
Queste regole non prevedono il riconoscimento di alcun potere interdittivo ad enti o persone prive di potere politico riconosciuto.
Alla mia lettera da me firmata - ripeto da me firmata - si è risposto con due lettere anonime in quanto non firmate da alcun soggetto giuridicamente individuabile. Le lettere in questione in un caso al posto della firma riportano " Comitato Cittadini Cernuschesi la vittoria del Parco" e nell'altro "M.P."
Dato il contenuto delle lettere che, se non avessero riportato una inesattezza la dove si afferma che io sono stato promotore di una raccolta firme per chiedere all'Amministrazione Comunale allora guidata dal Sindaco Antonio Conrater un referendum cittadino ....." è difficile capire le ragioni per le quali chi le ha scritte abbia paura della trasparenza e della evidenziazione del proprio nome e del proprio cognome preferendo invece privilegiare la vergognosa e inutile prassi dell'anonimato.
Tornando alla inesattezza di cui sopra preciso che il referendum è stato promosso da una persona molto nota che, in assoluta trasparenza , si è assunta la paternità e la responsabilità dell'iniziativa di promuovere un referendum sulla scuola elementare. E' stata una iniziativa alla quale io, al pari di centinaia di altri cittadini, ho aderito apponendo la mia firma.
L'ho fatto però nella consapevolezza che per i motivi spiegati nella mia precedente lettera il sindaco, nel pieno esercizio dei suoi legittimi poteri, avrebbe potuto non tenere in alcun conto la richiesta di referendum vanificando in tal modo l'impegno di tutti coloro che si erano dati da fare per evitare la costruzione di una scuola di cui si riconosceva la necessità ma che si voleva localizzata altrove e con caratteristiche architettoniche e funzionali diverse. Questo fu quanto il Sindaco puntualmente fece.
Diciamo che la scelta del sindaco Conrater, come son certo che lui stesso ha dovuto ammettere, si è rilevata oggettivamente un errore dal punto di vista politico, tecnico ed economico. Politico perché per la scuola perse le elezioni, tecnico perché per errori commessi dal progettista la scuola stava crollando, economico per l'elevato livello dei costi per coprire i quali il Comune dovette indebitarsi ricorrendo ad un mutuo ventennale da ripagarsi in 20 anni con rate annuali di 130.000 euro tra capitale e interessi.
Paradossalmente le conseguenze dell'errore ricaddero sulla mia amministrazione che, appena insediata, dovette porre rimedio agli errori di progettazione per i quali la scuola nella fase finale della sua edificazione stava crollando per il cedimento di uno dei piloni di sostegno del tetto . La mia amministrazione dovette anche accollarsi le rate annuali del mutuo per 10 anni e la stessa cosa dovette fare e sta facendo l'amministrazione De Capitani subentrata alla mia.
Perché ho detto queste cose? Certamente non per rivangare una inutile e sterile polemica ormai vecchia e sepolta ma, al contrario, per richiamare l'attenzione sulla circostanza che essendo qualunque Sindaco spesso chiamato ad assumere decisioni rese complesse da un elevato numero di variabili può anche sbagliare. Si tratta di un'evenienza che non può mai essere esclusa a priori e quindi va accettata. Questo è insito nel rischio di qualsiasi decisione. E' un rischio che certamente con corre chi non è chiamato a decidere niente e ad assumersi qualche responsabilità.
Tornando al problema piazza ritengo molto giusto un intervento di riqualificazione che consenta di farle recuperare l'originaria funzione di luogo d'incontro e di restituirle il suo valore simbolico e di testimonianza della storia del paese dopo tanti anni di avvilente utilizzo come parcheggio. Si tratta di un intervento di cui non conosco le caratteristiche essendo la sua definizione subordinata al parere della Sopraintendenza ma certamente non rischioso e che non richiede alcuna forma di indebitamento esistendo la copertura economica.
Ricordo che anche la mia amministrazione sentì l'esigenza di riqualificare la piazza ma dovette rinunciarvi perché furono presentati progetti troppo costosi - si ipotizzava l'interramento del parcheggio - e quindi per carenza delle necessarie risorse.
Sergio Bagnato
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