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Scritto Sabato 16 febbraio 2019 alle 14:26

Merate: incontro del M5S sui problemi della sanità pubblica. Per Fumagalli serve un’ASST con Vimercate e non con Lecco

Le recenti dichiarazioni dell'assessore regionale Giulio Gallera, il quale ha parlato di un sistema sanitario ''al collasso'', hanno fornito lo spunto agli esponenti meratesi del Movimento 5 Stelle per affrontare un tema delicato come quello della sanità focalizzando l'attenzione su due aspetti, uno più generale, riguardante l'intero Paese, e uno più territoriale, rivolto a chi in Regione ha per anni spianato la strada all'avanzata del privato senza tenere conto di quali conseguenze ci sarebbero state per il sistema pubblico.

Ospiti dell'incontro che si è svolto nella serata di venerdì 15 febbraio nella sala civica ''Fratelli Cernuschi'' di Viale Lombardia, a Merate, moderato da Angelo Baiguini, sono state le deputate Fabiola Bologna e Stefania Mammì, entrambe componenti della XII Commissione agli Affari Sociali, e il consigliere regionale Marco Fumagalli.

Le due rappresentanti dei ''grillini'' alla Camera hanno sostanzialmente tracciato un'analisi di quanto prodotto nei primi mesi del Governo, potendo tra l'altro contare su un Ministro alla Sanità ''dalla loro'' come Giulia Grillo, e di cosa ancora resta da fare. L'onorevole Bologna è partita col definire ''positivo'' il bilancio dei primi 40 anni del SSN (sistema sanitario nazionale), e spiegando di come l'obiettivo strategico, con l'accrescimento dell'aspettativa di vita, sia diventato non solo curare ma anche prevenire. Il sistema deve infatti fare i conti con l'aumento delle malattie croniche, cardiovascolari e tumorali. Per continuare a garantire tutele ad un numero sempre maggiore di malati, l'onorevole Bologna ha spiegato che il Governo nella legge di bilancio appena approvata ha determinato in 114 miliardi di euro il livello del fabbisogno sanitario nazionale, che crescerà in due anni di 3,5 miliardi di euro.
VIDEO


Angelo Baiguini, moderatore della serata

Un importo che per l'onorevole Bologna, dirigente medico che tra l'altro fu eletta proprio nella vasta circoscrizione che comprende anche il meratese, sarà utilizzato per una serie di misure quali la revisione del sistema di compartecipazione alla spesa sanitaria, il rispetto degli obblighi di programmazione a livello nazionale e regionale, l'implementazione di infrastrutture, la promozione della ricerca e la valutazione dei fabbisogni del personale del SSN, un tema che ha tenuto banco venerdì sera e del quale si è parlato come uno dei principali disagi che vive al giorno d'oggi la sanità pubblica.

 La deputata Fabiola Bologna

''Mediamente si laureano circa 10mila medici ogni anno, ma il numero di contratti per la specializzazione, che solo nel 2018 è arrivato a circa 7mila, è da tempo insufficiente a coprire la richiesta di specialisti e di percorsi formativi rispetto al numero di laureati'' ha commentato l'onorevole, la quale ha poi annunciato l'intenzione del Governo di istituire una rete nazionale dei registri dei tumori, che porterà sostanzialmente ad un monitoraggio più efficace delle malattie, e di proseguire in tutta Italia con la presa in carico della cronicità sulla base del modello lombardo, definito ''virtuoso'' seppure ''dovrebbero essere soltanto i medici di base, più vicini alle famiglie, ad occuparsene''. Con l'onorevole Stefania Mammì si sono invece toccati gli argomenti più pratici che la Commissione di cui fa parte ha affrontato nell'ultimo periodo, passando anche attraverso l'importanza di una gestione del SSN che sia il più trasparente possibile, per diventare garanzia per il cittadino e non per le imprese sanitarie.

La deputata Stefania Mammì

il consigliere regionale Marco Fumagalli

E qui di fatto il collegamento con quanto poco più tardi ha sostenuto Marco Fumagalli è stato piuttosto breve. Con il suo intervento, il consigliere regionale ha infatti criticato apertamente le politiche adottate da Regione Lombardia negli ultimi vent'anni. ''Il nostro è uno dei territori maggiormente abitati in Italia, tra i più ricchi d'Europa. Nonostante ciò, il nostro sistema sanitario è parecchio disorganizzato. Abbiamo un'ATS Brianza che arriva fino a Bellano, ad esempio, e un'ASST di Vimercate che da est a ovest congiunge territori molto lontani dal suo ospedale'' ha commentato.

L'attuale suddivisione i territoriali delle ASST (in verde quella di Vimercate)

La malagestione delle aree di intervento affidate alle varie ASST e ATS, secondo Fumagalli, non sarebbe altro che la conseguenza del fatto che ''venti anni di politiche formigoniane hanno troppo spesso tutelato gli interessi dei privati senza prendere in considerazione la necessità reali dei territori''. Ricadute che oggi sono osservabili in ciò che accade all'Ospedale di Merate, ad esempio, che, come sostenuto dal moderatore della serata Angelo Baiguini, ''rischia sempre più di diventare la ruota di scorta di un grande presidio, quello di Lecco, che ha bisogno di lavorare e riempire posti e lo fa spesso e volentieri affacciandosi sul bacino del meratese a scapito dei nostri servizi''.

 I distretti delle ASST di Lecco, Vimercate e Monza

A ben vedere, ha aggiunto Baiguini, il meratese ha molto più da spartire con Vimercate che non con Lecco. Questa di un riassetto dell'ASST lecchese, come quella di Vimercate (nell'ottica di lasciare più spazio ai presidi di Desio, Giussano e Seregno), è anche la proposta che Fumagalli ha avanzato in Regione. ''Si tratta anche di una provocazione - ha spiegato - Il presidente Attilio Fontana ha recentemente dichiarato ai giornali di voler rilanciare il sistema pubblico, creando gran scompiglio tra i privati. Se vuole veramente farlo, allora deve riorganizzare le ASST. Altrimenti sono solo parole al vento''.

La proposta del M5S: unire Vimercate e Merate in un'unica ASST
Alberto Secci
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