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Scritto Giovedì 14 febbraio 2019 alle 18:36

Progetto via Verdi: rotonde sulle strade extraurbane, sulle urbane meglio i semafori, per la sicurezza di cicli e pedoni

Il progetto di fattibilità per la riqualificazione di Viale Verdi, elaborato dalla Provincia di Lecco e presentato il 6.2 u.s. lascia molti elementi di perplessità.

Avrei immaginato un approccio scientifico al problema, in base al quale, prima di scegliere la soluzione (de semaforizzazione con rotatorie), si aggiornasse la misura dei flussi di traffico gravitante sulla via, verificando poi, mediante un modello di simulazione (di cui la Provincia dispone) l'effetto causato dalla modifica sulla circolazione del comparto (implicazioni sulle strade secondarie). Non si capisce, quindi, in base a quali dati si proceda alla de semaforizzazione; segnalo, quindi, un problema di metodo. Altro problema di metodo ed anche di sostanza è il disattendere la continuità amministrativa fra le diverse Consigliature che ha portato ad ignorare un documento ufficiale del Comune, approvato dal Consiglio Comunale. Facendo riferimento al Piano Urbano del Traffico (PUT), riportato sul sito comunale insieme all'altro Documento di programmazione territoriale ovvero al Piano di Governo del Territorio. Come per quest'ultimo se lo si ritiene errato o superato lo si modifichi con varianti o lo si annulli; il Consiglio Comunale è sovrano. Nella relazione del Piano del Traffico, redatto nell'ottobre 2008, sono elencati i flussi di traffico che gravitano su Viale Verdi.

 


In mancanza di un aggiornamento è stato analizzato il comportamento dei due nodi con semaforo e rotonde con un simulatore di traffico di cui si riporta la "fotografia" dei flussi in termini di auto equivalenti/ora nell' ora 7,30 - 8,30, ritenuta quello di maggior traffico.

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L'immagine successiva riporta, a titolo comparativo la situazione attorno a mezzogiorno, come rilevata autonomamente.

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Nell' ora di punta del mattino all' incrocio Cazzaniga/Cernuschi si ottiene un grado di occupazione del 100% mentre nel nodo successivo (Trieste/Turati) si ottiene il 112%. Questi valori sono uguali sia se i nodi sono realizzati con semafori o rotonde. (La Provincia potrebbe verificare i risultati con il proprio simulatore). I vantaggi dei semafori sono:
  • Sicurezza dei pedoni nell'attraversamento a chiamata e non costringono i pedoni a percorsi più lunghi attorno alle rotatorie.
  • Possibilità di interazione con i mezzi di soccorso tramite predisposizione del verde in prossimità.
  • Eventuale sincronizzazione dei semafori di ultima generazione (intelligenti) per favorire lo smaltimento ed interazione con i semafori dell'incrocio vicino per creare la cosiddetta onda verde.
  • Il nuovo Codice della Strada, in discussione presso la Commissione Trasporti della Camera, prevede che i ciclisti, agli incroci o davanti ai semafori, non siano più costretti ad accodarsi alle auto incolonnate ma avranno la precedenza Il nuovo regolamento prevede per le biciclette uno spazio ad hoc, "una striscia di arresto avanzata" e saranno i comuni a dover indicare una doppia linea (una anche per le bici) davanti ai semafori.
I vantaggi delle rotatorie a precedenza interna sono:
  • Minore tempo di arresto in entrata.
  • Continuità nel flusso.
  • Privilegio ai veicoli
In definitiva le rotatorie possono essere utili, se opportunamente dimensionate sulle strade extraurbane, non sulle strade urbane dove i pedoni ed i ciclisti devono essere protetti. Come riportato nel Piano del Traffico: gli incroci semaforici di via Verdi sono ubicati in posizione "strategica" a ridosso del centro e lungo i principali itinerari di accesso est - ovest e nord - sud e fungono da "chiavi" per il sistema di circolazione urbana.

Riferendosi al Piano Urbano del Traffico l'estensore ha verificato, nella sua analisi, che il 43% del traffico appartiene ai residenti mentre il 57% è traffico di transito, come si evince dalle matrici di traffico che i due nodi devono supportare. E'  opportuno studiare una soluzione per bloccare questo traffico, utilizzato per bypassare il semaforo di Cernusco.
Francesco Riva
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