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Scritto Lunedì 11 febbraio 2019 alle 18:16

Robbiani: in Commissione il piano andrà visto e modificato

Cortese direttore,

iI sondaggio proposto da Merateonline in merito al progetto della riqualificazione della via Verdi mi spinge a condividere con lei ed i suoi lettori alcune riflessioni, spero non banali.

Una prima riflessione la vorrei dedicare al sondaggio che avete promosso nei giorni scorsi: il risultato ha inevitabilmente generato una discussione viva e vivace che tuttavia mi auguro non debba sfociare in una contrapposizione dialettica fra progettualità. Porre in contrapposizione la via Verdi con un grande parco urbano è deleterio e rischia di svilire il dibattito. Il punto non deve esaurirsi se promuovere un progetto o un altro: il punto è stabilire un percorso amministrativo che veda la città al centro dell’azione amministrativa e i cittadini parte attiva in questo processo. Il rischio di innescare una guerra fratricida fra supporters di progetti diversi è altissimo e ciò non può far bene alla città. Siamo una collettività e dobbiamo agire come tale, ovvero condividendo tutti gli stessi obiettivi.

Ci apprestiamo a vivere una campagna elettorale che dovrà essere governata dalle idee e non dalle contrapposizioni ideologiche, o peggio ancora, personali. Dal mio punto di vista, riqualificare la via Verdi si può fare, così come anche è possibile realizzare un grade parco urbano cittadino. Entrambi i progetti hanno come finalità il miglioramento della qualità della vita dei cittadini, indipendentemente che siano residenti o non residenti. Tutti noi ne beneficeremmo, perché tutti percorriamo, più o meno quotidianamente questa arteria viaria, che collega importanti servizi locali e sovra-comunali.

In questo senso, serve e servirà una amministrazione comunale capace di predisporre e attuare una progettualità complessiva, nella quale si possano integrare interventi in ambito viario, ambientale, socioculturale e sportivo, che veda interventi organici e programmati nel tempo e non finalizzati al mero consenso elettorale.

Ultimamente, abbiamo assistito ad un modo di fare amministrazione basato su annunci ai quali poi sono regolarmente seguiti dei nulla di fatto. L’importante non è fare, ma dire che si sta facendo e dirlo con gran sfoggio di lustrini e paillettes.

Esaurite queste doverose premesse, veniamo al progetto della riqualificazione della via Verdi. Molti non sanno, ma è bene rinfrescare la memoria, che si iniziò a parlare di questo progetto nel lontano 2008, quando il 17 dicembre, la giunta Albani approvò la delibera n. 147 avente come oggetto: “approvazione studio di fattibilità – riqualificazione viale Verdi”. Come si vede quindi, si tratta di un progetto che nasce lontano, addirittura quando amministrava l’attuale gruppo di minoranza di centro sinistra.

Durante il mio mandato, non vi fu modo di valutare una specifica progettualità poiché la nostra agenda amministrativa, vedeva in cima alla lista delle cose da terminare e da fare “ex novo”, progetti davvero prioritari se non addirittura “urgenti”. Avevamo poi stringenti vincoli di bilancio sulla capacità di spesa, per cui, ancorché avessimo avuto tempo e risorse, non avremmo avuto gli spazi finanziari per intervenire.

Tempi e spazi che invece l’attuale amministrazione ha avuto e che a mio avviso ha sfruttato male. La giunta Massironi si insedia nel 2014 ma solo a fine 2016 promuove il concorso di idee denominato “ViviamoilViale”.

Un approccio intelligente, utile a generare idee e partecipazione e in questo senso mi permetto di rileggere con attenzione, con lei e i suoi lettori, le finalità assolutamente condivisibili del concorso che oggi paiono, alla luce del progetto presentato la settimana scorsa, semplici enunciazioni di principio.

-    favorire una più fluida circolazione del traffico veicolare soprattutto nell’ambito degli incroci stradali principali, ovvero quelli posti tra Via Fratelli Cernuschi e Via Cazzaniga e tra Via De Gasperi, Via Turati e Via Papa Giovanni XXIII, non tralasciando di analizzarne le implicazioni da e per le strade secondarie, nonché gli innesti di queste con il Viale;
-    attuare una radicale riqualificazione dell’arteria e delle aree ad essa afferenti;
-    favorire la connessione del quartiere con il Centro Storico cittadino;
-    riqualificare e/o ampliare le attuali aree di sosta allo scopo di aumentare e razionalizzarne la fruizione;
-    riqualificare e/o migliorare le aree di sosta degli autobus di linea presenti lungo il viale - perseguire l’obiettivo di una maggiore vivibilità del quartiere con una riqualificazione dell’area antistante la scuola dell’infanzia e l’adiacente area commerciale, nonché l’area prospiciente la via Santa Maria di Loreto dal 62 al 67 di viale Verdi;
-    garantire sicurezza dei pedoni sul Viale;
-    dotare il Viale di percorsi ciclabili per favorire l’accesso in sicurezza alla ciclopedonale diretta alla stazione ferroviaria di Cernusco-Merate;
-    favorire la riscoperta e la fruizione degli spazi verdi pubblici presenti lungo il Viale o nelle immediate adiacenze, come spazi di socialità e di svago, migliorando l’accessibilità e implementandone le dotazioni con particolare riguardo all’utilizzo da parte di famiglie, bambini e anziani. In tal modo la rivitalizzazione del parco di "Villa Confalonieri", assieme allo sviluppo di migliori e adeguate infrastrutture di mobilità lenta, tende a favorire maggiori forme di socialità nel quartiere

Come ulteriore rafforzamento, il concorso prevede che ogni proposta “dovrà” espressamente:

-    Tendere alla tutela delle esigenze di mobilità e sicurezza dei pedoni creando una pedonalizzazione protetta con abbattimento di barriere architettoniche e la realizzazione di nuovi attraversamenti pedonali, ed eventuale eliminazione dei semafori esistenti sulla via
-    Creare una pista ciclabile che possa anche collegarsi alle altre esistenti sul territorio (Via De Gasperi e Pista ciclabile di connessione con la stazione ferroviaria di Cernusco Lombardone);
-    Armonizzare il tessuto urbano con la scelta di nuovi arredi urbani, comprese le pensiline e delle fermate del BUS;
-    Ridisegnare ed eventualmente ampliare i parcheggi esistenti;
-    Proporre un nuovo assetto viabilistico di connessione con le vie laterali: Rossini, Perosi, Puccini, S.M. di Loreto, Toscanini, Mascagni, San Dionigi. Scopo del bando è quindi creare un nuovo tessuto urbano e viabilistico, volto a migliorare la percorribilità pedonale ciclabile e automobilistica, la vivibilità e la sicurezza del Viale nonché la connessione con il tessuto urbano strettamente circostante.

Potrebbe sembrare noioso ripercorrere tutti questi passaggi: tuttavia, se non si leggono con attenzione questi ambiti, non si può comprendere il perché io abbia espresso un giudizio tanto negativo sul lavoro della Provincia. Nel progetto presentato, non ritrovo quasi nulla delle finalità elencate: addirittura invece di “dotare il viale di percorsi ciclabili”, quelli esistenti (che si erano introdotti durante il mio mandato), spariscono per far spazio a dei marciapiedi.

Dopo due anni dalla conclusione del concorso, il progetto prevede in buona sostanza un passaggio pedonale protetto, la realizzazione delle due rotatorie in sostituzione dei semafori e la realizzazione di una area parcheggio sulla quale esprimo forti perplessità se non altro perché richiede l’abbattimento di alberi, senza che il progetto preveda nuove piantumazioni.

Di più, una delle esigenze principali era quello di ridisegnare il comparto della via Verdi all’altezza della intersezione con la strada provinciale 342DIR e nel progetto questo aspetto viene completamente ignorato, poiché sembrerebbe complesso trovare una soluzione.

Insomma, viste le premesse ci sarebbe stato da aspettarsi molto di più, preso altresì atto che l’impegno finanziario atteso non è sicuramente trascurabile. Ripeto quanto già espresso in altre occasioni: l’impressione è che si sia più che altro lavorato per arrivare a ridosso della campagna elettorale con un progetto anche minimale, con la speranza che possa garantire il consenso elettorale.

I progetti che vennero premiati nel 2017, nonostante siano stati consegnati alla Provincia, evidentemente non sono stati presi in considerazione e l’ufficio tecnico provinciale si è focalizzato sull’aspetto puramente viabilistico, disattendendo qualsiasi ambito legato alla vivibilità e fruizione.

Ora inizia un percorso di valutazione in commissione consiliare, nella quale proporrò osservazioni e modifiche migliorative. Credo tuttavia che sarà utile riprendere i progetti usciti vincitori dal concorso di idee, valutarli con attenzione, evidenziare quanto di buono hanno saputo esprimere e lavorare tutti insieme alla ricerca di un disegno complessivo realmente qualificante.

Altrimenti avranno gioco facile quelli che ritengono le piste ciclabili inutili, perché vi sostano le auto di chi va in pizzeria.

Cordialmente,
Andrea Robbiani
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