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Scritto Giovedì 07 febbraio 2019 alle 13:09

Sulla Brambilla e i centro commerciali aperti di domenica

Apprendo attraverso i media locali della campagna lanciata dall' Onorevole Brambilla in difesa della aperture dei centri commerciali durante i giorni festivi. Le sue chiare esternazioni di matrice chiaramente liberista tengono poco conto delle conseguenze che subiscono i lavoratori del settore e i frequentatori dei centri commerciali. Ma andiamo con ordine.

Da anni, sia a livello locale che nazionale, Rifondazione Comunista si schiera a favore della chiusura dei centri commerciali nei festivi, questo non solo per difendere la  categoria di lavoratori del settore - anche perchè sarebbe facile obbiettare che ci sono altri lavori che tengono lontane le persone dai propri affetti nei giorni festivi e, in ogni caso, un  centro commerciale non svolge una funzione socialmente indispensabile come può essere un ospedale.- ma anche perchè non crediamo che il benessere di un paese sia data dall' equazione  “aperture h24 uguale maggiori consumi e crescita” .

La liberalizzazione degli orari avvenuta nell'ultimo decennio non ha creato un miglioramento delle condizioni di vita ed economiche delle famiglie.

L'Onorevole Brambilla si ritiene fermamente convinta che i centri commerciali sempre aperti portino un benessere diffuso: lavoratrici che la domenica vanno contente al lavoro per una mancetta pari al 30% in più della retribuzione, periferie che sono rinate grazie alle colate di cemento per costruire nuovi ed imponenti luoghi di consumo che si offrono anche come luoghi essenziali per l' aggregazione sociale e sicuri per i giovani dove e' piacevole passare il tempo grazie alle offerte di attività ludiche (ma una volta non esistevano i parchi o le piazze?).

L' Onorevole Brambilla, che decanta la paternità della misura di liberalizzazione dell'apertura degli esercizi commerciali quando rivestiva la carica di Ministro del Turismo, non è certo un esempio di  eccellenza nell'imprenditoria italiana: ricordiamo che l' azienda di famiglia è stata chiusa con un buco di oltre 40 milioni di euro, lasciando per strada un centinaio di lavoratori e la stessa Onorevole è stata indagata per reati fiscali.

Senza tralasciare il fatto che mi chiedo ancora oggi cosa abbia fatto per valorizzare il nostro territorio   quando rivestiva la carica di Ministro del Turismo.
Torri Andrea - Segretario Partito della Rifondazione Comunista Lecco
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