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Scritto Domenica 03 febbraio 2019 alle 16:19

Giusy, una Rivoluzionaria

Giusi Spezzaferri non ha avuto vita facile, anche per colpa mia.

Durante le sedute di Giunta Comunale, Consigliatura 2009-14, non c'era volta che non portasse almeno una decina tra idee, progetti, eventi, manifestazioni che nella sua immaginazione e nella sua fantastica passione per la Cultura (non correggetemi l'iniziale maiuscola!) non vedesse come praticamente già realizzati.

Lì, attorno a quel tavolo, Andrea Robbiani, io e Andrea Massironi (non proprio tre agnellini, ne convengo) ci dannavamo a spiegarle che no, non c'erano le coperture, che la norma diceva altro, che magari al bando si sarebbe presentato qualcun altro che non avrebbe compreso bene lo spirito della cosa e che quindi sarebbe uscito altro rispetto a quello che lei disegnava per aria con sorrisi ammalianti e occhiate penetranti e un profluvio di parole che ci uccideva, Andrea, me e l'altro Andrea.

Poi vinceva lei, intendiamoci. E come poteva essere altrimenti? Lei era il fiume in piena della Passione (anche questa, lasciatela così), la violenta seduzione del Bello (idem), l'arroganza di ciò che non muore la sera per non rinascere la mattina. Era la Rivoluzione, noi solo poveri amministratori che entravamo in ansia e tiravamo fuori le pandette e i pareri e obiezioni, se, ma, con voce sempre più incerta e flebile. Vinceva lei, appunto. Vinceva la Rivoluzione.

Poi ti sorrideva largo largo, accidenti quanto era largo il suo sorriso! E magari ti faceva l'occhiolino ricordandoti che vabbè Forza Italia e il Pidielle e tutte le volute centrodestrorse di questi anni malandati, ma lei appena un po' più giovane era stata dalle parti di Democrazia Proletaria, e allora capivi che proprio avevi perduto.

Ma in questi anni, suoi, davvero suoi, ha vinto Merate (questa va maiuscola da sé), che sulla sua dolce follia s'è issata, e ha fatto garrire le bandiere su cui erano trascritte tutte le sue mille idee, che così hanno visto realizzate tutti anche dai confini della nostra bella terra (anche da più in là, immagino) che per lei era ancor più bella; e così, a Merate s'è fatta Cultura come in una città vera. Oddio, non che non si facesse prima, non che dopo non si farà. Ma è stata tutta un'altra storia.

È stata Rivoluzione.

Ciao Giusi, ti abbiamo voluto bene, tutti. Quasi quanto quello che hai voluto tu. A tutti.

Emilio
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