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Scritto Venerdì 11 gennaio 2019 alle 16:36

Merate, più tutele per i lavoratori di Calvi S.p.A. e i sindacati esultano: un contratto così è raro trovarlo ma era necessario

Da sinistra: Umberto Buscema e Federico Beretta della RSU di Calvi, Michele Imbrogno dell'RLS,
il sindacalista FIOM-CGIL Domenico Alvaro e la sindacalista Lorena Silvani di FIM-CISL


Non se ne vedono spesso di contratti aziendali come quello che i sindacati sono riusciti ad ottenere per i 149 lavoratori della Calvi S.p.A. di Merate lo scorso 3 dicembre, con tutele tali in fatto di sicurezza e remunerazione da far quasi ''esultare'' chi si è tanto battuto per strappare l'accordo ai vertici aziendali. Certo, il carico di lavoro per gli operai rimarrà ancora non indifferente e per molti il turno della notte sarà inevitabile, ma è anche vero che senza il successo che sta ottenendo l'azienda nel suo settore (quello metalmeccanico)  la proprietà non avrebbe mai potuto accettare le proposte avanzate da Domenico Alvaro e Lorena Silvani, rispettivamente responsabili per FIOM-CGIL e FIM-CISL che dallo scorso maggio hanno avviato la contrattazione sostenuti dai rappresentanti della RSU (rappresentanza sindacale unitaria) interna Federico Beretta e Umberto Buscema e della RLS (rappresentanza dei lavoratori per la sicurezza) Michele Imbrogno (anche loro FIOM).

La sede di Calvi a Merate, in via IV Novembre

Domenico Alvaro, sindacalista di FIOM-CGIL

Se tutte queste persone venerdì mattina hanno potuto partecipare alla conferenza stampa convocata presso la sede di CGIL a Robbiate e parlare di qualcosa di ''positivo'', aggettivo usato da Alvaro, è anche perché l'azienda ha intuito, su pressione dei sindacati, che migliore è la condizione contrattuale dei suoi dipendenti e migliore sarà anche la loro resa. ''Ci troviamo di fronte ad un accordo che è stato caratterizzato da un rapporto tra azienda e dipendenti, Rsu, Rls e sindacati che definirei stupendo'' ha spiegato Domenico Alvaro. ''Non sono mancate le tensioni, ovviamente. Durante la mediazione ognuno ha dovuto guardare ai propri interessi. Ma oggi abbiamo per Calvi il contratto più avanzato di tutto il metalmeccanico lecchese, se non addirittura italiano''.  


VIDEO


La Calvi S.p.A. di via IV Novembre a Merate non è altro che una ''costola'' della holding che comprende in tutto 12 stabilimenti, di cui sei situati in Italia, due in Germania, due negli Stati Uniti, uno in Brasile e uno in Francia. Il distaccamento meratese fa parte della divisione metallurgica.

Federico Beretta della RSU di Calvi

Michele Imbrogno della RLS (rapporto lavoro-sicurezza)

''L'azienda di Brugarolo si occupa di profilati speciali con tolleranze minime, prodotti utilizzando acciaio ottenuto da lavorazione a freddo che per la qualità e la precisione del suo manufatto è tra le prime al mondo'' ha proseguito il sindacalista FIOM. Negli ultimi tre anni il volume produttivo è cresciuto del 20%, con il fatturato che è arrivato a toccare (si sta parlando soltanto dello stabilimento meratese) quota 50 milioni di euro nel 2018. Dati che in qualche modo hanno consentito ai sindacati, in fase di contrattazione, di alzare l'asticella delle loro richieste. ''Abbiamo ulteriormente migliorato diversi aspetti presenti negli accordi precedenti'' ha spiegato Alvaro. ''Ai dipendenti della Calvi, ad esempio, ora verrà riconosciuto un premio di risultato che supera i 5mila euro, ed è previsto per i prossimi anni un aumento compreso tra i 175 e i 425 euro''.  Da altre parti se il premio raggiunge i 3mila euro è già tanto e, come è stato spiegato durante la conferenza stampa di venerdì mattina, ci sono parecchie realtà - anche nel lecchese - in cui il premio di fine anno viene ridotto a fronte di infortuni o assenze per malattia. Questo alla Calvi non avviene. ''In fase di contrattazione abbiamo insistito affinché fosse chiaro che per noi era sì importante avere maggiori tutele economiche, ma anche dal punto di vista della sicurezza'' ha continuato. ''L'approccio di Calvi, anche in questo caso, è differente rispetto ad altre aziende. La dirigenza sa che per ridurre il rischio di infortuni servono più formazione e più informazione''.

Umberto Buscema della RSU di Calvi

Sia Federico Beretta della RSU che il collega Michele Imbrogno della RLS hanno fatto presente in conferenza stampa di quanto sia sostanzialmente pesante il tipo di lavoro che viene svolto in Calvi, con sollecitazioni articolari molto toste che negli ultimi periodi hanno comportato in molti lavoratori alcuni problemi fisici. Con l'accordo dello scorso 3 dicembre, oltre ad avere ottenuto investimenti nella sicurezza, che si concretizzeranno con l'automatizzazione del magazzino, ad esempio, o con l'introduzione di macchinari più avanzati che sgraveranno i lavoratori da alcuni sforzi, i sindacati sono riusciti ad ottenere anche l'istituzione di una commissione paritetica composta da due componenti della RLS e altri due incaricati dall'azienda che sostanzialmente, con relativo permesso e ovviamente in orario di lavoro, si confronteranno per capire in quali aree dello stabilimento e quali mansioni sono più a rischio infortuni. Altri elementi vantaggiosi finiti nell'accordo riguardano l'attività notturna, dalla quale d'ora in poi potranno essere esonerati i dipendenti over-55 che non se la sentono più di affrontare il 3° turno. Lo potranno fare, però, solo in presenza di un collega disposto a sostituirli, a parità di mansione. L'indennità per ''le notti'' è poi aumentata (anche se già, come ha spiegato Alvaro, ''era significativamente superiore rispetto a quanto previsto dal contratto nazionale dei metallurgici'').

Lorena Silvani, sindacalista di FIM-CISL

Grazie ad un diverso sistema di rotazione, ma non per tutti i reparti, il turno notturno cadrà una volta ogni cinque settimane, anziché ogni tre. Infine, e anche stavolta in un'ottica di salvaguardia della qualità di vita dei dipendenti, l'azienda coprirà il 100% degli stipendi di dipendenti con malattie prolungate, e non l'80% come in molte realtà accade quando un lavoratore si assenta per le sue condizioni di salute precarie per un lungo periodo di tempo.

A.S.
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