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Scritto Domenica 23 dicembre 2018 alle 14:41

Olgiate: continuità educativa tra l’infanzia e la primaria. Obbiettivo dell’assessore Colombo

''Il 78% delle scuole sul territorio nazionale organizza attività educative comuni tra alunni dell'infanzia e della primaria, mentre ciò non avviene nel nostro istituto. La trasmissione delle informazioni non avviene con il passaggio di fascicoli con informazioni strutturate. Non vengono attuati incontri tra insegnanti di ordini di scuola diversi per parlare della continuità educativa poiché non è stata costituita una specifica commissione''. A ''dirlo'' è il RAV (rapporto di autovalutazione) elaborato al termine dell'anno scolastico 2017-2018 dall'istituto comprensivo di Olgiate. Quello che manca, sostanzialmente, tra le due prime scuole dell'obbligo olgiatese, è una sorta di ponte comunicativo strutturato su più livelli: quello che gioverebbe gli alunni dell'infanzia, ad esempio, se già incominciassero a familiarizzare con una tipologia di scuola differente dalla loro (sostanzialmente priva di didattica), ma anche quello che servirebbe agli insegnanti per capire da che punto partire o come predisporre determinate lezioni.

L'assessore all'istruzione Paola Colombo

La questione ha assunto una tale importanza che persino l'Amministrazione comunale si è interrogata in fase di stesura del piano per il diritto allo studio su quali potranno essere le misure utili per raggiungere lo scopo. Magari nell'ultimo, di piano, ancora non se ne vedranno, ma potrebbero incominciare ad esserci dal prossimo. Ne ha parlato venerdì sera, 21 dicembre, in consiglio comunale, l'assessore all'istruzione Paola Colombo. ''Sarà interessante, dal punto di vista politico, riflettere su questa possibilità'' ha spiegato. ''Del resto è molto sviluppata su tutto il territorio nazionale, mentre nel nostro istituto non c'è ancora una sorta di organicità a livello di progettazione tra infanzia e primaria''.
Per l'assessore, la sfida è quella di allargare la continuità educativa dall'asilo fino alle scuole medie. ''L'intenzione è perciò quella di fare nascere un unico polo dove ognuna delle scuole mantenga le proprie specificità, ma anche dove alcuni progetti vengano sviluppati in un unicum''. Cosa che già avviene, peraltro, attraverso il progetto teatro, ad esempio, che dall'asilo accompagna gli studenti olgiatesi fino alla secondaria di primo grado. In fase di dibattito, con l'inserimento nella discussione della minoranza, poco prima dell'approvazione del piano diritto allo studio 2018-2019, il capogruppo Giuseppe Brambilla si è dimostrato in qualche modo scettico rispetto al ''piano'' prefigurato dall'assessore Colombo.

L'assessore Cristina Viola, il capogruppo Matteo Cogliati e la consigliera Pierangela Quinto

''La composizione del piano mi pare piuttosto estesa e dettagliata, forse però si va un po' troppo a sconfinare in compiti che riguardano più le competenze del personale docente che non l'amministrazione, dalla quale semmai deve arrivare il supporto ai mezzi, più che delle proposte in una direzione piuttosto che in un'altra, di modo che gli istituti abbiano una certa libertà'' ha commentato il consigliere. ''Faccio riferimento a quando spiegato dall'assessore, in merito alla prefigurazione di un piano di omogeneizzazione educativa e formativa. Credo che lasciare un po' di varietà sia la cosa migliore, anziché avviare un percorso infanzia-medie su un binario già tracciato''. Brambilla, facendo riferimento ad un'espressione utilizzata da Paola Colombo, che poco prima aveva accennato a delle conflittualità che si erano andate ad inserire nei discorsi tra scuola e Amministrazione, ha costretto in qualche modo l'assessore Colombo a rettificare il termine utilizzato, andando anche a chiarire la posizione del Comune rispetto alle progettualità che propone all'istituto scolastico. ''Quando parlo di conflittualità non mi riferisco ad un qualcosa di negativo, non ho mai personalmente fatto nessuna ingerenza, in nessun gruppo di lavoro e né tanto meno in presenza del dirigente scolastico'' ha chiarito Colombo.

I consiglieri di minoranza Eva Tea Milani e Pino Brambilla

''Noi non siamo l'amministrazione comunale che dice alla scuola 'ti do i soldi, o fai questo oppure non ce li hai'. L'iter che seguiamo è ben diverso: noi alla fine di aprile presentiamo una serie di proposte alla dirigente che poi con il corpo docente va a valutare in base a quanto serve all'istituto. Solo dopo l'approvazione in consiglio di istituto, la scuola torna a settembre a comunicarci quali sono i progetti che vorrebbero e quelli che non vorrebbero avviare''.  Tra le puntualizzazioni arrivate in aula dalla minoranza, sempre da parte del consigliere Brambilla, una in particolare ha riguardato il tasso di alunni di cittadinanza non italiana riguardante gli istituti olgiatesi, il 15,4%. Un dato che quasi raddoppia quello della media nazionale, fermo all'8%, ma che non corrisponde, per Brambilla, ad un'adeguata risposta in termini di proposte dedicate alla multiculturalità. L'assessore Colombo ha però chiarito la faccenda spiegando di come le scuole olgiatesi, proprio per questo dato così alto, sono definite dal Miur plessi ''a rischio''.

L'assessore Matteo Fratangeli

''Perciò ad intervenire con iniziative che coinvolgano gli alunni di cittadinanza non italiana ci pensa già lo Stato'' ha spiegato l'assessore. Il piano per il diritto allo studio relativo all'anno scolastico 2017-2018, ad Olgiate, è passato con l'astensione della minoranza. Si prevedono in totale investimenti, escluse le spese di manutenzione, per 482mila euro. 153mila euro rispecchiano la fetta necessaria per i servizi mensa e trasporto scolastico.
Tra le iniziative supportate dall'Amministrazione comunale, per il primo, spiccano ancora l'inserimento nel pasto di alimenti proventi da agricoltura biologica e prodotti secondo la logica del km 0. Nel trasporto, invece, a fronte dei 244 alunni che utilizzano per raggiungere la propria scuola l'autobus, si inseriscono anche i 62 bambini che invece vanno col piedibus, accompagnati da ben 41 volontari. Vige ad Olgiate ancora la ''legge'' che ''obbliga'' i bimbi residenti nel raggio di un km dalla scuola ad utilizzare necessariamente questo servizio. Si attestano invece intorno ai 157mila euro gli interventi per garantire la pari opportunità scolastica agli alunni svantaggiati (19 sulla primaria e 7 sula secondaria).
A.S.
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