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Scritto Domenica 11 novembre 2018 alle 08:41

Lomagna: don Mario Antonelli ospite del GSO indica gli echi cristiani nella pratica sportiva

È stata una riflessione su come affrontare la sfida educativa nello sport dell'oratorio la conferenza organizzata dal GSO Lomagna con don Mario Antonelli, vicario episcopale per l'educazione e la celebrazione della fede. Genitori, volontari, allenatori e dirigenti hanno partecipato all'incontro nella Sala della Comunità parrocchiale per cogliere il messaggio cristiano anche nella pratica sportiva.

Don Mario Antonelli

Don Mario ha premesso che la realtà educativa oratoriana deve comunicare con la società sportiva legata all'oratorio. «Bisogna offrire ai ragazzi la bellezza incantevole di una coralità educativa - ha spiegato il prete - La realtà educativa oratoriana viene a quella sportiva e le offre la parola del vangelo». Ha quindi suggerito di porre attenzione e saper cogliere i segnali di cambiamento dei ragazzi, per affiancarli in una fase delicata della crescita. Ha infatti evidenziato: «Occorre prestare attenzione a quelle forme di agonismo che rischiano di causare delle esclusioni e possono essere dei traumi per dei cuccioli di uomo». Don Mario ha poi ribaltato il punto di vista, suggerendo quanto nello sport siano già riscontrabili dei valori cristiani. E quindi è anche la realtà educativa ad avere da apprendere dalle attività sportive e da ciò che gli allenatori insegnano agli atleti. «Ci sono degli echi di vangelo nella pratica sportiva che mi fanno balenare in filigrana l'immagina di Gesù» ha sostenuto il relatore. Don Mario ha portato tre esempi primari a riprova di quanto detto. Tre parole: forma, ordine, iniziazione. Sul primo aspetto è stato spiegato come un buon cristiano è chiamato ad avvicinarsi il più possibile alla forma del Signore, in una continua ricerca. «Un cucciolo d'uomo apprende cos'è la forma innanzitutto facendo esercizio grazie alla grazia di un allenatore o un'allenatrice». Discorso analogo per il secondo aspetto. «La vita cristiana ha un ordine, ha un centro, individua delle priorità, delle sequenze da rispettare. Ma dove un bambino o una bambina può imparare l'ordine se non in una palestra o in un campo dove grazie a Dio c'è un allenatore che impartisce a ciascuno il proprio compito, una promettente specializzazione?!». Ha però consigliato agli allenatori di mettere alla prova i bambini e i ragazzi in diversi ruoli, in modo che comprendano le difficoltà che si riscontrano nelle diverse posizioni e siano liberi di scegliere quella che più esalta le proprie capacità personali. Terza parola: iniziazione, il percorso di assimilazione di gesti e prassi per raggiungere un obiettivo. Per i ragazzi che frequentano il catechismo possono essere la comunione o la cresima. Un tragitto che richiede un esercizio metodico, così come nell'ambito sportivo. «Senza uno sforzo metodico - ha affermato don Mario - le pratiche non possono essere assimilate». Un discorso condiviso dal pubblico, rimasto soddisfatto di questo particolare punto di vista su cui il prete ha gettato la luce. Unici e bonari mormorii quando don Mario ha rivelato la propria fede (sportiva) per i bianconeri.

Ha poi raccolto i dubbi e le sfide educative che gli allenatori si trovano a gestire sui campi da gioco, la complessità nel relazionarsi con un'altra generazione. Don Mario ha perciò infuso coraggio, invitando dirigenti e allenatori a scovare il talento e la passione anche in quei ragazzi che sembrano non nutrire particolari aspirazioni. «Voi ascoltateli, godete di un'autorevolezza singolare che noi preti abbiamo perduto da tempo e che i genitori giustamente non possiedono più in quella fase in cui per la prima volta il cucciolo d'uomo si affaccia alla foresta». Si è infine reso disponibile a venire a conoscere gli atleti del GSO Lomagna, magari per fare il tifo in occasione di qualche partita importante. E a tal proposito si è ripromesso di coinvolgere anche due leggende "Hall of Fame" della Pallacanestro Cantù e del basket italiano: Pierluigi Marzorati e Charlie Recalcati.
Marco Pessina
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