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Scritto Giovedì 08 novembre 2018 alle 18:22

Allo Stallazzo una mostra di foto sul merlo acquaiolo, il 10

Associazione Solleva aps con patrocinio Ente Parco Adda Nord, in collaborazione con Solleva Societa Cooperativa sociale.  Sabato 10 novembre alle ore 11 - Ristoro Stallazzo. Presentazione mostra "Il merlo acquaiolo", fotografie di Giovanni Gargantini. Proiezione di un filmato in alta definizione. A seguire, rinfresco con sorpresa.



MERLO ACQUAIOLO (Cinclus cinclus)
Ordine: Passeriformes
Famiglia: Cinclidae


Biologia

Aspetto e dimensioni:
Il merlo acquaiolo è un piccolo uccellino dall'aspetto paffuto: misura 17-20 cm di lunghezza per circa 65 g di peso e ha un’apertura alare di circa 30 cm. Non esistono differenze sostanziali tra i due sessi, ma a parità d'età i maschi possono essere più grandi rispetto alle femmine anche di un terzo.
La testa è grande e rotonda, con un becco nero sottile e appuntito e occhi bruno-rossicci, con palpebre grigio-biancastre ben evidenti quando l'animale chiude gli occhi.
Le zampe sono marrone scuro, con dita lunghe e robuste e artigli ricurvi.
Le ali sono corte e arrotondate; la coda è piuttosto corta e squadrata e spesso sollevata.
Il folto piumaggio è dominato dalle tonalità del bruno, che sfuma verso il bianco candido sulla gola e sul petto: il capo è color bruno-cannella, il dorso, i fianchi, le ali e la coda sono più scuri, di color bruno-ardesia, mentre la parte inferiore del petto e la parte centrale del ventre sono color nocciola. Anche per quanto riguarda la colorazione non vi è differenza tra i due sessi; gli individui più giovani si distinguono invece per un piumaggio grigiastro nella parte superiore e macchiettato con tonalità più chiare in quella inferiore.

Alimentazione

Il merlo acquaiolo è un uccello insettivoro: la sua dieta è composta principalmente da larve e ninfe di insetto che raccoglie tra i ciottoli e i detriti del fondale dei ruscelli. Soprattutto durante i mesi freddi, quando gli insetti sono meno abbondanti, si ciba anche di piccoli molluschi e crostacei acquatici, vermi, girini e raramente di piccoli pesci e delle loro uova.

Riproduzione

La stagione riproduttiva del merlo acquaiolo cade in primavera, con lievi variazioni a seconda della zona dell'areale presa in considerazione: in Italia va da marzo a maggio.
Essendo una specie solitaria, la coppia monogama si unisce soltanto durante il periodo della riproduzione: il maschio corteggia la femmina cantando suoni dolci per attrarla nei pressi del suo territorio. Al suo arrivo, il maschio comincia a volare emettendo suoni metallici, cercando al contempo di mettere in massima evidenza il bianco di gola e petto: se la femmina non si allontana, avviene l’accoppiamento.
Il nido, piuttosto voluminoso e di forma sferica, viene costruito dalla sola femmina nelle vicinanze di corsi d’acqua, sotto le cascate, tra le radici degli alberi, nelle fessure rocciose dei muri o degli argini. E’ costituito da una parte esterna di fibre vegetali, muschio e foglie morte intrecciate, all'interno della quale è presente una camera di cova, collegata all'esterno da un piccolo tunnel, il cui fondo è foderato da una coppa di foglie secche. La femmina depone una singola covata di 4-6 uova bianche e lucide che si schiudono dopo 2 settimane. La cova è appannaggio esclusivo della femmina, mentre il maschio sorveglia e difende il territorio nei pressi del nido e si occupa di reperire il cibo per sé e per la compagna.
Circa un mese dopo la schiusa, i piccoli sono in grado di volare, nuotare e procurarsi il cibo: quando si allontanano definitivamente dal territorio natale, la coppia di genitori si divide.

Ecologia

Il merlo acquaiolo è un animale territoriale e tendenzialmente solitario, di indole timida e sospettosa: spesso durante il giorno staziona sui massi in riva o al centro dei ruscelli. Sebbene sia un animale terrestre, il suo habitat ideale sono infatti i fiumi e i torrenti di montagna, limpidi e ben ossigenati, con forti correnti, rada vegetazione acquatica, fondale ciottoloso e massi affioranti. Cerca riparo tra i grossi massi delle rive, ma anche in strutture costruite dall’uomo come muretti a secco, ponticelli, basamenti in pietra di mulini e sbarramenti di cemento per prese d’acqua.
E’ una delle poche specie di uccelli che si immerge in acqua senza difficoltà: non solo riesce a nuotare agilmente utilizzando le ali muscolose come pinne, ma è anche in grado di camminare sott’acqua, controcorrente, per diversi secondi. Per cibarsi si tuffa in acqua oppure cammina fino a essere completamente sommerso, utilizzando le forti zampe artigliate per ancorarsi al fondale mentre smuove i sassi e i detriti per mettere allo scoperto le prede. Questo stile di vita semiacquatico è favorito dal piumaggio folto, isolante e impermeabile, tanto che l'animale in immersione (che mantiene la testa verso il basso e la coda verso l'alto, con corpo in posizione obliqua) appare ricoperto da un sottile strato d'aria.
Il merlo acquaiolo è anche in grado di volare, battendo incessantemente le corte ali con volo dritto e radente alla superficie dell'acqua. Anche negli spostamenti aerei segue il corso dei fiumi, ma raramente percorre lunghe distanze; il volo viene solitamente utilizzato per allontanarsi da predatori o fonti di disturbo, rifugiandosi nella vegetazione riparia.
Il merlo acquaiolo è noto per la sua vivacità: anche se in attività, continua incessantemente ad "annuire" muovendo la testa in avanti e ad alzare e abbassare la coda.
Il canto consiste in un dolce cicaleccio molto gradevole, sommesso ma intonato, abbastanza acuto da essere chiaramente udibile nei dintorni a dispetto del rumore provocato dallo scorrere incessante dell'acqua.

Distribuzione

Il merlo acquaiolo ha un areale di distribuzione molto vasto che comprende, seppur in modo discontinuo, l’intero continente europeo, quello asiatico e l’Africa settentrionale. L’areale di nidificazione è invece più ridotto e comprende il Nord Europa e l’Asia centro-occidentale. Generalmente residente, soprattutto le popolazioni delle zone più settentrionali dell'areale possono migrare a sud in cerca di climi più temperati, svernando sulle coste di Mar Baltico, Mar Caspio o Mar Nero; anche le popolazioni delle aree montuose più elevate possono scendere di quota durante l'inverno, per evitare la carestia dovuta al congelamento dei fiumi di residenza.
In Italia è presente durante tutto il corso dell’anno e particolarmente diffuso nella zona alpina, dove si concentra tra i rilievi più bassi, tra i 500-1600 metri di quota, dove i letti dei torrenti sono più ampi e la portata d’acqua è maggiore; a volte può spingersi anche oltre i 2000 metri. La regione con la più alta densità di individui è il Piemonte, seguito dalla Lombardia e dal Trentino. E’ presente con nuclei più o meno disgiunti anche sugli Appennini, nelle zone pedemontane della Pianura padana, in Sardegna e Sicilia.

Stato di tutela

Il merlo acquaiolo è specie protetta dalla normativa nazionale (L. 157/92) e dalla Convenzione di Berna (1979) per la conservazione della vita selvatica e dell'ambiente naturale in Europa, adottata con il fine di promuovere la conservazione della flora e della fauna selvatiche e dei loro habitat naturali e favorire la cooperazione europea in tale settore, con attenzione particolare alle specie, comprese quelle migratrici, minacciate d’estinzione e vulnerabili.

Stato di salute

Pur non facendo registrare una popolazione particolarmente numerosa in Europa, stimata tra le 170mila e le 330mila coppie riproduttive, il merlo acquaiolo gode di uno stato di salute favorevole e il numero di esemplari si è mantenuto stabile nel tempo. Inoltre, l’areale di distribuzione è molto ampio. A livello europeo la specie non raggiunge le condizioni per essere classificata entro una delle categorie di minaccia (declino della popolazione del 30% in tre generazioni, ridotto numero di individui maturi e areale ristretto) e viene pertanto classificata a Minore Preoccupazione (LC).
La popolazione italiana è stimata in 4-8mila coppie ed è considerata stabile. Il preoccupante stato in cui versano molti degli ambienti ideali per la specie, sensibile anche a modeste alterazioni nella qualità e nel livello delle acque, spinge a considerare comunque inadeguato lo stato di conservazione complessivo del merlo acquaiolo nel nostro Paese. La specie è dunque classificata come “vulnerabile” nella Lista Rossa Nazionale: è protetta e non cacciabile.

Minacce

La presenza e l’abbondanza del merlo acquaiolo sono strettamente legate alla qualità delle acque e alla struttura dei corsi d’acqua. Le principali minacce sono quindi legate a qualsiasi tipo di intervento che ne alteri la struttura, il livello, la qualità e la limpidezza.
Il merlo acquaiolo è estremamente sensibile all’acidificazione delle acque così come alla presenza di agenti inquinanti: questi fattori incidono fortemente sul successo riproduttivo della specie.
Altre minacce riguardano la trasformazione degli habitat di nidificazione e alimentazione: gli interventi finalizzati alla costruzione di centrali idroelettriche, come opere di regimazione idraulica, costruzione di arginature e cementificazione alterano la morfologia delle rive, mentre la captazione e il rilascio improvviso di acque operato dalle dighe idroelettriche alterano il livello delle acque. Queste azioni, associate a forme di disturbo come pesca sportiva e canoa, vanno a incidere fortemente sulla fauna invertebrata dei corsi d’acqua, principale fonte di alimentazione del merlo acquaiolo, riducendone la disponibilità e la qualità del cibo.
Un’ulteriore minaccia alla sopravvivenza della specie è rappresentata da occasionali fenomeni di bracconaggio, nonostante la specie sia considerata non cacciabile in base alla legislazione venatoria vigente. 

Prospettive

L’habitat del merlo acquaiolo risulta sempre più deteriorato: anche zone in apparenza favorevoli per la specie hanno registrato un calo sensibile del numero degli individui. La specie non è particolarmente minacciata nelle regioni del Centro-Nord, mentre risulta in forte diminuzione nel Centro-Sud, in modo particolare nel Lazio e in Sicilia. Il rischio di estinzione in queste regioni è determinato dagli interventi antropici e da condizioni meteorologiche che modificano l’habitat della specie.
Considerando che i rischi maggiori per la specie derivano dall’alterazione dei corsi d’acqua, è comunque auspicabile sottoporre a rigide regolamentazioni gli interventi antropici. Bisognerebbe dunque osservare i criteri di gestione naturalistica nel momento in cui si intraprendono opere di regimazione idraulica e stipulare dei protocolli d’intesa tra amministrazioni pubbliche e aziende produttrici di energia idroelettrica. Queste precauzioni potrebbero scongiurare improvvise variazioni del livello delle acque, che sono causa di alterazioni biologiche e chimiche di fiumi e torrenti.

Il merlo acquaiolo nel Parco Adda Nord

Nell’ultimo decennio si è registrata una presenza discreta e costante del raro merlo acquaiolo nella parte centrale del Parco Adda Nord, da Imbersago a Trezzo d’Adda, in particolare all’altezza di Paderno d’Adda, dove il fiume assume un caratteristico andamento torrentizio incassato tra alte sporgenze rocciose costituite dal tipico ceppo e dove un ulteriore ambiente, seppur di origine antropica, si presta ad ospitare la specie: il Naviglio di Paderno.
Occasionalmente alcuni individui sono stati rinvenuti anche più a monte, in particolare sul Lago di Garlate e nel tratto di fiume Adda compreso tra Olginate, Brivio e Paderno.
Per garantire la presenza di questa specie anche in futuro, è importante mantenere un buon livello di naturalità dell’habitat ripario e una buona qualità delle acque fluviali.
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