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Scritto Martedì 06 novembre 2018 alle 09:21

Chi sono i nemici di Massimo Panzeri in Consiglio Regionale?

"[...] Il Consiglio Regionale della Lombardia esprime forte contrarietà relativamente all'utilizzo, da parte degli Enti Locali Lombardi, di richiedenti asilo e presunti profughi per lavori di manutenzione del verde pubblico. Impegna la Giunta [...] a concedere premialità nei bandi agli Enti locali lombardi che non fanno ricorso a richiedenti asilo bensì a manutentori del verde pubblico professionisti": è il testo di una mozione che, depositata presso la Segreteria dell'Assemblea Consiliare della nostra regione alle 6:30 dello scorso 6 Settembre, verrà discussa, come risulta dal relativo ordine del giorno, nella seduta convocata per oggi (6 Novembre). Chi credete che ne siano i firmatari, interessati evidentemente a mettere i bastoni tra le ruote a qualunque alternativa che possa essere offerta ai richiedenti asilo all'ozio forzato nel quale vengono scandalosamente mantenuti? "L'Amministrazione prevede un percorso di inserimento lavorativo degli immigrati, anche attraverso attività socialmente utili?", domandava a questo proposito il capogruppo leghista a palazzo Tettamanzi Massimo Panzeri in un'interrogazione da lui presentata lo scorso 8 Giugno al sindaco di Merate, e dobbiamo riconoscere che non era una richiesta irragionevole. Chi sono dunque i nemici "buonisti" di Massimo Panzeri in Consiglio Regionale? Forse qualcuno, notando magari l'alternarsi erratico di iniziali maiuscole e minuscole nelle medesime parole o l'uso improprio del termine "relativamente" (immagino si volesse esprimere "forte contrarietà all'utilizzo" di richiedenti asilo), lo avrà già indovinato: si tratta di sette consiglieri tutti appartenenti al gruppo della Lega. È pur vero che la prima firmataria, Federica Epis, risulta essersi laureata a Milano (non a Tirana!) in Scienze Politiche e di Governo ("con una corposa tesi sulle Unioni di Comuni lombarde", come la diretta interessata tiene a precisare nel suo curriculum), ma in certi ambienti è forse più saggio non darsi delle arie ostentando il proprio grado di istruzione. Immagino a questo punto che chi condivide in buona fede le posizioni politiche di Robbiani e di Panzeri debba essere rimasto un po' stupito (se non mi credete potete agevolmente verificare la notizia sul sito istituzionale della Regione: http://www.consiglio.regione.lombardia.it), e immagino che, qualora la mozione passasse (proviene, dopotutto, dalla maggioranza), qualcuno di loro possa magari anche arrabbiarsi. Per quanto mi riguarda, io non mi ritengo affatto sorpreso: la politica delle nostre destre in tema di immigrazione non è mai finalizzata ad affrontare i problemi che il fenomeno indubbiamente solleva, ma volta al contrario ad acuirli allo scopo di incrementare il clima di odio e di paura che le fornisce il consenso di cui ha bisogno per conquistare e mantenere il potere. Prendiamo in considerazione, se ne vogliamo un saggio recente, la vicenda dei progetti SPRAR (il Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati), che la relazione sul funzionamento del sistema di accoglienza trasmessa il 14 Agosto scorso al Parlamento dal Ministro dell'Interno Matteo Salvini giudicava "caratterizzati dalla qualità dei servizi resi ai beneficiari che non si limitano ad interventi materiali di base (vitto e alloggio) ma assicurano una serie di attività funzionali alla riconquista dell'autonomia individuale, come l'insegnamento della lingua italiana, la formazione e la qualificazione professionale, l'orientamento legale, l'accesso ai servizi del territorio, l'orientamento e l'inserimento lavorativo, abitativo e sociale, oltre che la tutela psico-socio-sanitaria". "Si tratta - proseguiva testualmente il ministro - di un modello che risponde all'esigenza di superare i centri di grandi dimensioni, nella consapevolezza che le concentrazioni di migranti, accolti in un'unica grande struttura, rendono difficile la gestione del centro con effetti negativi sia sull'efficienza dei servizi forniti ai migranti, sia sulle collettività locali, sia infine per l'eventuale rischio di attirare interessi economici degli ambienti criminali". Ebbene, dopo non più un paio di mesi il Governo approvava all'unanimità, si proposta del medesimo Matteo Salvini, il cosiddetto "decreto sicurezza" che, tra altre aberrazioni che non è qui il caso di citare, mutila i progetti SPRAR vietando ai piccoli centri organizzati dai comuni di accogliere i richiedenti asilo e riservandoli ai soli minori non accompagnati e a chi sia già titolare di protezione internazionale. Per tutti gli altri, si torna alle grandi strutture, con buona pace tanto dei servizi forniti ai migranti quanto della lotta alla criminalità organizzata e degli effetti negativi sulle comunità locali lucidamente denunciati in Agosto al Parlamento dallo stesso ministro, al quale non possiamo pertanto riconoscere neppure l'attenuante dell'ignoranza. Forza Lega dunque, e, come se niente fosse, forza Salvini? Possibile che nessuno sia colto quantomeno dal sospetto che i citati "effetti negativi sulle comunità locali" vengano giudicati in realtà tutt'altro che negativi da chi conta di sfruttarli, senza essere colto con le mani nel sacco, per le usuali disinvolte speculazioni politiche?
Michele Bossi
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