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Scritto Giovedì 20 settembre 2018 alle 19:07

Molestatori seriali e cacciatori spregiudicati

Cacciatori che sparano a altezza d'uomo a distanza ravvicinata dalle abitazioni, migranti, o più probabilmente clandestini, che importunano le signore, razzie negli appartamenti che continuano anche nella bella stagione - ma attenzione che l'autunno incombe come ogni anno - pur tenuti sotto traccia con cura lodevole degna di ben altra causa. Citiamo solo di sfuggita, per non essere ripetitivi, l'uso sfrenato delle piazze centrali della città di giorno e, soprattutto, di notte.
E' il quadro d'insieme di una situazione che se non desta particolare preoccupazione in ordine alla macro criminalità certamente fornisce buona paglia alla tesi che l'applicazione di norme e regolamenti nelle nostre contrade è quanto meno approssimativa.
La mano della legge si fa implacabile quando una pensionata parte in auto senza aver completato l'innesto dello spinotto della cintura di sicurezza nell'apposito gancio; o quando il malcapitato sosta un minuto il tempo necessario ad acquistare sigarette. Giusto così, è la regola che fa il convento.
Ma non si ha eco di altrettanta fermezza quando avvengono fatti di ben altra gravità. Che il parcheggio dell'ospedale o il mercato siano invasi da migranti, alcuni dei quali ospitati in case di cooperativa e quindi già mantenuti a spese dello Stato, è un fatto che si ripete con regolarità svizzera senza che vi siano interventi repressivi atti a mostrare che la Legge esiste. E vale per tutti. Non si può pensare che l'accoglienza passi attraverso il mantenimento con i pasti al domicilio e l'impossibilità di operare la raccolta differenziata a valle perché tanto gli "ospiti" non la faranno mai e poi tollerare che i medesimi si esercitino nella molestia reiterata rivolta, com'è ovvio, al mondo femminile, anche con frasi insultanti, offensive e oscene.
Così come non è tollerabile che una cittadina rischi di essere impallinata mentre passeggia perché c'è chi spara a qualsiasi cosa si muova. E poi, diciamo noi, ma che cosa c'è in giro nei nostri fazzoletti di terra da cacciare? Nella valletta di Novate ci sono solo recinzioni in netto contrasto con le regole previste dal Pgt e i rispettivi proprietari, anziché smontarle e adeguarle alla Legge, ricorrono al Presidente della repubblica costringendo la collettività tutta a sobbarcarsi le spese legali per resistere. Ci sono norme molto favorevoli ai cacciatori, evidentemente un tempo ricco bacino elettorale. Ma oggi non è più così e la possibilità di entrare nelle proprietà private per sparare a ogni foglia che oscilla al vento finirà per scontrarsi con il diritto legittimo del titolare del fondo a difendersi. Magari con un calibro superiore e di lunga gittata.
Tutto questo per dire che siamo ancora al solito punto: dato che non ci sono grosse organizzazioni malavitose da combattere è auspicabile un maggior impegno sul fronte del rispetto delle norme, che siano il divieto di pescare nella riserva lago dopo le 22 o di sparare in una zona circondata da abitazioni oppure di molestare le signore che, recandosi in ospedale, certamente già non sono dell'umore per reggere una battuta. Ancorché galante. Figuriamoci una oscena.
Claudio Brambilla
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