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Scritto Lunedì 20 agosto 2018 alle 16:06

La caccia all’untore ''che non esiste''

Sara Anzelotti, presidente
Movimento Genitori Lombardia
In risposta a un articolo appena pubblicato su un noto giornale locale su vaccinazioni, Immunità di gregge e Immunodepressi, vorrei fare un attimo di chiarezza, quella cosa chiamata INFORMAZIONE.

Come riportato anche dal Pic, la prima organizzazione di Medici dedicata alla salvaguardia del consenso informato nella vaccinazione, lo stato di vaccinazione degli altri scolari non rappresenta un rischio significativo per gli scolari immunocompromessi per i motivi riportati in allegato:

https://physiciansforinformedconsent.org/news/physicians-for-informed-consent-releases-information-statement-about-vaccines-and-immunocompromised-schoolchildren/

Di seguito un’importante testimonianza di una donna immunodepressa:
https://m.facebook.com/story_fbid=1878967245499674&id=100001592518916
Sono una ragazza di 28 anni, mi chiamo Giorgia Scataggia e sono immunodepressa.
Desidero esporre la mia opinione riguardo l'obbligo vaccinale, portando la mia testimonianza di persona con seria compromissione del sistema immunitario. Pur non avendo figli la questione mi sta particolarmente a cuore, in quanto ritengo che le persone nella mia particolare condizione vengano oggi estremamente strumentalizzate per giustificare una legge che ritengo essere ingiusta. Per questo, da qualche tempo, faccio attivismo nel mio piccolo, per offrire almeno un punto di vista diverso.
Essere gravemente immunodepressi è una condizione assolutamente invalidante: ciò che per gli altri è normale, per te diventa pericoloso. Ci sono tanti, tantissimi virus, batteri, funghi che possono causare seri problemi ad una persona immunodepressa e che con le vaccinazioni non c'entrano veramente nulla. Per una persona immunodepressa, spesso, anche i propri "commensali", che normalmente non sono ostili, possono diventare pericolosi. Parliamo quindi di un handicap serio.
La logica deduzione è che il fatto che ad un immunodepresso sia consigliato o meno di frequentare luoghi pubblici ed affollati dipende dallo stato di salute dell'immunodepresso, non certo dalla presunta eliminazione di 10 malattie... che sono sì pericolose se l'organismo non è in grado di combatterle, ma si tratta della minima percentuale di un mondo di microrganismi patogeni estremamente più ampio. In poche parole, per usare una similitudine, sarebbe come esporsi a raffiche di mitra con solo un elmetto in testa.
Naturalmente, non essendo un medico, non entro nel merito dell'efficacia delle vaccinazioni. Ma, come immunodepressa che ha rischiato più volte la vita e sempre per patologie non vaccinabili, posso sicuramente testimoniare che si sta veramente male... e che far passare il messaggio che gli immunodepressi siano al sicuro grazie alle vaccinazioni di massa per convincere le persone che l'obbligo è giusto, oltre ad essere moralmente discutibile, è disinformativo, in quanto la realtà dell'immunodepressione non è questa.
Questa è la mia esperienza. Ma ciò che di più mi preme, è la questione etica... perché credo che lo Stato, in questa vicenda, abbia toccato veramente il fondo. Lo Stato ha creato malati di serie A (gli immunodepressi) e malati di serie B (i danneggiati da vaccino), lo Stato ha messo i genitori gli uni contro gli altri, strumentalizzando l'immagine di un bimbo immunodepresso e malato, che giustamente suscita empatia, per far credere che eliminare diritti fondamentali sia giusto. Un paese civile ha ovviamente il dovere di tutelare le persone come me, le persone più fragili, questo è indubbio. Ma ogni essere umano, anche se sano, ha il sacrosanto diritto di ricevere trattamenti sanitari che siano adeguati alle proprie esigenze ed alla libertà di cura, dato che il rischio di effetti collaterali c'è sempre.
Nel momento in cui un genitore entra dal pediatra, deve avere il diritto di pensare prima di tutto a ciò che è meglio per suo figlio e non può essere costretto a basare le proprie scelte sui problemi dei figli degli altri. Ed è assurdo che questo, oggi, venga chiamato egoismo... quando si tratta semplicemente di diritti fondamentali, perché tutti desideriamo che la nostra salute venga tutelata e nessuno, giustamente, deve essere trattato come lo scarto della società che viene sacrificato per questo presunto "bene comune".
I bambini sono sacri, tutti. È vergognoso che lo Stato abbia creato questo clima di odio, strumentalizzando per scopi politici bambini e genitori che soffrono e mettendoli contro ad altri genitori che vogliono solo fare il bene dei loro figli... creando divisioni che non ci dovrebbero essere, perché noi tutti dovremmo lottare per un diritto alla salute che sia universale, non lottare gli uni contro gli altri cercando di togliere diritti al prossimo.
Io, a marzo scorso, mi sono auto-dimessa dall'ospedale contro parere medico, in quanto volevo assolutamente frequentare un corso al quale tenevo tantissimo. Sapevo perfettamente ciò che rischiavo... mi sono messa la mia mascherina, ho raccattato i miei due globuli bianchi sgangherati e sono andata. Non ho mai nemmeno pensato di violare la privacy dei miei compagni di corso, pretendendo di visionare i loro dati sensibili per sapere se fossero vaccinati o portatori di qualche patologia per me potenzialmente pericolosa. E mi sembra assurdo doverlo raccontare, oggi, come se avessi fatto chissà cosa... era lo loro privacy e non avevano colpe per la mia immunodepressione.
Mi dissocio e mi dissocerò sempre dalla strumentalizzazione degli immunodepressi come giustificazione dell'obbligo.
Non pretendo di avere la verità della giustizia in tasca, ma invito tutti gli immunodepressi e i genitori di bimbi immunodepressi che la pensano come me e che non vogliono essere involontariamente "complici" di un'ingiustizia, a non rimanere nell'ombra ed a fare sentire la propria voce.

Giorgia Scataggia
Mi voglio anche ricollegare all’intervento in senato del senatore, Dr. Maurizio Romani, dove spiega appunto che i bimbi non vaccinati non costituiscono pericolo per la comunità.
Sarebbe bene evitare di strumentalizzare il reale rischio che purtroppo corre un bambino immunodepresso, che va ben oltre l’obbligo imposto dalla legge 119.
E’ bene ricordare che il bambino immunodepresso non si reca solo a scuola.
Altissimo il rischio per questi soggetti negli ospedali; Lo stesso ISS riconosce i casi di infezioni batteriche sempre in aumento; Sarebbero addirittura 7 mila i morti all’anno per infezioni contratte nei nosocomi.
http://www.epicentro.iss.it/problemi/infezioni_correlate/infezioni.asp
Consideriamo che poi il bambino si può spostare con i mezzi pubblici, che frequenti parco, cinema, chiesa o qualsiasi altro luogo pubblico.
Andiamo a parlare della famosa immunità di gregge e della reale copertura vaccinale:
Siamo certi che vaccinazione significhi immunizzazione?
Siamo certi che a seguito di un vaccino per il morbillo davvero siamo realmente coperti?
Faremo a tutti esami anticorpali successivamente la vaccinazione per saperlo?
Vi diranno che sono casi rarissimi, ma consideriamo un reale pericolo quel caso “rarissimo” per un bimbo immunodepresso!
E’ invece da mettere in luce la pericolosità per loro come per le persone autotrapiantante o sottoposte a chemioterapia come da regolare guida alla degenza in vigore negli ospedali: I suddetti soggetti debbono prestare attenzione particolare al contatto con bimbi che vengono vaccinati con virus attenuati vivi. Sotto accusa quindi la trivalente: morbillo, rosolia, parotite ed inoltre anti varicella, febbre gialla, tifo e TBC.

Basta

Ricordiamo che il foglietto illustrativo di “varivax” il vaccino per la varicella, riporta chiaramente che il bimbo deve essere tenuto a casa per 6 lunghe settimane dopo la puntura. Pensate al reale rischio di contagio per chi ancora deve essere vaccinato o peggio per i poveri bimbi immunodepressi! Ma di che cosa vogliamo parlare?Dell’immunità di gregge?
Bene: credo sia sufficiente un link: http://www.mednat.org/vaccini/effetto_gregge.htm
Voglio essere imparziale e non riportare la mia esperienza personale proprio a dimostrazione che l’intento non è certo quello di spaventare ma di portare quella sana informazione a 360°, non a senso unico.

Concludo ricordando gli Art. 34, 32, 3 e 2 della Costituzione Italiana:
''In una scuola dell’inclusione, nessun bambino può restare a casa.''
Art. 34 della Costituzione italiana:
"La scuola è aperta a tutti."
Articolo 32 della Costituzione italiana:
"La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana".
Articolo 3 della Costituzione italiana:
"Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali."
Articolo 2 della Costituzione italiana:
"La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo."

Ciò che porta allo scontro sociale che oggi viviamo non è dovuto al movimento per la libertà di scelta, ma alla legge Lorenzin e ai media che promuovono continuamente un messaggio distorto a senso unico che sa di tutto tranne che di buona e corretta informazione.

“La libertà deriva dalla consapevolezza, la consapevolezza deriva dalla conoscenza, la conoscenza deriva (anche)  dall’informazione, dallo studio e dalla lettura senza pregiudizi”. Tratto da libro di Stefano Nasetti, il lato oscuro della luna.
Sara Anzelotti - presidente Movimento Genitori Lombardia
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