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Scritto Mercoledì 13 giugno 2018 alle 15:37

Presta nomi & asciugamani

Gentile Direttore,

ho provato un moto di tristezza mista a disagio all'apparire sullo schermo dell'elettrodomestico una specie di Aldo, Giovanni e Giacomo che non suscitavano risate. A destra si vedeva un ragazzino abbigliato da Prima Comunione che, distratto, giocherellava col cavetto del cellulare; al centro svettava il Prestanome, il quale dopo l'enunciazione di un'improbabile lista della spesa assurta al ruolo di "contratto per il governo del cambiamento", declassificava a congiunto del Presidente il fratello, Piersanti Mattarella, Presidente della Regione Sicilia, assassinato dalla mafia il 6 gennaio 1980. Come emerso dalle indagini svolte dal giudice Falcone, ci fu una fattiva collaborazione di Roberto Fiore, allora capo dei nazisti di Terza posizione, mentore dei Nar Fioravanti e Mambro, esecutori della strage di Bologna del 3 agosto 1980 (cit. L'Espresso). Dopo una latitanza di oltre vent'anni, Fiore fondò Forza Nuova, da sempre in sintonia con il neo Ministro dell'Interno: quindi non si è trattato di una dimenticanza. Il terzo, infine, con lo sguardo che lo contraddistingue, mordeva nervosamente una penna mentre il "re travicello" chiedeva all'assemblea un applauso per il ragazzo assassinato in Calabria.

Caro Gianfranco, credo che questa "armata Brancaleone" non sia solo pericolosamente incompetente ma rappresenti e rappresenterà una tragedia per il nostro paese, è e sarà il peggior governo dal 1861 a oggi, fatta eccezione (forse) per il ventennio fascista.

Mentre scrivo, 620 persone, e ribadisco persone, sono a bordo di una nave da domenica, salvati da una morte certa, ostaggi dei presunti muscoli di Salvini, in spregio alla Costituzione italiana, al diritto internazionale e al Vangelo che il fascio-leghista brandiva durante i deliranti comizi. Non basta, ma si è anche attribuito il merito della disponibilità del governo spagnolo di accogliere donne incinte, bambini e uomini.

E' una pacchia attraversare il deserto, venire rinchiusi nei lager libici, essere caricati a bastonate su gommoni sgonfi, farsi salvare, sbarcare, lavorare 10/12 ore al giorno per 20,00 euro nei campi, rischiare fucilate. I miei dubbi in merito alle facoltà mentali dell'assenteista al parlamento europeo, ora sono certezze.

Alcuni sono più fortunati,vengono accolti dai buoni brianzoli, ovviamente senza nessuna possibilità di integrazione, si preferisce sviluppare guerre fra poveri, controllare la presenza degli inquilini negli appartamenti è compito della polizia locale, non delle inutili e puerili mozioni da campagna elettorale.

Gentile Direttore, immagino che la pubblicazione della foto che ritraeva il "cafonazzo" con l'asciugamano sia motivata dal fatto che la sede del giornale sia all'interno del palazzo in cui questo vive. Sono certo che Lei abbia sporto denuncia alle Autorità preposte per i reati, tutti contro il decoro urbano, o no?

Lo scorso anno mi capitò di vedere seduto, all'esterno di un bar della zona, un indigeno abbigliato con una maglietta che non copriva l'ombelico, calzoncini che riversavano sulla sedia le escrescenze, ed infradito. Dovesse ricapitarmi di rivedere tale obbrobrio sarà mia premura scattare una foto, certo della pubblicazione.

Grazie per l'attenzione,

Fulvio Magni

Due cose: 1) Si assume la responsabilità di accuse e valutazioni che possono essere giudicate diffamatorie; 2) La foto ci è stata inviata da un lettore, per quanto la persona ritratta sia una di quelle 9 (?) che teoricamente soggiornano da lungo tempo nel palazzo che ospita il giornale, rifornite ogni 48 ore di cibi e bevande in abbondanza.
Ma possibile che un problema avvertito ormai dalla stragrande maggioranza della popolazione possa essere trattato alla stregua di una lite di condominio?

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