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Scritto Martedì 13 marzo 2018 alle 16:22

La Valletta: Salvini è a Strasburgo, salta la sua audizione in Aula 'contro' don Giorgio

Don Giorgio e Matteo Salvini
Non l'astensione degli avvocati - in "sciopero" nelle giornate di oggi e domani per protestare contro la mancata approvazione da parte del governo dei decreti attuativi della riforma del sistema penale approvata lo scorso giugno dal Parlamento - bensì un legittimo impedimento dello stesso Matteo Salvini, volato a Strasburgo per "salutare" l'Europarlamento. E' questa la ragione che ha decretato lo slittamento dell'audizione del leader della Lega prevista per questa mattina in Tribunale a Lecco quale persona offesa nell'ambito del procedimento penale intentato nei confronti di Don Giorgio De Capitani, chiamato a rispondere del reato di diffamazione per una serie di esternazioni giudicate dal querelante lesive della propria immagine e di quella del movimento di cui è segretario. Presente in Aula, dunque, al cospetto del giudice Nora Lisa Passoni che già lo scorso anno ha condannato per il medesimo reato l'ex parroco di Monte di Rovagnate in relazione alla "bega" con la giornalista Rai Grazia Graziadei, con condanna confermata e inasprita poi anche in Appello, soltanto l'avvocato Marco Rigamonti, anche in sostituzione del co-difensore Emiliano Tamburini. Assente, oltre all'imputato e al suo "accusatore", anche l'avvocato trentino Laura Eccher, legale costituitasi parte civile nell'interesse di Salvini e della Lega.
Quattro le querele sporte, per altrettanti testi pubblicati tra il marzo e l'ottobre 2015 a commento di articoli di stampa, dal politico nei confronti del sacerdote, ormai "pensionato" e privato di incarichi pastorali, riunite dalla Procura in un unico fascicolo penale.
Il processo è stato aggiornato al prossimo 11 aprile per i medesimi incombenti calendarizzati per quest'oggi e dunque l'escussione della persona offesa e dell'imputato. Sempre ovviamente se il primo si presenterà. "Più tiriamo in là e più sarà difficile che venga" ha commentato lo stesso giudice, ben consapevole delle "difficoltà" del poter avere al proprio cospetto colui il quale parrebbe destinato a diventare il prossimo capo del Governo.
A.M.
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