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Scritto Domenica 11 marzo 2018 alle 13:42

Paderno: un libro per raccontare le donne del medioevo, comuni ma ''straordinarie''

Ildegarda, Raingarda, la madre, Eloisa, l’innamorata, Eleonora, la regina, Chiara, la fondatrice, Brigida, la pellegrina, Cristina, la scrittrice, Giovanna, la ribelle, Flora con i suoi affari, Agnesina e la povertà, Ottebona e il matrimonio, Grazia e la sua vita religiosa, Gigliola e la sua moda, Bettina e le sue pozioni, Margherita e la sua accoglienza, Belfiore e tutto un mondo in cammino. Sono queste le figure trattate nel libro di Maria Teresa Brolis, “Donne del medioevo”.

Maria Teresa Brolis

La scrittrice ha anticipato che presto il racconto, tradotto in inglese, verrà stampato grazie alla collaborazione della Mcgill Queens University Press, una casa editrice canadese. Il libro è stato anche tra i cinque finalisti del concorso “Italia medievale” e verrà presentato a Mosca a settembre, presso l’Università ortodossa San Tichon. Partendo dal primo personaggio, l’autrice ha spiegato, nel corso della serata di venerdì 9 marzo che “Ildegarda è straordinaria, con una sensibilità che traspare dalle lettere, libri e musiche; nasce con la prima crociata nella zona del Reno “Magonza”. Viene portata in un monastero benedettino doppio, maschile e femminile. Fonda un nuovo monastero, simile al duomo di Magonza. Ilde è diventata Santa e anche dottore della chiesa. A suo parere le spose di Cristo dovevano essere le più belle, per questo ricevette delle critiche ma di pari passo questo requisito portò molte donne a desiderare di entrare nel suo monastero. Molti potenti, della Chiesa e non, le chiesero pareri, anche a carattere sessuale. Finchè Bonifacio ottavo non pose regole più ferree, infatti, i monasteri rimasero “aperti” all’esterno”.

Tra le immagini proiettate, le foto del monastero fondato da Ildegarda, scene di film sulla santa e riproduzioni delle visioni che la protagonista chiedeva che venissero rappresentate dai miniatori dei suoi libri. Un esempio è l’uomo, al centro dell’universo, ma abbracciato da Dio. “Verso la fine della sua vita, pochi mesi prima di morire, venne messa alla prova – ha proseguito- Mentre l’Arcivescovo è dal Papa i prelati di Magonza vogliono che disseppellisca un cavaliere scomunicato che prima di trapassare chiese a lei rifugio, cure e di essere assolto. Ildegarda non cede e viene per questo motivo interdetto il sul monastero: nessuna monaca può fare comunione né cantare. Fortunatamente il vescovo le diede ragione e tornò la letizia nel monastero”. Tra le altre protagoniste anche Matilde di Canossa della quale è stata proiettata una miniatura che la rappresenta sul trono, Aldruda Frangipane, contessa di Bertinoro e Giovanna d’Arco: “negli anni della sua vita il delfino di Francia aveva solo un piccolo territorio mentre grande parte del regno era di fatto del re inglese, per questo motivò si scatenò una guerra. “Jannette” era figlia in una famiglia di contadini agiati, con qualche proprietà. Si consacra e poi scappa di casa per andare da uno zio che conosceva un vassallo del re e da lì, vestita da uomo, raggiunge il delfino di Francia che la manda in Università a Poitier per verificarne le capacità prima di approvare il suo progetto: avere un’armatura, uno stendardo e una spada. Così la protagonista viene incaricata di andare a Orleans per liberarla. La sua vita si può riassumere in questi tre passaggi: il primo mese di maggio la vittoria, il secondo mese di maggio la cattura dai Borgognoni e il terzo mese di maggio la morte, data dal fatto che il re non la riscattò e venne comprata dagli inglesi, i quali la uccisero con la scusa che fosse una strega. La figura di Giovanna d’Arco rimane molto misteriosa, in pochi mesi non si capisce come abbia imparato a cavalcare ad esempio”. Altri personaggi trattati sono Flora da Trezzo, bergamasca che prima di morire, dettando testamento fa molta elemosina ai poveri per riparare alle usure che ha commesso; Ottebona, che in controcorrente rispetto ai matrimoni imposti, nel testamento inserisce anche il marito Pietro; Bettina da Gandino, chiamata dal Vescovo e tenuta in osservazione per i consigli bizzarri forniti alle donne sterili che si appellavano a lei e perché affermava di parlare con i morti e Margherita, moglie di un certo Bertolamino, della qual suocera l’autrice ha ritrovato un testamento che stabilisce non solo la restituzione della dote, ma anche un lascito per ringraziarla di essere stata vicina al figlio nel corso della malattia che lo portò alla morte.
Ester Cattaneo
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