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Scritto Venerdì 19 gennaio 2018 alle 12:27

Nel 1908 Novate chiede di essere annessa a Merate ma a 10 condizioni. Restano in paese scuole, acquedotto, cimitero

L'edificio di Via Crocifisso dove aveva sede il comune di Merate  (l'ingresso era la porta con i due gradini)

Se il 19 gennaio 1928 Merate annetteva a sé i comuni di Sabbioncello e Sartirana Briantea, già nel 1908 Novate chiedeva di farne parte e per farlo fu nominata appositamente una commissione composta da 7 membri per "studiare e avviare al modo di procedere alla annessione".
Insomma un percorso già tracciato, nelle menti degli allora amministratori di inizio Novecento che, come dimostrano le date dei documenti d'archivio, erano solerti e veloci nel redigere gli atti e nell'adunare le assemblee.


L'ipotesi di annessione formulata a fine 1908 trova riscontro nella richiesta della commissione preposta, con una lettera datata 11 gennaio 1909, indirizzata alla giunta di Merate di "stabilire le basi sulle quali possibilmente si possa addivenire ad un accordo".
Viene così convocata una giornata di comune ritrovo, il 24 gennaio alle 14.30 cui fa seguito la lettera del comune di Novate dell'8 giugno che fa sapere di "avere formulato le basi sulle quali chiedere possa avvenire la detta annessione".

Dieci i punti cardine di tale proposta:

  • I Fusione completa dei due comuni e del patrimonio
  • II Diritto incondizionato di ricovero dei poveri di Novate nell'ospedale di Merate con trattamento pari ai poveri di Merate, con cessione all'ospedale della cartella di rendita
  • III Mantenimento delle scuole maschile e femminile
  • IV Mantenimento dell'acquedotto ad esclusivo servizio della popolazione di Novate
  • V Concorso alle spese per gli edifici pubblici
  • VI Mantenimento dell'asilo infantile
  • VII Conveniente illuminazione pubblica
  • VIII Un delegato di Novate nella congregazione di carità per sussidi ai poveri della comunità
  • IX Seppellimento morti nel cimitero di Novate
  • X Diritto di nomina di tre consiglieri


Richieste che, però, la giunta di Merate il 27 giugno spiega di non condividere. "Le condizioni però alle quali si chiede debba avvenire la proposta annessione sono troppo onerose per questa amministrazione che non vede nella proposta alcun vantaggio".
In consiglio viene portata questa proposta di rigetto dell'istanza e il consigliere Greppi propone di non escludere del tutto tale possibilità ma di invitare a ridurre le condizioni.
Il 2 gennaio 1927, trascorso un ventennio e tanti eventi storici, si arriva a una soluzione.

CLICCA QUI per visualizzare il documento con istanza al ministero


Novate contava allora 605 abitanti, Merate 3.542. Richiamate le delibere del 1908 e 1909 e le richieste formulate che, alla luce della situazione attuale (del 1927), avevano già trovato riscontro (assistenza ospedaliera dei poveri, rappresentanti novatesi nel consiglio, servizio dell'acqua potabile), si fa istanza al Ministero dell'Interno per "provocare il decreto reale per la unione a Merate del comune di Novate Brianza, con fusione piena e completa delle attività e delle passività patrimoniali in un unico ente, con parità di diritti e doveri delle due popolazioni".
Si conferma la permanenza della scuola elementare, di una sezione dell'asilo infantile, del cimitero e degli edifici adibiti al culto.

CLICCA QUI per visualizzare il documento con l'attestazione del Podestà

Il 5 giugno 1927 il podestà Carlo Baslini chiede al prefetto di Como di comunicargli le modalità e le condizioni per procedere con l'unione dei due comuni di Merate e di Novate brianza nell'unico ente denominato Merate.
Nell'occasione suggerisce tra le condizioni di includere anche quella del mantenimento dei due consorzi medico ed ostetrico.

L'8 maggio 1927 Vittorio Emanuele Re d'Italia con atto controfirmato da Mussolini decreta in due articoli che i comuni di Merate e Novate brianza, in provincia di Como "sono riuniti in un unico comune denominato Merate" e che le "condizioni dell'unione saranno determinate dal prefetto di Como sentita la giunta provinciale amministrativa".

 


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Il 19 gennaio 1928 i comuni di Sabbioncello e Sartirana (2580 anime) sono aggregati a Merate con regio decreto numero 99

S.V.
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