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Scritto Lunedì 01 gennaio 2018 alle 19:20

2.506 bambini nati nel 2017 tra Lecco e Merate. Al Manzoni i cesarei sono in media il 15%, in Italia il 35%. Come mai?

Il presidio Mandic di Merate
L'anno 2017 si è chiuso con 2.506 nati nei due presidi ospedalieri di Lecco e Merate.
Un dato che cala rispetto al 2016 e al 2015 mentre mostra un lieve aumento sul 2014 (+2,6%). In Lombardia, invece, si è assistito a una diminuzione di nati del 6%.
Per quanto riguarda il Mandic i bambini venuti alla luce si sono fermati a 763, il dato più basso degli ultimi 4 anni e pari a un - 13,4% (la punta massima si era raggiunta nel 2015, sfiorando i 1000 nati).
Al Manzoni i nati sono stati 1.743 pari a un + 11,7 rispetto al 2014

Osservando il grafico delle medie di tagli cesarei balza sicuramente all'occhio quello di Merate che seppure in calo oscilla sempre attorno al 40%. Ma se l'analisi non si ferma al dato superficiale fa sicuramente più riflettere il dato di Lecco, costante, attorno al 15%. Una media che non trova riscontro in nessun altro termine di paragone. Non con la media italiana che è del 35% circa, non con quella Lombarda, del 25,5% e, soprattutto con nessuna delle medie delle singole regioni che compongono il nostro Paese. Il valore più basso, quello registrato in Toscana è comunque superiore al 20%. E allora sono diverse le domande che si pongono all'osservatore meno superficiale: come mai al

Il Manzoni di Lecco
Manzoni si effettuano così pochi cesarei? Non ce n'è bisogno? Le donne non lo chiedono? E ancora, come mai invece al Mandic la media è così alta? Forse il reparto soddisfa la domanda "inevasa" proveniente sia dalle aree afferenti al Manzoni sia da territori limitrofi? Forse se il dato lecchese si allineasse alla media lombarda calerebbero notevolmente anche i cesarei a Merate? Appare evidente che la situazione necessiti di ulteriori approfondimenti. Il Dg che non porta il numero dei tagli cesarei nella media di fatto non coglie uno degli obiettivi regionali che concorrono poi alla sua valutazione complessiva dalla quale dipende anche il premio di risultato. Ma, ci disse un top manager del passato, il reparto guidato da Gregorio Del Boca, in qualche modo è strumento essenziale di marketing per il Mandic; imporre una riduzione forzata - posto che sia clinicamente possibile - vorrebbe dire ridurre la capacità attrattiva dell'intero presidio. Un'analisi da parte dell'attuale direzione strategica capitanata da Stefano Manfredi sarebbe quanto mai interessante.

 

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