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Scritto Lunedì 24 luglio 2017 alle 19:31

Ambito di Merate: Retesalute si candida ad essere partner dei soggetti gestori per la presa in carico del paziente cronico

Nel giorno del suo dodicesimo compleanno Retesalute ha compiuto un ulteriore slancio nello sviluppo della propria attività.
L'assemblea infatti ha dato mandato al presidente del CdA Alessandro Salvioni ad "esprimere manifestazione di disponibilità ad attivare forme di collaborazione nella fase di avvio della Riforma del sistema socio sanitario in Lombardia". In pratica Retesalute (diretta dalla dottoressa Simona Milani) si candida come partner dei soggetti gestori per avviare forme di presa in carico globali del paziente cronico. E questo in virtù delle sue caratteristiche di azienda speciale del socio assistenziale, formata da comuni, trasparente, che può aspirare ad avere un rapporto diretto con gli attori/gestori di tale percorso.

John Patrick Tomalino assessore ai servizi sociali di Merate, il dr. Giacomo Molteni e il presidente del distretto Filippo Galbiati


Amministratori e "tecnici" (tra i quali il dr. Giacomo Molteni, ringraziato più volte dal presidente Alessandro Salvioni per l'apporto qualificato fornito al tavolo di lavoro) hanno discusso 18 mesi sulle direttive della nuova legge regionale e ora si è giunti nel vivo della questione, puntando al 1° gennaio 2018 quale data prevista per la messa a regime delle novità introdotte dalla riforma socio-sanitaria. Nella manifestazione di disponibilità viene ripercorso tutto il cammino fatto, richiamando il documento dei sindaci dove si era data priorità a una dozzina di interventi da mettere in atto e da un confronto politico, fatto di incontri e colloqui tra le parti, si è arrivati ora a un mandato oggettivo all'azienda. Quello cioè di far parte di un percorso socio-sanitario.


A sintetizzare in maniera chiara ed efficace l'importanza e la lungimiranza di tale progetto è stato Filippo Galbiati, presidente del distretto di Lecco e sindaco di Casatenovo. "L'attuazione della riforma è un processo lungo e complesso. E' un cambiamento radicale non solo nella sostanza poiché ne usciranno provvedimenti in contesti socio-sanitari e sociali che riguardano 64 specifiche patologie e a breve altre quali tossicodipendenze e demenze. La DGR vuole chiarire gli attori del mondo sanitario che unitamente ai medici di medicina generale prenderanno in carico il paziente. In questo modo un gestore si occuperà della stesura del PAI (piano assistenziale individualizzato) pianificando per il malato cronico controlli, esami, accertamenti". Dietro il concetto della "presa in carico", infatti, ci sono due obiettivi: portare il paziente cronico su un percorso utile e finalizzato e contenere la spesa, calibrando in maniera ponderata e ragionata gli esami da fare. "I malati cronici" ha proseguito Galbiati "vanno presi in carico come persone non solo dal punto di vista della malattia ma di tutto il complesso. L'azione di Retesalute è molto opportuna perchè può dire all'ATS (Azienda di Tutela della Salute) e all'ASST che la presa in carico può essere globale e che nel meratese ci sono le condizioni ideali per farlo. I comuni attraverso Retesalute possono essere gli interlocutori della presa in carico con i gestori".


Secondo questo modello i gestori saranno una quota dei medici di base che si assoceranno (presumibilmente non tutti si candideranno ad assumere questo ruolo), l'ASST (Azienda Socio Sanitaria Territoriale) dove il Mandic assume un ruolo fondamentale e il mondo del socio-sanitario. "E' difficile trovare nel territorio lombardo esperienze come quella di Retesalute ed essa si può ben candidare ad essere soggetto determinante per avviare a livello sperimentale il nuovo modello di assistenza integrata" ha concluso Galbiati. Rassicurando le perplessità sollevate circa la capacità di gestione e sostegno dei costi di un carico superiore e più complesso di lavoro, il presidente Alessandro Salvioni ha chiesto all'assemblea di approvare tale mandato e ne ha ottenuto l'unanimità.

S.V.
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