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Scritto Venerdì 19 maggio 2017 alle 10:24

Airuno: 24 donne al corso di italiano, verso l’integrazione

Con l’imminente fine dell’anno scolastico, si è concluso ad Airuno anche il corso di italiano rivolto alle donne straniere, promosso presso il municipio dall’Amministrazione Comunale in collaborazione con la Onlus AleG di Lomagna, che ha finanziato una quota del progetto, pari a circa il 20% (le restanti spese sono state coperte dalla Fondazione Comunitaria Lecchese e da Rete Salute). Un bilancio decisamente positivo per l’iniziativa, che ha visto coinvolte ben 24 mamme residenti in paese e a Brivio per tre ore alla settimana, al martedì e al venerdì, per un totale di sei mesi di studio sotto la guida della giovane insegnante Cristina Mandelli.

“Oltre che per la parte linguistica vera e propria, fondamentale per aiutarle a comprendere i testi e i messaggi che incontrano nella loro vita quotidiana per esempio al supermercato, in posta e dal medico, il corso è stata una preziosa occasione per le nostre studentesse straniere per incontrarsi, socializzare e dialogare tra loro, così come per integrarsi nel nostro tessuto sociale attraverso la conoscenza della nostra cultura e delle nostre usanze” hanno spiegato Cristina Mandelli e Carmela Zambelli, presidente dell’Associazione AleG, attiva sul territorio soprattutto a favore delle donne straniere, che risultano i soggetti più fragili all’interno del sistema delle migrazioni internazionali.

“In totale abbiamo avuto 24 iscritte, anche se soltanto una decina di loro ha potuto frequentare le lezioni con costanza: per loro, del resto, non è facile “gestire” i figli piccoli, soprattutto quando non vanno ancora a scuola o all’asilo. Ed è anche per questo motivo che abbiamo pensato di coinvolgere nelle nostre attività alcune volontarie, che si sono rese disponibili a prendersi cura dei bambini mentre le loro mamme studiavano l’italiano. Alcune delle nostre studentesse sono arrivate in Italia diversi anni fa, mentre altre sono qui solo da pochi mesi: le lezioni, quindi, sono state diversificate a seconda delle loro esigenze e del loro livello di conoscenza della lingua. Fortunatamente tutte sono in grado di parlare l’inglese o il francese, altrimenti avremmo dovuto affrontare ulteriori difficoltà: per loro non è stato un percorso facile, ma la loro voglia di integrarsi nel nostro territorio è tanta e la loro risposta è stata decisamente positiva”.

Provenienti principalmente dall’India e dal Marocco, ma anche dalla Nigeria, dal Senegal e dalle Filippine, molte delle donne straniere iscritte al corso di lingua di Airuno hanno alle spalle un passato difficile, che le ha portate in Italia, lontano dalla guerra e dalla povertà, dopo un viaggio spesso molto pericoloso e travagliato: è il caso, ad esempio, di Oluwatunmishe (chiamata da tutti semplicemente “Rose”) e di Ijeoma, la giovane 24enne nigeriana che lo scorso gennaio ha dato alla luce la sua Gift all’aria aperta, a pochi passi dalla struttura religiosa gestita dalle suore di Airuno dove era (ed è tuttora) ospite insieme a un’altra famiglia. Entrambe le ragazze, infatti, hanno raggiunto la nostra penisola attraverso un lungo viaggio per mare, sbarcando a Lampedusa per poi essere trasferite nel nostro territorio. Dopo diversi anni dal loro arrivo ad Airuno, invece, altre donne straniere hanno potuto trovare una loro residenza autonoma in paese, consentendo ai loro figli di frequentare le scuole locali e persino di iscriversi all’università. Storie a lieto fine, insomma, di riscatto, di integrazione e di superamento di tutte le naturali difficoltà derivate dall’incontro con una realtà nuova, diversa per tradizioni, cultura e – aspetto non indifferente – lingua.
B.P.
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