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Scritto Venerdì 12 maggio 2017 alle 19:43

Verderio: i ragazzi della cooperativa Chopin coltivano fiori nella realizzazione di sé stessi

 I lavoratori speciali con i volontari della cooperativa Chopin

Lavorano ogni giorno nell'orto, ma quel che coltivano è molto di più dei fiori che vendono ai mercati e nei negozi. Per questi lavoratori speciali, essere la componente essenziale della cooperativa Chopin, impegnata in servizi socio-occupazionali, significa soprattutto comprendere le dinamiche del mondo lavorativo, sviluppare una certa autonomia e cominciare a considerarsi persone adulte.

L’assessore di Verderio Giovanna Villa con Daniele


Alcuni operatori di Chopin con il frutto del loro lavoro

"Echi Diversi", la rassegna organizzata con la collaborazione tra le Amministrazioni locali di Verderio, Robbiate, Imbersago e Paderno, che da tre anni affronta la tematica della disabilità attraverso linguaggi diversi, nella serata di giovedì 11 maggio ha voluto focalizzare l'attenzione proprio sul lavoro di questi coltivatori di fiori e delle loro ambizioni, assieme a quelle degli operatori che assistono questi ragazzi quotidianamente.


VIDEO


L'incontro si è svolto nella sala consiliare di Verderio, in Villa Gallavresi, perché alcuni dei lavoratori abitano in paese. La cooperativa Chopin nasce ufficialmente nel gennaio 2011 a Villa d'Adda. Per comprendere di quanto si sia sviluppata in fretta, e bene, basti pensare che dopo appena 7 anni le sedi sono diventate tre: oltre a quella di Villa d'Adda, anche Brembate e Trezzo.

 

Il presidente della cooperativa Chopin, Bruno Patrian e Rosaria Vavassori, vicepresidente di Chopin, con l’operatore Daniele

La dottoressa Manuela Forte, referente scientifico della cooperativa la dottoressa Chiara Cereda, assistente sociale di Verderio

La sede di Villa d'Adda è composta da un comparto produttivo, una serra dove i ragazzi coltivano, e da un'altra più commerciale, dei veri e propri negozi di fiori aperti dopo qualche anno anche a Brembate e poi a Trezzo. Sia i lavoratori che gli operatori volontari, svolgono il proprio dovere seguendo dei turni che li porta un giorno a coltivare, un altro a vendere, magari in uno dei 13 mercati cittadini dove hanno un loro spazio, magari a sistemare e stoccare in magazzino i frutti, o meglio i fiori del loro lavoro.


La vicepresidentessa di "Chopin", Rosaria Vavassori, ha raccontato che "il progetto nasce dalla necessità di alcune famiglie di cercare un luogo dove questi ragazzi potessero, una volta terminato il loro ciclo di studi, addentrarsi nel mondo del lavoro". "Prima di aprire la cooperativa, abbiamo cercato di creare alleanze e sinergie per formare una coesione tra queste famiglie, le associazioni del territorio e gli individui del terzo settore - ha proseguito la vicepresidentessa - Nel gennaio del 2011 siamo partiti da Villa d'Adda e nessuno si sarebbe aspettato che il progetto avrebbe avuto una crescita così forte da arrivare ad aprire in altre due località".

 

I ragazzi che lavorano per "Chopin" realizzano anche servizi floreali per matrimoni e chiese, talvolta si occupano della manutenzione di giardini e, ancora una volta, tutto questo è utile perché acquisiscano consapevolezza, responsabilità e autodeterminazione. "Il mio lavoro si dirige in tre direzioni - ha raccontato la dottoressa Manuela Forte, referente scientifico della cooperativa, insieme al dottor Lucio Moderato - In direzione degli operatori che lavorano in Chopin, in direzione dei nostri lavoratori speciali e in direzione delle famiglie che co-progettano il servizio. Rispetto alla componente degli operatori, mi occupo di partecipare agli staff e all'equipe che mensilmente vengono organizzate per non perdere di vista gli obbiettivi educativi e fare il punto della situazione sui singoli lavoratori. Attraverso la supervisione sullo staff, riusciamo continuamente motivare il loro lavoro con i nostri lavoratori speciali, che vengono seguiti con pazienza, accogliendo le difficoltà in quanto necessarie per favorire uno sviluppo, dei miglioramenti. Nei confronti delle famiglie siamo per loro un punto di appoggio al quale rivolgersi per qualsiasi bisogno".

Un altro aspetto della cooperativa è il rapporto con i servizi sociali. "Il servizio sociale di Verderio ha diversi tipi di collaborazione con Chopin - ha spiegato l'assistente sociale del Comune verderiese, Chiara Cereda - Una è prettamente amministrativa e progettuale. Partendo da un progetto sulla persona, il Comune stipula con Chopin una convenzione, un protocollo per l'attivazione del progetto socio-occupazionale, che rinnoviamo ogni anno. Il comune investe un piccolo impegno di spesa per sostenere le attività le spese del personale. Altra cosa che i servizi sociali offrono ai lavoratori della Chopin è il servizio di trasporto".

Appena prima del termine della serata, la dottoressa Forte ha rivolto alcune domande ai lavoratori speciali presenti, i quali hanno descritto con piacere e soddisfazione alcuni dettagli del loro lavoro.

A.S.
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