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Scritto Lunedì 20 marzo 2017 alle 19:18

Merate: solo stando sulla strada si possono vedere e ''comprendere'' i problemi della città

Da qualche tempo giungono in redazione messaggi dal tono sempre più irritato sulla gestione del parcheggio della scuola elementare di Pagnano. O meglio sulla gestione della viabilità in ingresso e in uscita dal minuscolo spiazzo che può ospitare una ventina di auto a fronte delle cinquanta circa che affollano l'area dalle 15.30 fino alla chiusura del plesso scolastico. Pare che si verifichino contrasti con agenti di polizia locale circa la modalità di posteggio. In pratica, esauriti i posti, le auto sostano sull'area di transito e in qualunque spazio possibile. La sosta è breve, giusto il tempo di prendere a bordo i bambini e poi via, uscita in sicurezza se regolata dalla pubblica vigilanza o con qualche difficoltà se i vigili non ci sono. Ora, senza nulla togliere al concetto di parcheggio regolamentato resta il fatto che l'Ente pubblico deve mettere a disposizione quanto serve al cittadino affinché questi rispetti le regole. Altrimenti, gioco forza, le infrange. Declinando il concetto a Pagnano il risultato è semplice: parcheggi non ve ne sono in tutto in quadrante della "rosa dei venti" per cui o lì si arriva a piedi oppure è necessario concedere il parcheggio selvaggio per un quarto d'ora.

Il "giro di vite" - a prescindere dalle ragioni che sottendono l'infrazione - si è palesato anche sabato quando un calchese a bordo di un furgone è stato fermato e "sorpreso" con due bambini che probabilmente stava trasportando in piscina, non avendo reperito altro mezzo. Accompagnato al comando con i bimbi al seguito, fatti accomodare dentro gli uffici fino all'arrivo di altri parenti, il calchese si è visto appioppare una multa stratosferica con l'aggiunta del sequestro del mezzo.

 

Indubbiamente le infrazioni c'erano. E andavano sanzionate. Ma ciò non toglie la sgradevole sensazione che sia in atto un rafforzamento delle misure repressive in luogo di un'azione più mirata alla prevenzione; all'aiuto al cittadino e all'esercente che, spesso in buona fede, non soddisfa appieno il groviglio spaventoso e in continua evoluzione delle normative più disparate che vanno dall'igiene alla sicurezza, fino ai particolari dei rubinetti e dei cestini per i rifiuti rigorosamente a pedali.

In questa maniacale ragnatela burocratica da cui anche l'operatore più attento e ligio non riesce a uscirne indenne, non si vede il riferimento apicale, colui che dovrebbe costituire il "ponte" tra la vigilanza pubblica e la cittadinanza tutta: il Comandante. Chi lo conosce? Quasi nessuno. Con il suo Vice, opera quasi esclusivamente dentro gli uffici. Certamente il lavoro da sbrigare è notevole, però a nostro parere sarebbe assai più utile se dedicasse tempo alla città, stando fuori dal Palazzo anziché dentro. Un po' come accadeva in passato. Qualcuno si ricorda di Giovanni Coscia? Comandante negli anni settanta e ottanta era perennemente in divisa, probabilmente andava pure a letto con la giubba. Era sempre in strada, a rimproverare, multare, consigliare, aiutare. Nel 1981 erano in tre in servizio, Coscia, Gritti e Cameroni e la città aveva 13.700 abitanti, un migliaio meno di oggi, mentre attualmente il corpo di polizia locale conta una decina di agenti. Questo per dire che nonostante le incombenze interne il comandante Coscia trovava il tempo di essere lì, sulla piazza, dove veramente serve la presenza dell'uomo con la paletta.

Giovanni Coscia, Antonio Cameroni e Ferruccio Gritti

Coscia era "il" vigile urbano, un riferimento per tutti i meratesi, una presenza costante che intimoriva e rassicurava. Spesso in motocicletta, su e giù per il paesotto a portare in giro la divisa e il senso delle regole che essa rappresenta. Un'abitudine che è giunta sino al comando di Donato Alfiniti, anche lui spesso in giro per la città. Poi il "Comandante" ha teso eclissarsi sempre più, fino ad oggi quando la conoscenza del Numero uno e del suo Vice è resa possibile soltanto mediante identificazione fotografica.

Stante la veridicità di quanto in premessa - al momento limitata a segnalazioni e "sensazioni" - pensiamo che un buon consiglio al Comandante sia quello di lasciare l'ufficio e girare per Merate, presentandosi agli esercenti, chiedendo loro quali difficoltà incontrano nel lavoro quotidiano, quali suggerimenti per una migliore viabilità, idee per risolvere piccole e grandi criticità e, anche, semplicemente per chiacchierare con i cittadini che proprio perché "sulla strada" possono segnalare buchi nell'asfalto, marciapiedi rotti, cartelli stradali poco o nulla visibili e "minutaglie" del genere; che però formano tutte assieme il vivere giorno dopo giorno la città. Ci provi almeno. Partendo proprio dal parcheggio di Pagnano. Non c'è come vedere di persona una situazione che rende oggettivamente impossibile il rispetto delle regole, per adeguarle - le regole - al servizio del cittadino. E non viceversa.

Claudio Brambilla
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