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Scritto Lunedì 20 marzo 2017 alle 10:16

Pagnano: Monsignor Pagani 'racconta' il Malawi e il recupero di 108 pozzi d'acqua

Anche quest'anno Mons. Alessandro Pagani, vescovo emerito di Mangochi (Malawi) della Compagnia di Maria (Monfortani), è tornato a celebrare Messa nella parrocchia di Pagnano. Sabato mattina, nella neo ristrutturata chiesa, il religioso ha officiato la funzione delle 11 e, come da tradizione, ha raccontato un po' di sé e di quanto accade nella terra dove dal 1969 svolge la sua missione.

Mons. Alessandro Pagani con Max Testa

Attualmente "a riposo" Mons. Pagani ha però confessato di avere quasi più lavoro adesso che prima, quando era ufficialmente ancora in servizio. A capo di una parrocchia con 15 chiese succursali, il prelato fornisce il suo supporto spirituale al movimento dei carismatici della legione di Maria. Con loro e con la popolazione del posto organizza giornate di preghiera come quelle sulla "collina delle iene", e il nome non è per nulla causale. Qui, dopo appunto che gli animali si erano mangiati la statuetta in plastica della Madonna, ne è stata riposizionata una più grande in cemento davanti alla quale si svolgono delle cerimonie di preghiera e lode, molto profonde e sentite.

Ma il compito del vescovo, in queste terre di povertà e bisogni primari, non è solo quello di alleviare e coltivare lo spirito del suo gregge. Ci sono anche faccende pratiche. Come l'acqua. Quest'anno, infatti, grazie a una stagione favorevole, si potrebbe dire mite, si sono evitate le alluvioni e anche le secche e il colera è stato praticamente debellato. Monsignor Pagani è impegnato nel recupero di ben 108 pozzi, attualmente dismessi e inutilizzati per mancanza di pezzi di ricambio degli ingranaggi che pescano l'acqua (troppo costosi da acquistare). Rimettere in funzione questi pozzi significherebbe dare alle popolazioni grandi opportunità di approvvigionamento, senza dover percorrere chilometri e chilometri a piedi.
A queste incombenze, Monsignor Pagani non fa mancare la sua vicinanza agli handicappati della comunità e a un gruppo di lebbrosi della parrocchia limitrofa.
Un modo anche questo, forse il più nobile, per testimoniare nel concreto la carità.

S.V.
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