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Scritto Venerdì 03 marzo 2017 alle 07:46

Accadeva 30 anni fa/53, 1-31 gennaio: guerra per la caserma. A Novate campane a morto a ogni interruzione di gravidanza

L'ultima domenica del 1986, era il 28 dicembre, le campane della chiesa parrocchiale di Novate batterono a morto, pochi rintocchi sinistri, lugubri. Ma nessuna vita si era spenta, almeno non quel giorno. Ma da quel giorno don Angelo Cazzaniga avrebbe fatto suonare la campana a morto ogni volta che nel vicino ospedale Mandic una gravidanza sarebbe stata interrotta volontariamente. Un rintocco per ogni bambino mai nato. Una protesta contro la legge che permette l'aborto già levatasi dal corteo che nel febbraio 1985 aveva attraversato Merate per dire no alla morte legalizzata. Un dibattito ancora aperto anche se negli anni la Legge ha dimostrato che il numero degli aborti è stato in calo costante e che senza la Legge gli aborti sarebbero avvenuti ugualmente ma in condizioni drammatiche per le donne.

Don Angelo Cazzaniga

A Merate arrivano due nuovi vigili urbani (allora ancora non erano agenti di polizia locale): Patrizia Colombo e Angelo Belloli. Quest'ultimo è rimasto in servizio negli ultimi trent'anni in città e ancora oggi è in strada con competenza e cortesia. Anche se con parecchi capelli in meno.

Angelo Belloli

Pino Bollini, invece, ha girato la boa dei primi sei mesi in Kenya a Laisamis dove è riuscito ad attivare un piccolo ospedale al servizio di una regione poverissima ma grande quasi quanto la Lombardia. In Africa l'ex primario del pronto soccorso dell'ospedale di Merate doveva rimanerci un paio d'anni. Ne sono trascorsi trenta ed è ancora là.

Pino Bollini


A Cernusco l'amministrazione comunale guidata da Angelo Guzzon boccia la proposta dell'architetto Elio Malvezzi, estensore incaricato del piano regolatore, di realizzare un sovrappasso tra l'ex edificio Enel e via Como al fine di consentire al traffico proveniente da ovest (Montevecchia, Missaglia ecc.) e diretto a est (Paderno, Robbiate) di evitare i semafori. "Troppo invasivo per l'ambiente", disse Guzzon annunciando però la volontà di verificare l'ipotesi della costruzione di una bretella dallo svincolo della Esselunga a via Laghetto. Come può notare chi segue l'attualità, la storia spesso si ripete. Fino a diventare farsa. Quella bretella è rimbalzata negli strumenti urbanistici di Cernusco e Merate per trent'anni. Senza mai essere realizzata.

 

Angelo Guzzon

Il 10 gennaio 1987 un professionista si presenta in Municipio e chiede di conferire con l'ingegner Luigi Zappa. Scopo della visita: verificare le possibilità di intervento su "Villa Biffo". Il misterioso architetto non si sbilancia ma chiede con insistenza se vi siano preclusioni alla trasformazione della villa in una casa di riposo. Inizia così il percorso di riconversione di una delle magioni più belle di Lombardia, posta all'interno di un vastissimo e ben curato parco, diventata oggi una RSA tra le migliori della regione con servizi e assistenza all'avanguardia assoluta.

 

La piscina di Villa Biffo in una vecchia cartolina

Nevica. Finalmente. La neve inizia a scendere il 14 gennaio, copiosa. Si teme una riedizione del 1985. Qualche frazione di collina resta isolata, i mezzi faticano a rimuovere la massa nevosa dalle strade. Alcune scuola rimangono chiuse ma in fondo è inverno e negli anni a venire rimpiangeremo quelle belle nevicate, ormai pressoché sconosciute.

Ma nonostante il freddo pungente la polemica sulla dislocazione della nuova caserma dei vigili del fuoco si fa incandescente. "Le nostre sirene suonano dal 1848. Anche per Casatenovo", tuona l'ing. Antonio Cova, "capo" della locale protezione civile, presidente del consorzio acquedotto e segretario della sezione DC di Merate in risposta alla perentoria richiesta di Giovanni Maldini, sindaco di Casatenovo, di posizionare la struttura in una zona baricentrica, ad esempio a Montevecchia. Battista Albani è altrettanto tranchant: "Merate è in posizione centrale rispetto al territorio di competenza dei volontari, Casatenovo è in periferia". Il tema appassiona tanti sindaci, tutti concordi che una nuova struttura sia indispensabile.

 

Giovanni Maldini e Antonio Cova

E mentre la Giunta cittadina è alle prese con le "minacce" di fuoriuscita dal gruppo di finanziatori della nuova struttura, provenienti dal casatese, in città, inspiegabilmente piovono sfratti a una decina di attività commerciali storiche aperte in pieno centro. Per quanto frazionate le proprietà sembrano aver trovato una sorta di tacito accordo che, presumibilmente - almeno così si pensò all'epoca - puntasse a innalzare i canoni di affitto con modalità massiva. Tanto che nacque l'idea di creare su un'area ancora libera tra via Verdi, via Turati e via Papa Giovanni una sorta di mini centro commerciale ove insediare le attività sfrattate dal centro. Qualcuno poi acquistò i negozi posti in vendita dai proprietari, altri chiusero l'attività, altri ancora riuscirono a farsi rinnovare i contratti.

Il CPS di Via Parini

Il Comitato di Gestione dell'Ussl, presieduto da Sandro Cesana approva un progetto predisposto dall'architetto Gerolamo Corno, allora capo dell'ufficio tecnico dell'ospedale, per l'apertura di un Centro psico-Sociale (CPS) in via Parini a Merate. Una struttura all'avanguardia per l'epoca, per terapie diurne individuali e di gruppo. Un investimento da 450 milioni di lire. La nuova struttura disposta al piano terra su una superficie di circa 400 mq. dispone di medici, psicologi, psichiatri e assistenti sociali, aperta 12 ore al giorno.

Padre Evangelista Scopel

Il mese di gennaio 1987 si chiude con una triste notizia, la scomparsa di Antonio Scopel, 60 anni, da tutti conosciuto come padre Evangelista. Il religioso era rimasto a Sabbioncello dal 1968 al 1981, aveva fondato e presieduto l'Aido sezione di Merate, il gruppo "madrine dei carcerati" e, sempre negli anni settanta, il coro giovani di Sabbioncello. La salma è stata tumulata a Pagnano.

53/continua

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