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Scritto Giovedì 16 febbraio 2017 alle 19:20

Piscine amare

Stavo leggendo un articolo sulla mancata apertura dei cantieri del G7 a Taormina (26 e 27 maggio) e per una strana associazione di idee mi sono venuti in mente gli impianti natatori di Lecco e Barzanò.

Entrambi bisognosi di interventi di manutenzione, preventivamente sollecitati dai rispettivi gestori ed entrambi abbandonati nell'oblio fino alla calcistica "zona cesarini".

Ripensandoci un nesso tra la Sicilia e le piscine lombarde c'è. E' il collaudatissimo Sistema Italia. Che, molto indicato per le grandi opere, trova piena applicazione (oramai) anche per i piccoli interventi (impianto elettrico municipio di Lecco???!!!???)

Mentre si continua a modificare il codice degli appalti, cercando di creare quanta più trasparenza possibile negli appalti pubblici, i politici di seria A e quelli delle serie minori continuano a giocare la carta dell'emergenza per aggirare tutte quelle fastidiose leggi, che obbligano a dare in appalto grandi e piccoli opere a ditte che potrebbero realizzare i lavori a regola d'arte e magari offrendo anche un adeguato sconto.

Inaudito! Impensabile! E magari senza nemmeno regalare dei Rolex.

E' molto più comodo arrivare alla scadenza in braghe di tela, per fare la solita sceneggiata da far invidia al compianto Mario Merola e con molto dispiacere affidare direttamente i lavori alla solita ditta di fiducia senza nessuna procedura pubblica di gara.

Rispetto alle due piscine del territorio, magari la premessa ci azzecca fino ad un certo punto, ma in entrambi i casi, la necessità di intervenire era nota a tutti da molto tempo, con la possibilità di farlo nel rispetto della legge e soprattutto nel rispetto di aziende che vivono del loro lavoro, e non dei vitalizi dello Stato.

Invece in entrambi i casi le amministrazioni comunali hanno deciso di fare finta di niente, di fingere di cadere dal pero, e nel caso di Lecco, hanno pure provato a fare la figura degli eroi, che con sprezzo del pericolo hanno tenuto aperto l'impianto, salvando i nuotatori lecchesi da una asciutta astinenza. E rispetto a quest'ultima frase, c'è un ulteriore vantaggio ad avvalersi del famigerato Sistema Italia. Chi si azzarda a criticare le soluzioni prese all'ultimo momento per salvare una situazione che volgeva al peggio, non ha a cuore il benessere dei nostri cittadini. Lo fa solo per convenienza politica e per screditare chi ha cazzeggiato per anni, ma che alla fine ha miracolosamente salvato la situazione in barba alla demagogia ed al populismo.


E se proprio la pantomima non funziona si può sempre dare la colpa alla Burocrazia.

Questo essere mitologico che si nutre dell'Italia del Fare, che si aggira silenziosa per gli uffici delle pubbliche amministrazioni, invisibile ed impalpabile, pronta a colpire quando i politici meno se lo aspettano; capace di aggirare anche il più preparato dei dirigenti e il più scaltro dei segretari comunali. Questo essere immondo che può essere evocato recitando al contrario il titolo primo della Legge Bassanini, davanti ad un rilevatore di presenze, brandendo una copia di Tuttosport ed un caffè d'orzo in tazza piccola.


Peccato che poi c'è sempre qualcuno che non crede ai fantasmi e si va a leggere le carte, rendendosi conto che alla fine si è trattato solo di mala amministrazione, di tempo buttato e di occasioni perse.

E a volte, purtroppo, di convenienza.

Francesco
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