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Scritto Venerdì 10 febbraio 2017 alle 08:27

Accadeva 30 anni fa/52, 1 - 31 dicembre: Romerio ai sindaci Insieme per tenenza e caserma dei Vvf. Via ai grandi progetti

"Siamo seriamente preoccupati perché le iniziative folcloristiche e culturali si sono perse col tempo. Stiamo andando incontro alla fine della secolare manifestazione".

Andrea Colombo

Così dichiarava Andrea Colombo, storico assessore al commercio e sport nel dicembre del 1986 alla tradizionale domanda sul futuro della "Fiera di Sant'Ambrogio". Tra l'altro, quell'anno, fu cancellata la fiera del bestiame, il cosiddetto "terzo giorno" di fiera, a causa dell'epidemia di afta epizootica. La manifestazione in realtà è arrivata fino ai giorni nostri ma ancora nel 2016 si potevano usare le parole scritte trent'anni prima: la fiera è ormai un grande e freddo mercato dove comanda la "legge del business".

 

Il dr. Giacomo Romerio

Ma se una tradizione già allora si andava spegnendo nascevano però grandi progetti, anche se poggiati più su speranze che su risorse. Giacomo Romerio, sindaco di Merate, i primi giorni di dicembre del 1986 convocava tutti i sindaci del territorio per sottoporre loro il grande progetto di dare vita ad un polo della sicurezza comprendente la tenenza dei carabinieri, il distaccamento dei vigili del fuoco e la sede della protezione civile. Un progetto da 5 miliardi di lire da cofinanziare tra tutti i comuni dell'area meratese-casatese. In particolare il dottor Romerio puntava a dare una sede decorosa ai "pompieri" una tradizione in città affidata più che altro a volontari e ausiliari inviati da Lecco per rispondere 24 ore su 24 al centralino del vetusto edificio di piazza San Bartolomeo, accanto all'omonima chiesetta. All'epoca operavano una ventina di vigili per lo più volontari che piombavano a bordo di motorette e utilitarie al suono della potente sirena antiaerea montata sul palazzo Tettamanti (e sparita, pare, durante i lavori di ristrutturazione al tetto).

Foto storiche tratte dal sito dei vvf Merate

Si muove l'edilizia pubblica - sia pure solo a livello progettuale - ma anche quella privata è in gran fermento. Roberto Gallasso, assessore all'edilizia privata non risponde agli attacchi di Psi e Pci al "suo" piano di utilizzo dei parchi delle grandi ville patrizie come potenziali aree per giochi e divertimenti sull'esempio di Gardaland. Anche la Dc è fredda, soprattutto perché l'Avvocato non pare avesse discusso l'idea in sezione, tanto che il segretario cittadino Mario Gallina liquidava la questione con un laconico: "E' un'iniziativa sua (di Gallasso ndr) e sua soltanto".

Roberto Gallasso

Al contrario lo scudocrociato è compatto dietro il suo capogruppo Luigi Zappa che presenta il progetto di recupero dell'area ex Catenificio Regina di via Fiori. Il progetto, redatto dall'ing.Emilio Viganoni, estensore del primo piano regolatore di Merate prevede il prolungamento di via Mameli fino a via Roma, l'istituzione del senso unico su via Roma e via Sant'Ambrogio e la realizzazione si un centro servizi con annesso parcheggio dotato di una settantina di stalli. Contrario - per il metodo - il Pci con i consiglieri che lasciano l'aula al momento del voto; favorevoli socialisti, liberali e repubblicani. Astenuto l'Msi che ritiene punitivo il piano per il privato che deve operare.

Una panoramica del Catenificio

Mentre in città continua a impazzare il "Villaggio divertimenti" o "Gallassoland" e, soprattutto dentro la Dc, l'idea suscita sentimenti contrastanti, l'ing. Luigi Zappa, sotto traccia, continua a lavorare con la Fondazione Villa Confalonieri per l'acquisto dell'immobile, sede (allora) del Municipio. Girano tante cifra ma quella che appare più credibile parla di 1 miliardo offerto dal comune e 1,2 miliardi richiesti dalla Fondazione.

Villa Confalonieri

Il 6 dicembre il Coro La Torr con un magistrale concerto al teatro Manzoni di Merate chiude i festeggiamenti per il decennale dalla fondazione. Il primo concerto era stato tenuto il 18 luglio 1976 a Carenno in occasione della festa dei bambini. Con oltre settanta manifestazioni in Italia e all'estero il Coro è ormai una realtà di altissimo livello. Maestro e direttore artistico è il dottor Giuseppe Caldirola, noto ortopedico in servizio anche oggi al San Leopoldo Mandic. "Ho iniziato questa avventura - disse al termine del concerto - quando ancora non avevo la patente di guida. Assieme ai miei coristi sono diventato un uomo". Un bellissimo messaggio a tutti i volontari e un ringraziamento a Antonio Morganti, presidente del sodalizio da un lustro succeduto a Giuseppe Casati, Silvio Mandelli e Leopoldo Nava. Auguri e felicitazioni da parte dell'ex sindaco Giuseppe Ghezzi e del primo cittadino in carica Giacomo Romerio.

Giuseppe Caldirola e Antonio Morganti

A metà dicembre, la notte tra domenica e lunedì un commando armato assalta la Vertemati salotti di Verderio. Poco dopo le 21 di domenica, quando il titolare aveva lasciato l'azienda, un giovane armato penetrava negli uffici immobilizzando il custode e facendo entrare i suoi quattro complici. In pochi minuti la razzia di pelli pregiate per un valore di oltre 300 milioni di lire.

Anche Merate vive una tumultuosa fine dell'anno, ma solo per ragioni politico-amministrative. La Dc si riunisce il 14, domenica a Sabbioncello per una verifica, a un anno dalla nomina di Romerio a sindaco della città. L'idea dell'avvocato Gallasso di utilizzare i grandi parchi privati come aree giochi attrezzate viene demolita prima dal segretario Gallina, poi dal capo carismatico del partito Luigi Zappa e infine dal capogruppo Vittorino Ripamonti. Il verde deve restare tale, dicono, semmai attraverso apposite convenzioni dovrà essere fruibile da tutti. Anche il vice sindaco Albani dice la sua, ma sulla vicenda dell'Odeon, la sala cinematografica a un passo dalla chiusura. Non ci saranno cambi di destinazione urbanistica; il cinema è una ricchezza per la città. Tanto che la Giunta incarica un professionista del settore per una verifica globale delle condizioni dell'Odeon, del Manzoni, che da tempo aveva sospeso la programmazione e della sala civica di via Lombardia. Il tempo però si incaricherà di smentire le affermazioni di Albani. Nel frattempo Antonio Cova e Ferdinando Carta, rispettivamente presidenti degli acquedotti di Merate e Cernusco sono prossimi alla firma di un accordo per la fusione delle due strutture. E già si pensa al raddoppio dell'impianto di depurazione di Osnago o, addirittura, alla costruzione di un impianto nuovo e molto più grande.

Antonio Cova e Vittorino Ripamonti


Tre nuovi diaconi meratesi sono ordinati a Inzago dal cardinale arcivescovo Carlo Maria Martini. Si tratta di Guido Nava, Massimo Zappa, entrambi residenti a Merate e Davide Caldirola, residente a Sartirana.

 

Guido Nava, Davide Caldirola e Massimo Zappa futuri "don"

Dal fronte dell'economia giungono buone notizie dalla Nuova Lamperti, l'azienda di lampade nata dalle ceneri della Lamperti. I lavoratori-soci tentano il rilancio di quella che era un'azienda di prima grandezza negli anni settanta con quasi 200 dipendenti. Ora sono una quarantina con un fatturato a fine anno di circa 5 miliardi. L'intero comparto del ferro battuto - anche per realizzare lampade - è in crisi da anni. Eppure il meratese era il classico distretto produttivo tra i più avanzati di Lombardia, con un'occupazione che nel 1975 sfiorava le mille unità. Poi una dietro l'altra erano cadute aziende dai nomi noti, la stessa Lamperti, la F.B.R. di Robbiate, La Consonni, la Fratelli Magni, la Effeci Iron. Il crollo del settore aveva ridotto la forza lavoro a poco più di duecento unità. Una falcidia già subìta dal settore tessile.

L'area dell'ex catenificio

L'anno si chiude con la presentazione del maxi progetto per la riconversione dell'area ex Catenificio Regina da parte dell'ing.Luigi Zappa. Il piano ormai è definito: giù tutti i vecchi capannoni e via alla realizzazione di un grande parcheggio, una palazzina servizi, nuovi alloggi su via Fiori con un passaggio pedonale per accedere direttamente a via Mameli la quale si aggancerà a via Roma con un nuovo tratto che poi sarà intitolato a via Padre Arlati. E ancora, il Pozzetto 2 con 21 alloggi ideati dall'architetto Omassi e dal geometra Meschi, il Pozzetto 3 con il recupero di un edificio fatiscente e la realizzazione di 7 abitazioni, via Quintaberta con la Coop. Trento e l'architetto Colombo. Insomma siamo ancora negli anni del boom economico, a Milano governano i socialisti craxiani e la città "...è da bere.."; in America c'è la Reganomics con l'ex attore Ronald Regan alla Casa Bianca. Sono gli anni ottanta, raccontati superbamente da Stefano Accorsi in 1992: "Bei momenti, tutto era possibile, fatturati alle stelle, ci siamo divertiti, siamo andati a letto tardi....".

52/continua

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