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Scritto Lunedì 30 gennaio 2017 alle 15:57

6mila uccelli acquatici e 30 specie ''mappate'' dai volontari lungo l'Adda. I risultati del censimento spiegati dall'esperta

Una moltitudine di uccelli d'acqua, quasi 6mila, di almeno 30 specie diverse che oggi hanno fatto del fiume Adda la loro casa, più o meno stabilmente. Se si guarda al passato, quando ancora non esisteva l'IWC, il censimento annuale in cui volontari da tutto il mondo contano ed osservano l'avifauna che abita i corsi d'acqua, o zone umide come paludi, laghi e fiumi (ad occuparsene per il Parco Adda Nord sono le Guardie Volontarie Ecologiche GEV), si può notare di come, nell'ultimo ventennio, i dati relativi alle popolazioni di uccelli d'acqua svernanti sia praticamente moltiplicata.

C'entrano il lavoro svolto dai migliaia di volontari ogni anno per l'IWC, la sensibilizzazione e la maggiore consapevolezza delle persone e il fatto che dall'83, circa, è bandita la caccia di queste specie.


"Censire i numeri di queste popolazioni di uccelli acquatici significa quindi occuparsi di loro, capire dove preferiscono abitare, dove migrano oppure da dove arrivano, di conseguenza vuol dire proteggere questi animali - ha raccontato Giuliana Pirotta, meratese, la GEV responsabile per il Parco Adda Nord del censimento annuale IWC, che viene svolto ininterrottamente dal '93 - Negli ultimi anni ci stiamo accorgendo di una sempre maggiore consapevolezza delle persone, che iniziano ad essere più dotte e informate, ed è molto positivo il fatto che anche i meno esperti riescano a distinguere una moretta grigia, ad esempio, da una semplice papera".

Giuliana Pirotta, un'insegnante di materie scientifiche delle elementari in pensione, esperta e appassionata dell'avifauna che abita lungo i corsi d'acqua, la quale svolge il suo servizio negli uffici delle GEV del Parco Adda Nord che si trova a Paderno accanto a Cascina Maria, è colei che classifica e analizza i dati che vengono raccolte dalle GEV nella giornata dell'IWC, che quest'anno è stato lo scorso 15 gennaio.


"Si tratta di stime, ovviamente, perché per i volontari non è possibile contare il preciso numero di uccelli acquatici, ma sono comunque dati molto affidabili - ha spiegato la responsabile del Parco Adda Nord - Attraverso questi dati possiamo conoscere molto bene le abitudini di tutte le specie che abitano l'Adda, chi decide di migrare, chi invece arriva. Quest'anno, a tal proposito, sono stati avvistati alcuni esemplari di orco marino, che non si vedeva da parecchi anni. Proprio in questi giorni, invece, si sono visti alcuni esemplari di morette grigie che non sempre arrivano".


Secondo la responsabile dell'IWC per l'Adda, l'aspetto fondamentale di questo censimento svolto dai volontari è la sua internazionalità, "possiamo capire che cosa accade in tutto il mondo, come cambiano le avifaune in base al clima", e poi ancora una volta, la sensibilizzazione che crea nelle persone questa accuratezza nel considerare questi uccelli.

"Il birdwatching, nato nei paesi del Nord, sta diventando sempre più praticato anche da noi in Italia, e tra gli osservatori c'è sempre più comunicazione, più condivisione - ha spiegato Pirotta - Ci sono applicazioni, poi, che ti permettono di segnalare la presenza di un volatile nel luogo in cui ti trovi, e tutto questo serve a dare un grosso contributo alla comunità scientifica che si occupa dello studio di questi animali".

Insomma un grande risultato, possibile anche questa volta con l'aiuto degli insostituibili e preparatissimi volontari.
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A.S.
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