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Scritto Venerdì 09 dicembre 2016 alle 08:22

Le Province rimangono Enti costituzionali

diddscalia
Concordo con le osservazioni dell'Ing. Antonio Conrater riguardanti le Province. La ripulsa della revisione costituzionale le conferma quali Enti di rango costituzionale. La legge Delrio (n.° 56 del 7.4.2014) ha messo il carro davanti ai buoi dando per scontata la revisione del Titolo V, incorporata nel quesito referendario, esempio di dabbenaggine politico-amministrativa tanto che era già iniziata l'attività per la loro sostituzione con fantomatiche "Zone di Area Vasta". Ora la situazione è caotica e la legge di cui sopra dovrebbe essere cambiata a meno che altri neocostituenti si accingano a reiterare la revisione del Titolo V. La Costituzione rimasta vigente prevede, quali Enti autonomi, le Regioni, le Province, le Città metropolitane ed i Comuni; a questo punto non si capisce perchè le prime e gli ultimi prevedano elezioni dirette, mentre le altre le prevedano di secondo livello. Intanto c'è un grande problema economico in quanto i tagli governativi (3 miliardi in tre anni) le hanno fortemente penalizzate a detrimento della manutenzione stradale e degli edifici scolastici, della gestione del territorio, della tutela ambientale, dei servizi per il mercato del lavoro e dei servizi sociali. Nel frattempo è iniziato lo spostamento dei dipendenti verso altri Enti pubblici. L'eliminazione delle Province avrebbe comportato, secondo la Ministra Boschi, un risparmio di 320 milioni, pagliuzze rispetto agli 830 miliardi di costo della Pubblica Amministrazione; peraltro tale risparmio è contestato dalla Ragioneria dello Stato che afferma essere "ora non quantificabile". Il costo dei circa 1800 Amministratori politici provinciali era di 35 milioni (Stima UPI su Fonte Siope 2010)! Il Parlamento dovrà, al più presto, porre rimedio al pasticcio e, soprattutto, ad una diminuzione della sovranità popolare.

Ernesto Passoni
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