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Scritto Domenica 04 dicembre 2016 alle 10:37

FuoriDalComune: pochi i partecipanti al bando e un tema criptico sulla memoria

Andrea Valli
All'esito del concorso di idee Fuori Dal Comune, è possibile formulare qualche considerazione, sia sugli elaborati prodotti sia sul concorso nel suo complesso.
In generale fa specie che a un concorso di idee che aveva in palio un monte premi di 10.000 euro complessivi abbiano partecipato solo una dozzina di professionisti. Evidentemente nel bando c'era qualche passaggio poco chiaro. L'auspicio è che la giunta abbia aggiustato il tiro, visto che a breve si concluderà anche il secondo concorso di idee indetto da questa amministrazione, per la riqualificazione del viale Verdi, e sarebbe bello ottenere un maggiore numero di proposte progettuali.
Il progetto vincitore, a firma dell'architetto Redaelli di Milano, ha preso le mosse da una lettura approfondita della città. E' sufficiente soffermarsi sugli schemi a corredo della prima tavola per rendersi conto come spazi aperti, connessioni, edificato storico, purteghett, abbiano costituito la matrice su cui impostare la proposta progettuale. E fa piacere che da una lettura del tessuto urbano così intellettualmente onesta sia scaturito un progetto credibile, che la giuria non poteva non premiare. Le connessioni pavimentate da via Pascoli e da viale Cornaggia si incontrano nella piazza retrostante il Municipio creando un nuovo centro di socialità. In piazza Eroi un parterre pavimentato e leggermente rialzato, consente una connessione diretta con piazza Prinetti e mette in sicurezza la passeggiata pedonale rispetto al traffico veicolare. Gli elementi verdi sono per lo più fioriere, pergolati leggeri, aiuole in posizione defilata o rampicanti deputati a mascherare ciò che evidentemente non è in sintonia con il carattere della città (ivi compreso il rivestimento metallico del municipio a firma del signor Casamonti). Giustamente il parchetto delle rimembranze non pare abbia influenzato il progetto vincitore, che con garbo lo liquida lasciandolo così com'è.
Anche il secondo classificato, architetto Toluzzo, propone per il retro del Municipio ampi spazi pavimentati, e li alterna ad aree verdi, creando maggiore discontinuità tra i materiali proposti. In entrambi i progetti si nota come il municipio acquisisca il giusto peso tra gli elementi urbani. Palazzo Tettamanti non si caratterizza più per la sola facciata su piazza Eroi che guarda al Castello Prinetti, ma assume una tridimensionalità effettiva: il retro non è più un retro, ma una nuova polarità fatta di piazzette, percorsi pavimentati e sedute nel verde.
In sintesi pare che la maggior parte dei progetti (sicuramente i tre premiati) abbia interpretato il tema Fuori Dal Comune tenendo come riferimento il sistema degli spazi aperti che caratterizzano il tessuto storico di Merate. Alcuni progettisti - il terzo classificato, ad esempio, architetto Bonfanti - hanno proposto geometrie molto nette; altri hanno disegnato aiuole sinuose, per dare continuità agli spazi a verde, nel tentativo improbabile di rompere il recinto del parco delle rimembranze.
Forse è stato il continuo indugiare sul tema della memoria a rendere criptico il bando del concorso.
Un conto è la memoria autentica di una città, fatta delle pietre che l'hanno costruita nel corso dei secoli e delle geometrie che ne costituiscono la trama; altro è confinare la memoria all'interno di luoghi-recinto, lontani anni luce dalla vita quotidiana.
Andrea Valli, presidente commissione urbanistica
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