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Scritto Venerdì 08 luglio 2016 alle 17:13

Merate: con il ''Fab lab'' di Piazza l'idea un laboratorio per giovani creativi

Un laboratorio, gli strumenti tecnologici e la curiosità. Questi gli elementi che caratterizzano il Fab Lab, presentato ufficialmente nel tardo pomeriggio di giovedì nel parco di Villa Confalonieri a Merate.

«Noi di Retesalute, in collaborazione con WeMake, abbiamo pensato a questo progetto innovativo all'interno di "Piazza l'idea". Questo sarà uno spazio aperto ai giovani che impareranno l'utilizzo delle attrezzature, creando dapprima una community che faccia delle proposte» ha spiegato Marina Bonalume per Retesalute.

Il fab lab sarà un vero laboratorio come illustrato da Francesco Perego di WeMake che ha mostrato il funzionamento della stampante 3D, collegata ad un computer che, attraverso un software, invia alla stampante gli impulsi per produrre tridimensionalmente l'oggetto ideato sovrapponendo più strati di un filamento che viene scaldato e depositato. Mediante la laser cutter i ragazzi di WeMake hanno realizzato poi degli oggetti bidimensionali da assemblare, utilizzabili anche nel reparto sartoria e nella fase di realizzazione hanno impiegato Arduino, una scheda per prototipare delle installazioni interattive.

Foto di gruppo in primo piano da destra Marina Bonalume di Retesalute, Grazia dell'Oro di Retesalute,
Cristina Martellosio di WeMake, terzo da sinistra Francesco Perego di WeMake

«Non è difficile essere dei maker, serve la curiosità e poi c'è la parte formativa per realizzare i progetti» ha commentato, lasciando la parola ad Andrea del Centro di Formazione Professionale Polivalente di Lecco che segue ragazzi con difficili percorsi scolastici alle spalle, mettendo in campo un nuovo approccio didattico che parte dall'operatività per poi arrivare alla teoria: «per il corso di grafica è necessario recuperare la sensorialità e rendere tattile l'esperienza grafica. Ogni esperienza di ricerca apre mondi nuovi ai ragazzi e c'è un alto valore educativo perché così si rendono tangibili l'efficacia della community e il concetto di condivisione. E i ragazzi ottengono un risultato concreto e gratificante».


Gli studenti hanno realizzato degli oggetti bidimensionali e una lampada, assemblata in una fase successiva, imparando a migliorarsi dai propri errori e mettendo a frutto i tentativi non produttivi.

«Il fab lab è innanzitutto una comunità, non solo maschile, composta da persone che vogliono costruire e progettare gli oggetti. - ha concluso Cristina Martellosio di WeMake - Hanno già un livello di problem solving ma occorre soprattutto buona volontà. Non bisogna avere paura del nuovo e nella community si condividono le esperienze e le idee, imparando anche dallo smontaggio. La formazione frontale sarà solo per le nozioni di base: la tecnologia non è distante».


Il fab lab ospiterà il primo corso alla fine di settembre, aprendo le porte a tutti i giovani curiosi e affascinati dal mondo creativo. Per restare aggiornati sui progetti si può visitare il sito internet www.piazzalidea.it

F.C.
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