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Scritto Venerdì 13 maggio 2016 alle 17:11

Merate: il comitato per la difesa della Costituzione si attiva per i referendum

Sono stati presentati ufficialmente questa mattina i motivi per cui il Comitato meratese per la difesa e l'attuazione della Costituzione si attiva per il no al referendum confermativo della modifica costituzionale e per i due sì all'abrogazione parziale della legge elettorale.

Longoni Marco, Passoni Ernesto, Basile Domenico e Ranzani Luigi


Ernesto Passoni ha spiegato le ragioni che hanno portato alla nascita del comitato: "Negli anni scorsi ci sono stati diversi tentativi di modifica della nostra Carta Costituzionale; alcuni sono riusciti, come nel 2001 con la riforma del titolo V, altri sono stati respinti da referendum come nel 2006. Noi dal 2009 svolgiamo un'attività di studio ed approfondimento della nostra Costituzione. Abbiamo anche organizzato insieme alle scuole superiori di Merate dei seminari in collaborazione con docenti universitari. La nostra è un'attività priva di preconcetti volta solo all'analisi approfondita e imparziale della Carta". Al tavolo dei relatori era presente anche Marco Longoni del Comitato di Lecco; si tratta infatti di un "movimento" che presenta sul territorio nazionale ben 180 comitati che aderiscono a quello "centrale" di Roma. Il neonato nucleo di Lecco, costituito a novembre, sta preparando una campagna a favore del NO da portare in tutti i paesi della provincia; l'obiettivo è quello di giustificare i motivi per cui questa riforma è sbagliata e di informare correttamente la gente. "I cittadini hanno il diritto di essere informati sulle positività e sulle negatività di questa riforma", ha affermato Longoni, "Noi cerchiamo di giustificare i motivi per cui riteniamo che questa legge sia sbagliata: sicuramente uno degli effetti che produrrà, sarà l'ulteriore disincentivo alla partecipazione politica della popolazione, con cali drastici alle urne". Il comitato di Lecco, che raccoglie anche formazioni di movimenti civici e trasversali, è aperto a tutti. "È importante che le persone siano consapevoli di questa riforma e che vengano a conoscenza degli effetti che produrrà" ha continuato Passoni, "Nessuno vuole mantenere le cose come stanno ma questa è una riforma sgrammaticata. È un pensiero che va al di là dello schieramento politico; per questo riteniamo scorretto che il Presidente del Consiglio abbia identificato la caduta del governo con questa riforma costituzionale".

Sempre Ernesto Passoni ha poi illustrato i motivi per cui il Comitato si schiera a favore del NO: la riforma della Costituzione verrà sottoposta, probabilmente entro fine anno, a referendum

confermativo. L'iter di questa riforma è stato forzato, nei tempi e nei modi, dal Governo e l'approvazione è avvenuta a stretta maggioranza (54% al Senato e 57% alla Camera); diversamente dalla larga maggioranza (88%) che nel 1947 portò l'Assemblea Costituente ad approvare la Costituzione.

Nell'intento di "sveltire l'iter legislativo" e di "diminuire i costi della politica", questa riforma privilegia la cosiddetta governabilità rispetto alla rappresentanza, modificando l'equilibrio dei poteri dello Stato a vantaggio dell'Esecutivo; abbandona il bicameralismo paritario delineando un Senato, come organo di secondo livello, dalle competenze poco chiare, con tempi ridottissimi per legiferare e diminuito drasticamente nel numero di componenti (100), rispetto alla Camera dei Deputati. I Senatori non sono eletti direttamente dai cittadini, ma scelti fra Sindaci (21) e Consiglieri Regionali (74), che opereranno a tempo parziale. Si stima che tale doppio lavoro dei Senatori, non retribuito, comporterà un risparmio di 50 milioni di Euro, ovvero il 10% del costo attuale della "macchina" Senato. Con la nuova legge elettorale, in vigore dall'1 luglio 2016, la Camera verrà eletta con la maggioranza assoluta dei seggi, assegnata ad un'unica lista che, tra l'altro, potrà da sola deliberare sullo stato di guerra; in sostanza un partito che raccoglie il 30% dei voti potrà avere, dopo il ballottaggio, il 54% dei seggi. Uno stesso candidato capolista potrà essere presentato in dieci collegi. Se la democrazia è dialettica fra maggioranza e minoranze, non si capisce come questo potrà avvenire se queste ultime sono ridotte al lumicino. La riforma abolisce le Province, invece di accorparle, dopo le proliferazioni dell'ultimo ventennio; invece già ora ci si accorge che sono necessari Enti intermedi fra Regioni e Comuni per cui stanno sorgendo i cosiddetti "Enti di area vasta". La riforma rivede il Titolo V della Costituzione, ovviando in parte ai conflitti Stato-Regioni della riforma del 2001, ma contravvenendo allo spirito federalista dell'articolazione regionale, favorendo una politica centralista. Attraverso momenti di studio e di informazione il Comitato si impegnerà, nei prossimi mesi, per approfondire le proprie posizioni mirate al NO al referendum confermativo della modifica costituzionale ed ai due SI ai referendum abrogativi della nuova legge elettorale, il cosiddetto "Italicum".


Per uleriori informazioni ed approfondimenti: cdcm.wordpress.com

Nei Comuni di Olgiate Molgora, Merate ed Osnago sono già presenti i moduli per raccogliere le firme per l'Italicum e a breve arriveranno anche i moduli per la raccolta firme contro la riforma del Senato.


Domenico Basile (0399908036- bsldnc@libero.it)

Ernesto Passoni (0399906391- ernestopassoni@virgilio.it)

Luigi Ranzani (039509294- ranzani@alice.it)

Carlo Romani (0399903183- karlo.romani@alice.it)
Beatrice Frigerio
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