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Scritto Venerdì 21 gennaio 2011 alle 19:51

Airuno: con l’assegnazione del terreno al Comune si chiude il ‘caso’ Petrol Dragon. 20 anni fa si rischiò il disastro ambientale

Il tribunale di Parma ha detto "si": l'area dell'ex "Petrol Dragon" è da oggi proprietà dei cittadini di Airuno. Finisce così una battaglia legale cominciata quasi una ventina di anni fa. I 25.000 metri quadri di terreno su cui erano stati edificati 21 silos per lo stoccaggio di materiale potenzialmente tossico passano così nelle mani dell'amministrazione comunale che, nella persona del sindaco Adele Gatti, si è recata nella cittadina emiliana per la firma dell'atto  attraverso il quale l'area viene concessa agli airunesi con la formula del "datio in solutum".

(Foto tratte dal sito del comune di Airuno)

"Il 21 gennaio 2011 diventerà, per il Comune di Airuno e per tutti i suoi cittadini, una giornata storica memorabile" così si apre il comunicato attraverso il quale è stato reso pubblico il felice epilogo di una vicenda cominciata nel lontano 1973 con la decisione dell'allora amministrazione comunale di concedere il permesso alla ditta "Siplar" di realizzare, in via Consorziale, un deposito per lo stoccaggio di benzine e gasoli. Nell'area così detta "della Prada" sorsero quindi 21 silos che, sul finire degli anni '80, quando improvvisamente la "Siplar" cessò la sua attività, passarono nelle mani della società "Petrol Dragon" dell'ingegner Andrea Rossi specializzata nel recupero di sostanze provenienti da attività industriali da trasformare, tramite un'apposita tecnica brevettata dall'azienda stessa, in petrolio e simili.
Da qui cominciarono i guai, con gravi rischi per l'incolumità dei cittadini airunesi e le successive azioni di svariate amministrazioni comunali, della Provincia di Lecco, della Regione, dell'Arpa, dell'Asl fino giungere poi a Parma, città in cui aveva sede e ha dichiarato il fallimento la società "Industria Petroliera Italiana" (I.P.E.) ex proprietaria del terreno sul quale la "Siplar" aveva edificato i "bidoni".


I silos si trasformarono infatti ben presto in "bombe a orologeria": inadatti per l'attività svolta dalla Petrol Dragon, logorati dal tempo e dalle sostanze contenute, iniziarono a mostrare evidenti difficoltà strutturali rischiando di mettere a repentaglio la salute dei residenti e andando a inquinare l'area ad essi circostante.
Le 1.600 tonnellate di sostanze tossiche in esse contenuti non poterono più essere sottovalutate: una prima ordinanza di svuotamento arrivò agli inizi degli anni '90 con la giunta guidata da Alfredo Sala; nel '95 il suo successore, Marco Fiala iniziò quella che assunse i toni di una "lotta" coinvolgendo le istituzioni competenti; contestualmente comincia anche una battaglia con cittadini, associazioni ecologiste e carta stampata in prima linea; nel '96  la prima delibera della Regione: l'area deve essere bonificata, vengono stanziati  i soldi necessari e affidata la gestione e la tutela legale al comune chiedendo anche di insinuarsi nello stato passivo del fallimento della I.P.E. con l'ammissione della somma utilizzata per la bonifica.


Si arriva in questo modo al 2004, anno nel quale, con voto all'unanimità, il consiglio comunale da mandato al Responsabile dell'Area Tecnico Manutentiva di compiere ogni atto al fine di ottenere il trasferimento  del diritto di proprietà. Il successivo è l'anno del completamento della bonifica (avviata nel '97) e della certificazione definitiva da parte della Regione di conformità dell'area alla "Tabella Acque Sotterranee". Nel 2009 la "zampata finale": la vicenda sta volgendo al termine e il neo sindaco Adele Gatti intensifica i contatti con il tribunale di Parma e il curatore fallimentare al fine di ottenere la vendita finale degli immobili con acquisizione attraverso un'asta pubblica.


La firma, definitiva oggi nel pomeriggio:  nel corso di un'udienza pubblica, il terreno è stato assegnato al Comune di Airuno. Sul piatto, un'offerta di 45.000€ destinate per lo più alle spese legali sostenute.
"L'area è ora di proprietà dei cittadini di Airuno dopo che la Regione Lombardia ha sostenuto un costo complessivo per la bonifica e messa in sicurezza di tutta l'area che si aggira intorno ai 3.300.000€ e dopo che l'Amministrazione di Airuno con caparbietà, costanza e professionalità dell'Avvocato Colombo e senza mai perdersi d'animo ha gestito il lungo iter conclusosi con l'importante e notevole risultato" scrive il sindaco nella nota a commento dell'annuncio stampa. "Oggi il sindaco e la giunta ringraziano tutti coloro che in questi anni si sono impegnati per arrivare a questo risultato: i sindaci con tutti gli ex-amministratori locali, i dipendenti comunali, i comuni cittadini che si sono impegnati nel comitato, tutti gli Enti a partire dalla Regione fino a quelli provinciali coinvolti in questa lunga e complessa vicenda. Esprimiamo quindi la nostra soddisfazione per l'obiettivo raggiunto. Da terreno inquinato a terreno bonificato reso alla collettività, non solo di Airuno ma di tutto il nostro territorio".
Resta ora da sciogliere il nodo dell'utilizzo di tale area. Sicuramente non sarà destinata ad accogliere strutture residenziali come espressamente concordato con la Regione. In questo caso infatti, l'amministrazione dovrebbe restituire l'equivalente dei finanziamenti ricevuti. Scartata dunque tale ipotesi, rimane l'idea di destinare il terreno a attività ad uso "sociale". Nei prossimi mesi, la cittadinanza sarà chiamata a inviare proposte su come vorrebbe veder trasformata tale area. Per ora, insieme alla gioia per il risultato raggiunto resta la soddisfazione di poter assicurare che, in futuro, il terreno non dovrà essere più denominato come "l'ex Petrol Dragon" ma avrà, dopo oltre venti anni, una sua nuova destinazione in comune sinergia con le attuali necessità della collettività.
Alice Mandelli
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