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Scritto Martedì 15 marzo 2016 alle 08:59

Consumo del suolo: in Italia 'persi' tra i 6 e i 7 metri quadri al secondo. I dati di tutti i comuni. Lomagna ''vince'' nel meratese

Quattro circoli del Pd – Brivio, Imbersago, Paderno e Robbiate – invitando due personaggi del calibro di Agostino Agostinelli (presidente del Parco Adda Nord) e Vittore Soldo (Responsabile sostenibilità e beni comuni per il partito a livello regionale) sono riusciti forse sì e no a distrarre solo un paio di cittadini alla routine settimanale, facendo di fatto parlare i due ospiti – venerdì sera presso il palazzo municipale briviese – dinnanzi a una sguarnita platea di amministratori e tesserati.

I presenti all'evento di Brivio

Agli organizzatori va comunque il merito di aver almeno tentato di accendere i riflettori su un tema sempre di stringente attualità ovvero il “paesaggio visto come rapporto tra uomo e natura”, per usare un’espressione condivisa dai due relatori, il primo lanciatosi in un excursus dall’invenzione del motore a scoppio ai giorni nostri passando per gli anni ’80 con la legge che ha dato vita ai parchi per volere comune della Dc e del Partito comunista ed il secondo “sconfinato” poi, pur rimanendo in ambito ambientale nel terreno scivoloso del riassetto delle autonomie locali e dunque anche del confronto – tutto ancora aperto – relativo alle dimensioni ottimali che un comune dovrebbe avere per “governare”.

Agostino Agostinelli e Vittore Soldo

Al centro della riflessione di entrambi, guidati inizialmente dal contributo di Giuliano Paleari e con “chiosa” affidata all’onorevole Veronica Tentori, il così detto “consumo del suolo” che “deve essere inteso come un fenomeno associato alla perdita di una risorsa ambientale fondamentale , dovuta all’occupazione di superficie originaria mente agricola, naturale o semi naturale. Il fenomeno si riferisce, quindi, a un incremento della copertura artificiale di terreno, legato alle dinamiche insediative. Un processo prevalentemente dovuto alla costruzione di nuovi edifici, capannoni e insediamenti, all’espansione delle città, alla densificazione o alla conversione di terreno entro un’area urbana, all’infrastrutturazione del territorio. Il concetto di consumo di suolo deve, quindi, essere definito come una variazione da una copertura non artificiale (suolo non consumato) a una copertura artificiale del suolo (suolo consumato)” come si legge nel rapporto 2015 dell’ISPRA (l’Istituto superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) dal quale abbiamo estrapolato tutti i dati proposti a seguire.


Il consumo di suolo in Italia continua a crescere in modo significativo, pur segnando un rallentamento negli ultimi anni: tra il 2008 e il 2013 il fenomeno ha riguardato mediamente 55 ettari al giorno, con una velocità compresa tra i 6 e i 7 metri quadrati di territorio che, nell’ultimo periodo, sono stati irreversibilmente persi ogni secondo.

A livello nazionale si è così passati da 2,7% di suolo consumato degli anni ’50 al 7,0% stimano per il 2014 con un incremento di 4,3 punti percentuali: in termini assoluti, si stima abbia intaccato ormai circa 21.000 chilometri quadrati di territorio. Nel 2013, poi in 15 regioni viene superato il 5% di suolo consumato, con il valore percentuale più elevato in Lombardia e in Veneto (intorno al 10%) e in Campania, Puglia, Emilia Romagna, Lazio e Piemonte dove troviamo valori compresi tra il 7 e il 9%.
A livello locale, invece, per arrivare a noi, la provincia di Lecco con un consumo pari al 10,5% si piazza al 16esimo posto – a pari merito con quella di Bergamo – nella classifica guidata, con cifre esorbitanti, da Monza e Brianza (34,7%), Napoli (29,5%) e Milano (26,4%).

La panoramica dei comuni della provincia di Lecco (Dal Rapporto 2015, su dati del 2013)

Scendendo ulteriormente nel dettaglio, Molteno è il comune lecchese a svettare nell’infelice lista delle municipalità più “edificate” con il 39,6% di superfice utilizzata, seguito poi da Vigano (36,5%) e Dolzago (32,1%). Un podio dunque tutto riservato al casatese-oggionese, dopo si concentrano anche quasi tutti gli altri comuni che superano quota 30% ovvero Barzago, Bulciago e Cassago per poi giungere nel meratese con Lomagna (30,8%) e Merate (30,1%). A primeggiare nel distretto di Lecco è invece Calolziocorte (28,4%) mentre il capoluogo si ferma al 15,8% con una superficie, in termini assoluti, di 715 ettari (dati aggiornati al 2013). Numeri in crescita ma comunque – fortunatamente – lontanissimi da quelli fatti registrare dalle municipalità inserire nella “top 20”nazionale, situate quasi tutte in provincia di Napoli e Caserta ad eccezione di Lissone (sesta a livello nazionale con il 64%), Lallio (Bergamo, con il 59,1%), Fiera di Primerano (Trento, con il 57,9%), Torino (57,6%) e Sesto San Giovanni (Milano,  ventesima con il 56,8%). La medaglia nera assoluta va a Casavatore (Napoli) con l’85,4%. Sul podio poi Arzano (Napoli) con il 78,9% e Melito di Napoli con il 76% di suolo comunale consumato. Da capogiro.

Continua/1
A.M.
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