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Scritto Domenica 06 marzo 2016 alle 08:11

Referendum abrogativo del 17 aprile per dare un ''limite'' alle trivelle in mare. Ecco come, perché e quando votare

Il prossimo 17 aprile i cittadini italiani aventi diritto al voto sono chiamati ad esprimersi sulla proposta di referendum abrogativo di un passaggio della normativa in vigore che consente alle società petrolifere di cercare ed estrarre gas e petrolio entro le 12 miglia marine dalla costa italiana senza alcun limite temporale.
I promotori chiedono di cancellare tale comma. Attualmente le società petrolifere non possono più richiedere per il futuro nuove concessioni per estrarre in mare entro le 12 miglia, ma le ricerche e le attività petrolifere già in corso non hanno termine definito.
Il quesito non riguarda le attività petrolifere sulla terraferma, né quelle in mare che si trovano a una distanza superiore alle 12 miglia dalla costa (22,2 chilometri).


Il testo del quesito è il seguente: «Volete voi che sia abrogato l'art. 6, comma 17, terzo periodo, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, "Norme in materia ambientale", come sostituito dal comma 239 dell'art. 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208 "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di Stabilità 2016)", limitatamente alle seguenti parole: "per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale"?». Tradotto: "Volete che, quando scadranno le concessioni, vengano fermati i giacimenti in attività nelle acque territoriali italiane anche se c'è ancora gas o petrolio?".
Se il referendum approverà l'abrogazione, le concessioni giungeranno alla scadenza prevista.
Affinché l'esito del referendum sia valido, è richiesta la partecipazione al voto della maggioranza degli aventi diritto (quorum). La norma sarà abrogata se il numero dei voti favorevoli avrà superato il numero dei voti contrari.
È stato promosso dai Consigli regionali di Basilicata, Calabria, Campania, Liguria, Marche, Molise, Puglia, Sardegna e Veneto. È la prima volta che viene indetto un referendum abrogativo su richiesta di almeno cinque Consigli regionali (comma 1, art. 75 della Costituzione).

Si voterà in tutta Italia e non solo nelle Regioni che hanno promosso il referendum. Potranno votare anche gli italiani residenti all'estero.


VADEMECUM

QUANDO SI VOTA - Si vota domenica 17 aprile dalle 7 alle 23.

COSA SI VOTA - Si vota per l'abrogazione del comma 17, terzo periodo, dell'articolo 6 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, come sostituito dal comma 239 dell'articolo 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208, limitatamente alle seguenti parole: "per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale". Questa norma permette la ricerca e lo sfruttamento di giacimenti petroliferi o di gas naturale nel territorio nazionale compresi i mari entro le dodici miglia dalla costa. Chi vuole l'abrogazione di questa possibilità deve votare Si.

CHI PUÒ VOTARE - Possono votare tutti i cittadini italiani e che hanno compiuto il 18mo anno di età alla data di domenica 17 aprile 2016. Grazie alle modifiche introdotte con legge 6 maggio 2015, n. 52 alla legge sul voto all'estero (L. 459/2001), per la prima volta anche gli italiani temporaneamente all'estero potranno partecipare al voto per corrispondenza organizzato dagli uffici consolari.

COME SI VOTA - Per votare l'elettore deve esibire la tessera elettorale e un documento di riconoscimento personale (carta d'identità ad esempio, il passaporto ecc.ecc.). Nel caso la tessera elettorale non risulti più utilizzabile per l'esaurimento di tutti gli spazi relativi alla certificazione del voto occorre, prima di presentarsi a votare, richiedere una nuova tessera elettorale.

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