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Scritto Domenica 31 gennaio 2016 alle 17:25

'Italcementi': studi autorevoli escludono i rischi. I Css opportunità di miglioramento

Il progetto di utilizzo dei CSS è perciò un’opportunità di migliorare l’impatto ambientale della cementeria.

Combustibili alternativi, studi autorevoli escludono rischi. Per l’Europa, il cemento è più “verde” con l’utilizzo dei CSS
Una ricerca del Politecnico di Milano afferma che le emissioni con i CSS non variano rispetto ai combustibili tradizionali. Secondo uno studio scientifico coordinato dall’Università degli Studi di Pavia, inoltre, non emergono rischi per la salute. I prodotti che utilizzano i combustibili alternativi, infine, hanno una certificazione ambientale migliore

Calusco d’Adda (BG), 30 gennaio 2016 – L’Europa considera più “verde” il cemento prodotto utilizzando i combustibili alternativi. L’utilizzo dei CSS (Combustibili Solidi Secondari) è infatti giudicato preferibile rispetto ai combustibili tradizionali e questo è tenuto in considerazione anche nella classificazione dei prodotti finali.
I combustibili alternativi consentono quindi al cemento di ottenere un punteggio migliore nella certificazione EPD (Environmental Product Declaration), la dichiarazione degli impatti ambientali associati al ciclo di vita di un prodotto, che sono valutati secondo le linee guida delle norma UNI EN ISO 14040 – Valutazione del Ciclo di Vita. Tale normativa valuta la performance ambientale di un prodotto, di un processo o di un’attività durante tutto il suo ciclo di vita, dall’estrazione delle materie prime, alla produzione, all’utilizzo, fino a quando il prodotto esaurisce la sua funzione. I combustibili alternativi concorrono quindi all’ottenimento di un miglior “indice ambientale” del cemento, in quanto riducono l’utilizzo di combustibili fossili tradizionali non rinnovabili, che devono essere importati da paesi lontani.
L’utilizzo dei CSS è dunque una soluzione promossa dall’Europa. I combustibili alternativi sono infatti utilizzati largamente e da decenni, specialmente nei paesi del Nord, noti per la loro attenzione all’ambiente e alla salute. La richiesta di Italcementi all’esame degli enti preposti è dunque quella di adeguare il tasso di sostituzione e la tipologia dei materiali ai livelli europei.

Nessuna conseguenza sulle emissioni
Una delle ragioni per cui l’utilizzo dei CSS è ormai consuetudine in Europa è che non si verifica alcun cambiamento nelle emissioni, se non un miglioramento per quanto riguarda la CO2. Le alte temperature dei forni da cemento, infatti, garantiscono una combustione assolutamente efficiente e sicura, come certificato anche da una recente ricerca del Politecnico di Milano, che analizzando la bibliografia internazionale integrata con rilievi sul campo rileva come i valori emissivi rilevati con l’utilizzo dei combustibili tradizionali siano sostanzialmente gli stessi di quelli misurati durante l’esercizio con combustibili alternativi.
I limiti alle emissioni per i metalli pesanti e per molti parametri per una cementeria in caso di co-incenerimento sono gli stessi di quelli previsti per gli inceneritori, che sono i più rigorosi previsti dalla normativa ambientale. E i livelli emissivi riscontrati a Calusco utilizzando i migliori metodi di misura sono ampiamente inferiori ai limiti prescritti. In molti casi, sono talmente bassi da essere addirittura non determinabili anche con le strumentazioni più avanzate. Vale la pena di sottolineare anche che nel progetto presentato a Calusco è comunque previsto un protocollo di garanzia per la verifica delle prestazioni ambientali dell’impianto.
È importante sottolineare con chiarezza anche che non si attiva nessuna combustione aggiuntiva: l’utilizzo dei CSS avviene esclusivamente solo in parziale sostituzione dei combustibili fossili non rinnovabili normalmente utilizzati.

Salute: uno studio esclude i rischi
Nell’ambito della richiesta di Italcementi di incremento nell’uso di CSS, è stato anche condotto uno studio scientifico con la supervisione e il coordinamento dell’Università degli Studi di Pavia per valutare l’incidenza delle emissioni della cementeria sui soggetti potenzialmente esposti. Lo studio, condotto secondo rigorosi criteri scientifici, ha analizzato diversi soggetti e diverse vie di propagazione. Dall’analisi è emerso che non ci sono rischi per la salute umana nemmeno in caso di un ipotetico funzionamento continuo dell’impianto alle emissioni massime autorizzate. A maggior ragione, quindi, non ci sono rischi per il normale funzionamento di un impianto, quello di Calusco, che opera ben al di sotto dei limiti massimi di legge.

Raccordo ferroviario, proposta una compensazione ambientale
In merito al raccordo ferroviario ipotizzato nel 2012 per il trasporto di petcoke, rispetto al progetto iniziale sono decisamente mutate le condizioni di riferimento (possibilità di utilizzo della tratta solo nelle ore notturne), riducendo la stima di riduzione del traffico da 8.000 a 3.000 transiti all'anno, su una viabilità locale complessivamente interessata da circa 6 milioni di transiti all'anno. Proprio per questo motivo, è stato detto con trasparenza ai comuni del territorio che l’impegno per la realizzazione dello scalo non è più commisurato ai benefici attesi. Contestualmente, sono state proposte delle soluzioni alternative che potessero dare un beneficio maggiore e interessare tutto il territorio circostante. Le prestazioni ambientali dell’impianto sono già tra le migliori in Europa, ma l’azienda ha dato la sua disponibilità per la realizzazione di interventi tecnici sull’impianto per una ulteriore diminuzione del livello delle emissioni di ossidi di azoto (NOx), per cui a fronte di un limite di legge di 500 mg/Nm3, Italcementi ha avanzato la proposta di abbassare i livelli emissivi fino a 300 mg/Nm3. Così come richiesto dai comuni il risultato è da conseguire entro tre anni. Si tratta di una riduzione di circa il 40%, che potrà essere raggiunta a fronte di un importante impegno tecnico, economico e gestionale da parte della società. A questo impegno si aggiungono la rinuncia ad alcune tipologie di rifiuti, l’adozione di criteri di qualità sui CSS più stringenti e l’effettuazione di maggiori controlli per garantire la bontà del progetto avanzando per fasi, come previsto nello studio di impatto ambientale. Qualora il tasso di utilizzo dei CSS raggiungesse una percentuale di sostituzione sufficiente, è prevista inoltre l’installazione del sistema catalitico per la riduzione degli NOx. Il progetto di utilizzo dei CSS è perciò un’opportunità di migliorare l’impatto ambientale della cementeria.
Ufficio stampa Italcementi
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