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Scritto Mercoledì 07 ottobre 2015 alle 21:17

Merate: un invito all'uso consapevole e vigilato dei ''social'' Cadeddu, capo della Mobile: ''Prevenire è l'unica arma vincente''

Nonostante l'intenzione di dialogare con il pubblico tramite i "cinguettii" sia naufragata poiché i followers non raggiungevano le dita di mezza mano, la serata organizzata dall'istituto comprensivo di Merate è stata dal punto di vista dei contenuti, interessante e ha catturato l'attenzione dei presenti.

Merito soprattutto di alcuni interventi mirati da parte dei relatori, primo fra tutti quello del capo della Squadra Mobile dottor Marco Cadeddu che, forte della sua esperienza diretta sul campo in provincia di Lecco, ha messo in "guardia" sui rischi, latenti e non, in cui il minore incappa quando ha campo libero e accesso senza regole a internet e a tutto ciò che vi ruota attorno.

Il dr. Marco Cadeddu


Dopo l'introduzione del dirigente scolastico Alberto Ardizzone la parola è passata prima ad Anna Maria Vicini (Digital Champion di Merate), poi al prof. Pierantonio Merlini che ha illustrato i progetti in atto nella scuola e i risultati del sondaggio (si veda articolo già pubblicato) e poi al comandante della Squadra Mobile. "La prevenzione è l'unico strumento vincente" ha esordito il poliziotto portando dei casi incrociati nel suo cammino di investigatore così come i drammi famigliari e personali che ne sono seguiti "Più del 50% dei ragazzi delle scuole superiori, la cui totalità ha un telefono con un abbonamento a trasmissione dati, manda in rete immagini autoscattate e il 50% di queste immagini sono a carattere intimo. Il problema è il tam-tam che si genera nella catena di persone che hanno accesso ai profili e a queste foto e la vittima resta al centro e tale vi rimane anche dopo molto, molto tempo senza possibilità di tornare indietro. Spesso gli stessi genitori sottovalutano il problema e a volte non lo ritengono nemmeno tale".

La parola è poi passata a Gianluigi Bonanomi e a Danilo Pizza di classeweb, piattaforma digitale che si rivolge ai genitori in un'ottica di formazione e conoscenza.

Danilo Piazza, Gianluigi Bonanomi, Pierantonio Merlini

Come ben spiegato da Danilo Piazza, preside in una scuola del monzese, la complessità del digitale ha trasformato quelli che erano gli standard delle generazioni precedenti. Il tempo si è fatto frenetico e senza attese (ora serve solo un click per comunicare), le relazioni sono senza corpo, virtuali e mediate dallo strumento tecnologico, lo spazio è senza confini ed è accessibile ovunque, i contenuti sono a portata di mano, senza necessità di approfondimento e ricerca.


Tutto questo ha portato ad annullare le relazioni "face to face" e, specialmente per giovanissimi, a non sperimentare la bellezza del dialogo, del confronto, del desiderio di qualcosa che per essere posseduto va cercato e conquistato.

Gianluigi Bonanomi, giornalista ed esperto informatico, ha spiegato i rischi connessi all'utilizzo superficiale dei social network che immagazzinano dati e diventano un bacheca dove, una volta postata una foto, questa viaggia e non la si può più fermare. "Mai metterei la foto di mia figlia su un social network, nemmeno per un istante. Perchè una volta lì non è più controllabile e soprattutto, anche se è magari ripresa in una posa simpatica, non è giusto che quando diventerà grande e vorrà far sparire quell'immagine perchè la considera ridicola per se stessa, non potrà più".

Il preside Alberto Ardizzone

Sulla prevenzione infine ha puntato Rocco Briganti, direttore di "Specchio magico" tra i coordinatori del progetto per le scuole "PorcoSpini", che ha sottolineato la necessità di "attrezzare" già i bambini all'utilizzo della rete.

Il dr. Marco Cadeddu, Rocco Briganti e Annamaria Vicini


A conclusione della serata Briganti ha proiettato alcuni video spot che "mettono in guardia" e invitano a "postare con la testa" messaggi, immagini, informazioni che poi diventano patrimonio...mondiale.

VIDEO


S.V.
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