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Scritto Domenica 08 febbraio 2015 alle 17:45

30 anni fa/4, 5 febbraio: Merate inizia la campagna elettorale. Assaltati 4 negozi di casalinghi, 1000 in piazza contro l’aborto

L’ultima settimana di gennaio del 1985 segna l’inizio della lunga campagna elettorale a Merate che si concluderà con le elezioni di maggio. Il Consiglio comunale, allora era composto da 30 membri in rappresentanza di Democrazia cristiana, partito Socialista, partito Comunista, partito Socialdemocratico, partito Liberale, partito Repubblicano, Democrazia proletaria e Movimento sociale italiano. Altri tempi, altri personaggi, tutt’altro clima in aula. Prendere parte a una seduta era un appuntamento da non perdere. Oggi si rischia la letargia per l’appiattimento dei protagonisti e la pochezza dei contenuti. La Dc governa incontrastata dal dopoguerra. Sindaco è l’indimenticato Giuseppe Ghezzi, ex impiegato Falck, eletto dai suoi (allora non c’era l’elezione “diretta” del sindaco) nel 1975 e rieletto nel 1980 con un numero eccezionale di preferenze dopo aver patito per tre anni l’accusa di aver favorito un’impresa privata trasformando l’ortaglia del Valenzasca in una zona ad alta intensità abitativa. Accusa rivelatasi del tutto infondata.

Il Cavalier Giuseppe Ghezzi
 
 Nei giorni della merla scompare suor Carmela che per trent’anni ha diretto l’istituto Mary ward, più noto come Dame Inglesi. Grande cordoglio in città. Il 30 gennaio cade l’anniversario della morte della fondatrice dell’istituto, Mary Ward appunto, e quell’anno il lutto è ancora più profondo.
 

L'istituto delle Dame Inglesi
 
Intanto si tirano le somme della grande nevicata, altro che il big snow di questi giorni. Il Comune ha investito per fronteggiare l’emergenza oltre 200 milioni di lire. Giuseppe Ghezzi difende l’operato dei suoi uomini dagli attacchi politici, mentre l’ingegner Artuto Comotti, comandante del distaccamento dei vigili del fuoco racconta come con 12 volontari sia stato possibile effettuare in pochi giorni più di  150 interventi.
 

L'ing. Arturo Comotti
 
Febbraio si apre con un violento assalto al negozio di elettrodomestici di viale Lombardia. Per appropriarsi di un paio di televisori e qualche piccolo elettrodomestico due rapinatori picchiano a sangue Antonio Galbusera, titolare del grande negozio di articoli per la casa, uno dei primi aperti in città. Il poveretto finirà in ospedale per qualche giorno. Antonio Galbusera è scomparso nel 2013 ma resta una figura indimenticata nel commercio cittadino. La paura per queste aggressioni sanguinose si diffonde nel territorio. I due rapinatori assaltano altri tre negozi, a Osnago, Robbiate e Barzanò.

Antonio Galbusera (secondo da destra)

L’attenzione dei meratesi è rivolta però anche al grande tema dell’aborto, allora sotto i riflettori all’indomani della vittoria referendaria. Il numero delle interruzioni volontarie delle gravidanze è in calo ogni anno come segnala l’Ussl ma più di mille  persone, in due cortei diversi partiti da Robbiate e Cernusco si ritrovano sul piazzale della chiesa di Merate, sotto le insegne del “Movimento per la vita”. Ad attenderli il parroco don Felice Viasco che celebra la santa messa per la “settima giornata della vita”. I dati in effetti sono impressionanti: nel solo ospedale cittadino, dicono le statistiche fornite dall’Ussl, sono stati effettuati nel 1984 ben 481 aborti, contro i 548 del 1983 e i 600 del 1982.

Don Felice Viasco
Dal casatese, intanto, sotto la spinta del “tornado” Maldini, parte la campagna per dotare il territorio di un distaccamento dei pompieri. Il sindaco di Casatenovo, con i colleghi Castagna di Missaglia, Aldeghi di Barzanò e Cazzaniga di Monticello reclama il presidio ma la sua resterà una richiesta inevasa. Come la felice intuizione della “Città Brianza”, una sola grande entità amministrativa punteggiata dai municipi sparsi sul territorio.
 
4/continua 
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