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Scritto Sabato 05 aprile 2014 alle 15:55

Lecco: Lega scatenata, Brivio sapeva da 2 anni di Palermo. Si dimetta. Il prossimo Consiglio sarà l’ultimo di questa Giunta

"Non perdonerò mai al sindaco di aver fatto rimanere in consiglio comunale uno che sapeva essere colluso con la mafia". Giulio De Capitani  non usa giri di parole per aprire la conferenza stampa indetta dalla Lega Nord dopo le drammatiche vicende politico-giudiziarie culminate con l'arresto del sindaco di Valmadrera Marco Rusconi e il coinvolgimento, sia pure penalmente non rilevante, del collega di Lecco Virginio Brivio.
Un lungo incontro con i giornalisti nella sede di corso Martiri al quale hanno partecipato tutti i colonnelli del partito, di oggi e di un tempo: il senatore Paolo Arrigoni, i consiglieri Colombo e Bettega, il sindaco Robbiani, il segretario cittadino Mauri. Ma anche l'ex ministro Roberto Castelli, lo sconfitto nella gara per la poltrona di Palazzo Bovara proprio da Brivio per una manciata di voti.

Paolo Arrigoni, Giulio De Capitani, Roberto Castelli, Cinzia Bettega e (dietro) Andrea  Robbiani e Ennio Fumagalli

Una Lega sicura di sé e con le idee chiare, con il morale alto e la voglia di prendersi la rivincita dopo la caduta anticipata di Antonella Faggi e la successiva sconfitta elettorale. Episodi che ancora scottano e sui quali, secondo il carroccio, a distanza di 4 anni le vicende dell'operazione "Metastasi" hanno fornito nuovi elementi.
Va subito all'attacco De Capitani, a tutti i livelli amministrativi. Contro il vice sindaco Campione, definito il responsabile della candidatura di Ernesto Palermo, il consigliere comunale di Lecco, passato dall'Udeur al gruppo misto ma schierato con l'alleanza per Brivio sindaco, contro il sindaco stesso ("era a conoscenza delle relazioni di Palermo") contro l'attuale segretario democratico Fausto Crimella, vero regista  di quello che è stato soprannominato il "sistema Valmadrera".
La conferenza della Lega arriva il giorno dopo del tesissimo incontro di ieri pomeriggio nel quale il primo cittadino di lecco Brivio, tra i leader del Partito Democratico provinciale e esponente di punta del cosiddetto "gruppo di Valmadrera", di cui facevano parte oltre a Marco anche il più noto Antonio Rusconi, ex senatore, ha provato a fare chiarezza sulla sua posizione. "Quella di ieri è stata una conferenza quantomeno paradossale: non la giustificazione di quanto accaduto, ma la celebrazione dei presunti meriti del sindaco" ha commentato il segretario del Carroccio che proprio al sindaco di Lecco ha gli attacchi più duri.
"Lo stesso Brivio ieri  ha affermato di essere venuto a conoscenza delle frequentazioni di quel signore (il consigliere Palermo di cui De Capitani ndr) solo dopo l'incontro con il sindaco di Valmadrera". Incontro avvenuto in seguito all'informativa atipica della prefettura riguardo alla Lido di Parè Srl e al successivo ricorso al tar della stessa.
"Il sindaco di Lecco, invece, sapeva da parecchio tempo, almeno un paio d'anni, che questa persona era stata avvicinata da ambienti malavitosi. Ma nel momento in cui ne è venuto a conoscenza ha comunque tenuto nei banchi di palazzo Bovara un soggetto dietro il quale sapeva esserci  la mafia. È una cosa inaccettabile" ha tuonato De Capitani.


Riassumendo, l'accusa rivolta dal Carroccio è che se Brivio non poteva essere a conoscenza delle relazioni malavitose di Palermo al momento della suo candidatura, non era però più cosi dopo gli incontri avuti dal Sindaco con la prefettura, con Marco Rusconi e anche con uno dei soci della società che voleva gestire il Lido di Parè.
Ma l'attacco più forte a Brivio è arrivato dall'ex ministro della giustizia Castelli che ha ipotizzato, oltre che una responsabilità politica del Sindaco, anche una responsabilità penale: "Nel caso in cui le indiscrezioni che stanno emergendo in questi giorni venissero davvero confermate dalla magistratura, si potrebbe intravedere a suo carico il reato di concorso esterno in associazione mafiosa".
"Non si tratta come ha detto il sindaco di ingenuità, ma di omessa comunicazione - ha concluso De Capitani - dovrebbe dimettersi prima ancora che qualcuno glielo chieda"
Per la Lega Nord ancora troppe sono le risposte non date dal sindaco. Non sono stati convinti i politici del carroccio dalla difesa del sindaco secondo cui i suoi interessamenti alla vicenda di Parè sarebbero dovuti ad un'"ingenua buona fede".
E anche nella scelta di candidare Ernesto Palermo le colpe del partito democratico, secondo il carroccio, sarebbero pesantissime. E in particolare ricadrebbero sull'allora segretario cittadino Vittorio Campione, ritenuto personalmente responsabile della stesura della liste.
"Chi l'ha messo ha messo Palermo in consiglio comunale"? è andato all'attacco De Capitani. "I responsabili sono due: il segretario cittadino di allora Vittorio Campione e un importante politico di cui non farò il nome, che da poco ora è tornato a fare l'insegnante...". Il riferimento  (confermato poi a denti stretti alla nostra domanda) sembrerebbe essere all'ex senatore Antonio Rusconi, anche lui di Valmadrera, che da settembre è tornato alla sua professione di professore nelle aule dell'istituto Parini.
"Giovedi ho presentato un'interrogazione in cui chiedo al ministro degli interni Alfano di fare con urgenza tutte le verifiche del caso. Si sta parlando di associazione per delinquere di stampo mafioso e di corruzione: non possiamo assolutamente tentennare" ha spiegato il senatore Paolo Arrigoni. "Se Brivio è 'pulito'come dice, perché ha timore che vengano effettuate tutte le verifiche necessarie?"
Prima di chiedere ufficialmente le dimissioni del sindaco Brivio la Lega aspetterà il prossimo consiglio comunale, nel quale presenterà tutte le sue perplessità direttamente al primo cittadino. "Sono convinto che il prossimo consiglio comunale sarà l'ultimo per questa giunta" ha detto con una punta di ironia il consigliere Colombo.
Un commento che la dice lunga su come il terremoto Metastasi non è ancora passato.

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P.V.
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