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Scritto Venerdì 22 novembre 2013 alle 15:25

Marco Benedetti: con la fusione si perde la storia del paese, senza risparmi acclarati

Marco Benedetti
"Questa storia della fusione parte malata dall'inizio"
è stato il commento del consigliere comunale di minoranza di Verderio Inferiore e assessore provinciale Marco Benedetti, in quota Lega Nord "non c'è stato alcun coinvolgimento né dei gruppi di opposizione né della popolazione. Ora si convoca il comitato, si fanno gli appelli per il voto ma a cose già decise".
Dopo la conferenza stampa del comitato a favore della fusione di Verderio Inferiore e Superiore, con le dichiarazioni degli esponenti politici di maggioranza dei due comuni e di Ferdinando Bosisio in qualità di presidente del comitato per il SI', a prendere ora la parola è Benedetti.
"Le discussioni su questa che nella sostanza rappresenta la cancellazione di un comune, andavano fatte molto prima. Come capogruppo mi sono ritrovato l'indizione dell'assise, quattro giorni prima, dove si parlava di una proposta di fusione. Dato l'argomento importante, se ne sarebbe dovuto parlare almeno nelle consulte. E invece nulla. La popolazione andava coinvolta prima e non a 15 giorni dalla data del referendum". Il prossimo 1 dicembre, infatti, gli elettori (18 anni compiuti) potranno recarsi alle urne per esprimere la loro posizione sulla volontà di unire i due Verderio, in una municipalità unica. Dopo gli insuccessi del 1993 e del 2003 questa rappresenta l'ultima occasione che, secondo il comitato per il SI', è anche l'unico modo per avere dei finanziamenti e per aggirare i vincoli del patto di stabilità. "Qui si parla di fondi statali e regionali...ma quali? Non ci sono più soldi. Sì, con la fusione il patto di stabilità non viene applicato ma non è che vengano erogati dei soldi, si concede una possibilità di spesa".
Oltre al mancato coinvolgimento delle minoranze e della popolazione, in tempi anteriori rispetto a quelli attuali, Benedetti contesta anche l'aver tralasciato il tema "fusione" nei programmi elettorali del 2009.  "Nei programmi non si faceva menzione alla fusione. Se magari avessero dichiarato la loro intenzione, il risultato elettorale avrebbe potuto essere diverso. Sostenendo la fusione stanno dunque tradendo il mandato elettorale conferito loro dai cittadini. Ora siamo a 5 mesi dal rinnovo delle municipalità...bene ognuno si presenti con la sua idea, anche di fusione, ma lasci che siano i cittadini a scegliere e dunque ad eleggere i loro rappresentanti".
A 24 ore dal volantinaggio che il comitato per il "No" ha programmato a Verderio Inferiore e Superiore, solo il primo comune ha fatto pervenire i permessi. Verderio superiore, a distanza di 10 giorni dalla richiesta, non ha ancora dato risposta. "Ma che modi di comportarsi sono questi? Ci hanno escluso dai manifesti elettorali sui tabelloni e abbiamo dovuto imporci e far valere i nostri diritti. Ora abbiamo chiesto il permesso per un gazebo e non ci hanno detto nulla. Dicono che hanno contattato il comitato per il NO ma nessuno di noi ha ricevuto un invito a un confronto. Dicono che nel comitato per il NO ci siano solo non residenti, ma se non sanno neanche chi siamo visto che non ci hanno contattato?". Sui risparmi, infine, Benedetti è chiaro: in queste condizioni non ce ne saranno. "C'è un trasloco da affrontare, dei sistemi informatici da sincronizzare, delle funzioni apicali costose da mantenere...a fronte di servizi che si andranno a perdere, come l'ufficio postale, che invece resistono nelle piccole comunità. Si pensi a Imbersago: è un paese di poco più di 2mila abitanti e ha tutto, senza necessità di fondersi. Ha unito dei servizi, ha fatto un pgt a impatto zero, è vicino alle esigenze sociali della gente, ha eventi culturali che sono di eccellenza. Eppure non ha mai parlato di fusione. Come del resto gli altri 88 comuni della provincia di Lecco". Non manca infine nelle parole di Benedetti, l'attaccamento alle tradizioni da conservare. "Qui abbiamo una storia alle spalle, sia Superiore che Inferiore hanno una loro identità, che secondo il comitato per il SI' andrebbe fusa in nome di un acclarato, ma non accertato risparmio. Ma chi l'ha detto? C'è la gestione associata delle funzioni, il referendum è inutile ed è stato voluto solo da chi si ritiene, a torto, il padre-padrone della nostra comunità. Domenica 1 dicembre i cittadini facciano un atto di civica protesta e stiano a casa".
S.V.
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