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Scritto Mercoledì 27 febbraio 2013 alle 18:46

Merate: tante rose bianche per l’ultimo saluto a ''Ste'' morto a 19 anni in un incidente. La fidanzata: ''Cammino insieme a te''

Una bella immagine di Stefano

Un ragazzo che nella sua breve vita ha moltiplicato a dismisura i talenti donatogli dal Signore. Un campione che sul campo da calcio era in grado di "scartare, dribblare, e ancora, scartare, dribblare e andare dritto a rete" con grande classe e determinazione. Un piccolo uomo con la voglia di "sperimentare le cose bella della gioventù".  L'amico che "non ci faceva dormire la notte prima di partire e quello che ci faceva cantare a squarcia gola sul pullman".

Un alunno modello, un fidanzato sincero, un figlio e un fratello sempre pronto a dare il massimo pur di non deludere i propri cari. Manciate d'amore nelle parole dei suoi amici, dei compagni di sport e dei banchi di scuola, della sua Allegra, del rettore dell'Istituto Mary Ward Don Romano Crippa dove Stefano ha intrapreso il suo percorso scolastico dalle scuole elementari sino alle medie. Se lo ricordano così le persone che l'hanno amato e a cui è stato strappato repentinamente nella notte di sabato, quando l'automobile su cui viaggiava insieme agli amici Norman, Giacomo e Stefano, presente quest'ultimo alla cerimonia funebre, si è ribaltata schiacciando il corpo del giovane meratese.

Stefano Virgili, lo Ste di mamma Cristina e papà Piero, il Virgi per gli amici, quel ragazzo modello a cui centinaia di persone sono venute e dare l'ultimo saluto nel pomeriggio di mercoledì 27 febbraio alla chiesa di S.Ambrogio a Merate, dove Don Romano per primo ha cercato di dare un senso a ciò che la ragione e le parole non possono saturare, l'insostenibile peso di una morte immotivata che solo la fede, forse, può spiegare.


"Tanti tumultuosi interrogativi hanno invaso il mio animo da domenica mattina, quanto mi è arrivata la notizia della sua morte. Sono le domande che tutti voi vi starete ponendo. Io ho capito questo Stefano: che tu sei stato trasferito in un'altra stanza oltre il perimetro dello spazio, nell'universo infinito di Dio. Lui ti ha spostato lì perché il tuo animo buono non fosse mai intaccato dalla malizia e dalla cattiveria".

"Forse il Signore, Stefano, vuole dirci che non sei nostro, non sei dei tuoi amici, non sei dei tuoi compagni, dei tuoi genitori e nemmeno della tua Allegra. Tu sei Suo. Tu e la meraviglia della tua anima".
Parole e pensieri hanno come abbracciato stretto i parenti a proteggerli da ogni sferzata di dolore che ancora brucia e che forse non potrà mai fare a meno di bruciare: "grazie, grazie di averci dato Stefano, anche se per un periodo breve. Per noi è stato un immenso regalo", "Stefano, la morte non è un salto nel buio per chi crede, ma è il luogo dove si svolge l'abbraccio profondo col Creatore e quest'ultimo è stato senz'altro il tuo caso" e ancora, la sua Allegra stringendo forte al petto l'orsetto di peluches, lo stesso che ha fatto capolino anche sulla bara assieme alle corone di fiori, "vorrei volare insieme a te, e forse un giorno lo faremo. Ora non volo, ma cammino insieme a te, io sono il tuo angelo", "vedi Ste, la vita ha cambiato le carte in tavola da un momento all'altro; dicono che Dio scelga i suoi angeli tra le persone più perfette. E' vero. Eri grande davvero, forse troppo per stare qui. Ti vogliamo bene", "non possiamo dimenticare quello che abbiamo fatto insieme", "grazie per tutto, per le cene in refettorio, per la tua precisione nei calcoli che un giorno ci portò a dire, ragazzi ci conosciamo da 14 anni...ed invece ne avevamo, allora, soltanto dieci".

 


La purezza delle rose bianche strette dai suoi amici e dai suoi cari ha tinto il corteo funebre che l'ha accompagnato al camposanto del paese per l'ultimo saluto terreno; "non farci mai perdere le tue coordinate nello spazio, indicaci la rotta per l'eternità come un faro che indica la via per i cieli".
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S.T.
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