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Scritto Mercoledì 17 ottobre 2012 alle 18:22

A proposito di ciarlatani e di dislessia

Nel 1920 un certo dr. William Horatio Bates pubblicò a New York un libro rivoluzionario (Cure of Imperfect Eyesight by Treatment Without Glasses) nel quale negava, rivelando un'ignoranza anatomica stupefacente in un medico, la funzione del muscolo ciliare nell'aggiustare la focale del cristallino per la messa a fuoco delle immagini sulla retina, e invitava la gente a buttar via gli occhiali, da lui definiti "stampelle per gli occhi": pretendeva che tutti i difetti visivi (inclusi il glaucoma e la cataratta) fossero curabili con gli esercizi di ginnastica oculare da lui messi a punto (si trattava per lo più di "tecniche di rilassamento" come quella di far dondolare a occhi chiusi un'immagine mentale). Gli Stati Uniti di allora erano un brodo di coltura ideale per quelli che potremmo definire "culti pseudoscientifici": non per caso i decenni successivi videro un mediocre scrittore di fantascienza come Lafayette Ronald Hubbard tramutarsi prima nel guru di una pretesa scienza definitiva della mente umana e poi nel profeta pseudoreligioso di Scientology. Anche Bates ottenne un notevole successo e fece scuola, tanto che dopo la sua morte (avvenuta nel 1931) la sua teoria conquistò una vasta popolarità tanto nel suo paese quanto nella Germania nazista. Quanto a Hubbard, sviluppò le sue idee troppo tardi per sapere come le avrebbero accolte i Tedeschi degli anni '30, ma non è difficile immaginare che avrebbero esaminato con un certo interesse parole come queste (tratte da un articolo da lui pubblicato nel 1950): "Non senza rammarico prevediamo che i tre quarti della popolazione mondiale saranno subordinati al restante quarto, ma si tratta di uno sviluppo naturale contro il quale nulla è possibile" Del resto, prosegue l'autore, "non c'è nulla di cui preoccuparsi, perchè i puri (clears) sono esenti da cattive intenzioni, e ciò impedirà loro di sfruttare i meno fortunati".
Oggi per fortuna nessuno invita più gli ipermetropi come me a gettar via gli occhiali, o chi sta sviluppando un glaucoma a "curarsi" con la ginnastica oculare. ma in compenso persone come Margherita Pellegrino (www.merateonline.it/articolo.php?idd=27504) portano avanti da anni una vera e propria crociata per indurre i genitori dei bambini dislessici a rifiutare analoghi strumenti compensativi che aiuterebbero i loro figli a condurre una vita normale (e che non per caso la professoressa Pellegrino, come il dr. Bates, paragona alle stampelle). Naturalmente lo fanno nell'interesse degli scolari, perchè è chiaro che un bambino che venga apertamente presentato come astigmatico di fronte ai compagni risulta molto più traumatizzato dei suoi piccoli amici ai quali è stato giustamente inibitol'uso delle correzioni ottiche, e ai quali quindi, nella inevitabile percezione di compagni e insegnanti, "non gliene importa [io avrei detto "non importa loro"] niente di scrivere, alla prima difficoltà si fermano e si mettono a fare disegnini": poche storie, non hanno difetti visivi, ma sono degli stupidi o dei lazzaroni. Posso ben dirlo io stesso, che da giovane ero stato "schedato" con l'obbligo di lenti per la guida e che ora sono costretto a ostentare i miei occhiali quando leggo: quanto avrei preferito aver fama in passato di essere un pericolo pubblico al volante, e ora un semianalfabeta! Non contesto le obiezioni "scientifiche" che corredano l'intervento di Margherita Pellegrino perchè, a differenza di lei (devo supporre), non sono un neuropsichiatra. Non confondo però gli screening precoci con le diagnosi, e so bene che queste ultime non si basano certo sui semplici discostamenti dalla media in banali test di lettura. Quanto alla ipotizzata origine genetica della predisposizione alla dislessia, nella mia ignoranza sono in grado di informarla che sembra recentemente confermata da uno studio presentato alle XV Giornate Medico-Legali Romane ed Europee (Roma, 19-21 Giugno 2012), da cui è risultato un tasso di concordanza del 65% tra i gemelli omozigoti e del 35% nel caso degli eterozigoti (analogo, in accordo con quanto già si sapeva, a quello riscontrato tra fratelli non gemelli).
La professoressa apre il suo intervento mettendo in dubbio il disinteresse delle associazioni che si stanno occupando del problema sul nostro territorio: non rispondo qui certo a nome dell'AID, che non conosco a sufficienza e che comunque ritengo in grado, se lo riterrà opportuno, di ribattere direttamente, ma devo dire, come membro del direttivo di Dietrolalavagna, che siamo ben lungi dal meritare certe insinuazioni. Se mi leggesse (ma ne dubito, dal momento che una rapida ricerca in rete mostra che il messaggio pubblicato da Merateonline fa parte di una raffica indirizzata un po' a tutti i mezzi di informazione lombardi), mi permetterei di suggerirle piuttosto di verificare meglio la natura di Narcocon, con cui in una precedente raffica di messaggi (si veda per esempio www.romasette.it/modules/mastop_publish/?tac=Droga) mostra di avere dei contatti. Si tratta infatti di una costola della già citata setta di Scientology che non fa mistero di basarsi, nei suoi centri di recupero, sulle tecniche ideate da Ronald Hubbard.
Michele Bossi
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