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Scritto Giovedì 23 agosto 2012 alle 08:16

Novate: lavori di livellamento nell’ex laghetto. La storia della Valletta nella cronaca del 1981 con il blitz notturno di 2 ruspe

L'area di cantiere, cinturata dalla rete arancione

La domanda al protocollo è del 9 agosto 2011 e l'autorizzazione paesistica è del 18 gennaio di quest'anno. Richiedente la signora Lucia Cagnacci attuale proprietaria di un vasto appezzamento di terreno sito in Strada per Barbiano corrispondente a quello che un tempo era il laghetto di Novate. "Modifica del profilo altimetrico del terreno agricolo" recita la concessione. Nessuna costruzione dunque o intervento ad alterazione dell'attuale assetto verde. In molti però si sono chiesti in queste settimane il perché del livellamento con ingresso di camion e ruspe nella conca che si trova a ridosso della strada che dalla cappelletta porta fino alla sommità della collina, con sbocco su Via Barbiano.

Proprio perché in quell'area si trovava il laghetto, scomparso a seguito di un blitz notturno del 1981, la zona a nord a ridosso di alcune abitazioni nei periodi piovosi riceve l'acqua dalla collina e va a ristagnare formando pozze di acqua paludosa, ricettacolo di zanzare e moschini particolarmente fastidiosi. L'intervento che la proprietà è stata autorizzata a fare e che riguarda solo il terreno nella parte a nord, rispetto alla cappelletta votiva, è di riempimento con materiale da riporto.

Una foto "estiva" dell'area

Nei prossimi giorni le ruspe procederanno a distribuire la terra nella parte che è risultata particolarmente paludosa, andando a aumentare il livello del terreno per un massimo di un metro, un metro e mezzo. Poi sarà smantellata la rete di cantiere arancione che ora delimita l'appezzamento e il tempo farà il resto riportando a verde il tracciato ora segnato dal passaggio dei mezzi pesanti.

Le pozze, visibili anche fino a qualche tempo fa, che si vengono a formare durante le piogge abbondanti

Il 28 febbraio del 1981, mentre la città dormiva, nei boschi di Novate entrarono in azione due ruspe che, abusivamente, chiusero il sistema di canali che approvvigionavano lo specchio d'acqua, con materiali di riporto e con i tronchi dei pioppi abbattuti.


Da quel momento il destino dello specchio d'acqua, che i giovani di allora e adulti oggi ricordano come piscina naturale dove fare il bagno, ricca di pesci e con acqua limpida e corrente, fu segnato.

Lo scempio

Nonostante l'intervento delle autorità con l'allora sindaco Giuseppe Ghezzi che inviò una segnalazione all'allora Pretura, i sopralluoghi dell'ufficio tecnico, del vicesindaco Mario Gallina e dell'assessore Roberto Milani, le ordinanze di sospensione lavori e ripristino, il danno irreparabile era ormai fatto. E da quel momento nulla fu più come prima, se non nella mente di coloro che di quel laghetto ne hanno potuto godere la bellezza, la frescura e anche la straordinarietà.

La storia del lago di Novate risale al 1700 circa. Era stato scavato per controllare e regolare l'afflusso dell'acqua che doveva irrigare i terreni dei Falcò di Imbersago e dei Gnecchi Rusconi di Verderio. L'acqua di Sartirana veniva convogliata nel laghetto di San Rocco e da lì attraversava le grandi proprietà terriere tramite un rudimentale sistema di chiuse. Per regolare meglio il flusso dei canali venne costruito anche lo stagno di Novate che fungeva da serbatoio nei momenti di piena della roggia Annoni.

Era costituito da canali paralleli comunicanti tra loro che garantivano acqua in abbondanza per tutti. Ben presto venne popolato da numerose specie ittiche e divenne una ricca riserva di caccia. Nella metà degli anni '60 il primo colpo al laghetto venne dato dal dirottamento del torrente che lo alimentava. Il mancato flusso d'acqua e il proliferare di canne contribuirono al progressivo impaludamento. Al resto ci pensarono incauti cittadini che lo utilizzavano come discarica per detersivi e sostanze inquinanti, fino al 10 febbraio 1981, quando le ruspe lo uccisero definitivamente.

Saba Viscardi
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