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Scritto Giovedì 26 aprile 2012 alle 16:42

Merate: in visita al Museo della Resistenza alla scoperta del Colonnello Giacinto Lazzarini


Subito dopo la presentazione del racconto di Mattia Conti 'Pelle di legno' la giornata del 25 aprile dedicata alla riscoperta della Resistenza è proseguita in compagnia del prof. Alberto Magni, che ha guidato i presenti lungo le scale fino al secondo piano della Biblioteca Civica di Merate, dove ha sede il Museo della Resistenza. Ricchissima di reperti storici la sala dedicata al Colonnello Lazzarini, i cui parenti hanno voluto donare al comune di Merate l'interezza dei sui effetti. "Si deve a lui se i bombardamenti alleati hanno fatto via via meno stragi. - ha spiegato il prof. Alberto Magni - E' stato Lazzarini a parlare con il comando americano evidenziando l'inopportunità di bombardare centri abitati in certe ore del giorno."

A destra il prof. Alberto Magni con l'assessore Giuseppina Spezzaferri

Italo-canadese, agente dei servizi segreti americani, profondo conoscitore del territorio brianzolo, fondamentale nel raccordo tra forze partigiane e soldati alleati, segreto responsabile della salvezza di migliaia di vite in tanti paesi del lecchese e finanche nella stessa Merate: questo dunque è stato il Colonnello Giacinto Lazzarini. Classe 1912, milanese, biopatologo, pilota della Royal Canadian Air Force, ufficiale paracadutista, ufficiale di collegamento, fondatore nel 1942 dei primi reparti di 'maquis' del dipartimento del VAR in Francia per l'Organisation de la résistance de l'Armée, partigiano in Haute Savoie e dal 1943 operativo in Italia.


Lazzarini guiderà dall'11 settembre 1943 al 7 ottobre 1944 l'omonima formazione militare partigiana. Il 7 ottobre 1944 durante il combattimento di Valdomino la sua formazione viene distrutta a causa dell'opera di un infiltrato. La moglie di Lazzarini viene catturata e condannata a morte, ma presto liberata grazie all'intervento del card. Schuster.


Dopo essere tornato a combattere in Francia Lazzarini rientra in Italia, e precisamente nel lecchese, dove la sua azione si rivelerà di primaria importanza: il 9 aprile 1945 salva Merate facendo sospendere un pesante bombardamento alleato richiesto da personale italiano della missione inglese di Special Force di stanza a Olginate. Opererà in prima persona per la Liberazione a Lecco fino al 25 aprile 1945. Morirà anziano e pluridecorato il 13 aprile 1990.
M.C.
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