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Scritto Domenica 15 aprile 2012 alle 15:59

Olgiate:nelle parole e nei sogni di Giovanni Zardoni, la storia emblematica di Consonno


Consonno, un "grande pasticciaccio". Consonno "non luogo", ma prima ancora Consonno "borgo antico" e "paese dei balocchi". In questo modo è stato "apostrofato" quello che per certi versi è uno dei maggiori "ecomostri" lecchesi durante l'ultima serata del ciclo di incontri "Primavera nel parco" promosso dal Comitato Monte di Brianza, intitolato appunto "Consonno, una storia emblematica".

Il relatore Giovanni Zardoni e Barbara Fumagalli presidente dell’associazione Amici di Consonno
Sotto due ragazzi della cooperativa Liberi sogni


"Non è uno sbaglio aver inserito questo appuntamento in questa iniziativa" ha precisato fin da subito Franco Orsenigo spiegando così come, dopo uccelli, pipistrelli, farfalle e funghi il gruppo abbia deciso di dedicare un approfondimento anche alla piccola frazione di Olginate. "La storia di Consonno è molto attinente al tema della conservazione degli habitat" ha spiegato prima di cedere la parola a Giovanni Zardoni, appassionato di storia locale e grande conoscitore del nostro territorio che ha redatto un sito internet interamente dedicato al borgo. Con passione Zardoni ha quindi ripercorso tutte le tappe della storia di Consonno presentando anche materiale inedito o comunque capace di catapultare direttamente i tanti spettatori presenti all'interno delle diverse "vite" o "non vite" di quel paese e, soprattutto, della sua gente, concludendo con l'illustrazione degli scenari futuri affidata al presidente della locale associazione di "Amici" e ai ragazzi della cooperativa "Liberi sogni", attuali anime di quegli spazi.

 Il “disco volante”


"Consonno fino al 1928 era un comune autonomo, unito a Olginate solo da una mulattiera" ha spiegato Zardoni, citando i 300 abitanti che risiedevano in quella manciata di case che costituivano il borgo antico, tutte di proprietà dell'Immobiliare Consonno Brianza in mano alle famiglie Anghileri e Verga. Di quel mondo sono sopravvissuti solo la chiesetta con la relativa canonica e il cimitero. Nessuna abitazione è invece stata risparmiata dalla "cura" imposta dal conte Mario Bagno, entrato in possesso di tutta l'area nel 1962, ritirando le quote dell'Immobiliare per 22 milioni e mezzo di vecchie lire.

Consonno borgo antico

La gente del borgo

"Era un personaggio eccentrico, avanti con il pensiero. Già nel 1962 voleva costruire una specie di Gardaland, giusto per citare un parco divertimenti a noi noto". E Consonno, secondo la visione del conte, aveva tutte le carte in regola per essere trasformato appunto in un paese dei balocchi. "Era vicino a Milano, isolato però da altri centri abitati. Già nel 1961 il conte aveva fatto pressione per far costruire una nuova strada per salire da Olginate. Quella è stata l'inizio della fine". Mario Bagno diventerà dunque per la gente del posto il "Conte Amen". "Ogni cosa viene distrutta, alcune case vengono demolite con le persone ancora dentro. Bagno fa addirittura abbassare una collina per consentire una vista migliore sul Resegone. Non ha però un progetto ben definito: è un continuo mettere e togliere". Pagode, sfingi, cannoni da Cinecittà, il minareto, una delle prime balere con pista esterna, il salone delle feste. Tutto sorge velocemente. "Nel 1968 Consonno è la Las Vegas della Brianza. E funziona".

Mario Bagno

Consonno città dei balocchi


Ma si sa, come tutti questi luoghi del divertimento, anche quell'inusuale paradiso dello svago immerso nel verde passa presto di moda e la chiusura della strada che sale da Olginate, ne accelera il declino. "Il colpo di grazia per Consonno lo si ha nell'ottobre del 1976: una frana, dalla collina sconquassata dal cemento, cade sulla nuova strada di accesso alla città dei balocchi. Quasi una vendetta della natura che isola Consonno dal mondo e che gli riserva un destino ancora più tragico: quello della città fantasma". Fino al 2007, infatti, l'unico segno di vita lassù è stata la Casa di riposo aperta da Fratel Alberto Bosisio nei primi anni ‘80. Nel paese quindi il tempo si è fermato, tutto è andato in disuso, la vegetazione si è riappropriata di alcuni spazi facendosi largo tra il cemento. Il borgo è diventato un "non luogo" e, seppur proprietà privata, i suoi visitatori hanno comunque iniziato a pensare di poter fare ciò che volevano nelle sue vie e nei suoi ambienti. Tra il 30 giugno e il primo luglio 2007, un gruppo di giovani partecipanti al rave "Summer Alliance" svoltosi illegalmente sulla collina, distruggono così la A.s.a., da pochi giorni trasferita nella nuova sede di Introbio. Si è arrivati dunque al punto più basso della storia di Consonno. Il punto che però ne ha anche segnato la rinascita.

Il cannone

Il salone delle feste


In quello stesso anno, infatti nasce l'associazione Amici di Consonno che riporta luce nel borgo tramite iniziative come la sagra di san Maurizio, la Pasquetta, il primo maggio, la burollata.
"La comunità c'è sempre stata" ha spiegato Barbara Fumagalli, presidente del gruppo e appartenente a una famiglia consonnese  "pulisce, si ritrova tutti i sabati. Nel 2008 è stata sistemata la strada. Si tratta di un risultato importante: prima ci volevano 40 minuti per tornare dal lavoro, per andare al cimitero a trovare i propri cari. Ci vuole coraggio per andare avanti. Stiamo lavorando per mettere a norma la tavola calda. Entro fine aprile apriremo un punto ristoro e centro informazioni". Già fruibile, invece, è il parco messo a disposizione dalla proprietà. "Consonno sta cominciando a rivivere. Il mio invito è quello di venire a conoscere la vera Consonno, fatta di persone che la vivono nonostante quello che è successo". E i ragazzi di "Liberi sogni" fanno proprio questo: d'estate propongono esperienze educative di vita comunitaria, prendendosi cura del luogo che li ospita e anche di sé stessi.

Cartoline


Il futuro del paese, poi, è ancora oggi un'incognita. Una traccia è però stata dettata dal Pgt che ha stabilito volumetrie e destinazioni d'uso. "Si potrebbe trovare un punto intermedio tra quello che c'è oggi e quello che prevede il piano" ha dichiarato Zardoni. "Il mio sogno è che venga ricostruito il borgo antico. L'obiettivo finale è comunque quello di non passare da uno scempio a una speculazione edilizia".
La storia di Consonno (per fortuna) è dunque ben lontana dal "the end".

Le porte d’ingresso

Evidenziato il cartello che  annuncia la chiusura per rinnovo locale

Per ulteriori informazioni:
http://www.consonno.it
http://montebrianza.blogspot.it/
http://www.liberisogni.org/

La torre oggi

La casa di riposo distruttura durante il rave del 2007

Sagra di San Maurizio 2007

Un'ipotesi di come potrebbe essere la struttura


Il murales della cooperativa “Liberi sogni” e dell’associazione Amici di Consonno

A.M.
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