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La raccolta firme
Il presidente del Cai ha citato esempi positivi di Plis già attivati, come quello della Valletta, di S. Tommaso/ S. Pietro al Monte e della Valle S. Martino, mettendo in evidenza l’importanza di costituirsi in un ente per accedere a finanziamenti regionali con cui realizzare progetti di salvaguardia ambientale e valorizzazione del territorio. “Qualcuno ha accusato il Plis di essere l’ennesimo ‘carrozzone’ ma non è così, si tratta di un progetto che porterà benefici all’intero territorio interessato, ora in stato di abbandono e vittima dell’inciviltà di molti. Il percorso inizia con la raccolta di firme di chi crede in questi valori e continuerà in autunno con incontri con le istituzioni e il confronto con quelle realtà che finora si sono dimostrate poco propense all’iniziativa”.
Il presidente del Cai di Calco Luigi Panzeri e l'ex assessore provinciale al territorio Emanuele Panzeri
Su 13 comuni 2 (Colle Brianza, il cui intero territorio ricadrebbe nei confini del Plis, e Ello) non hanno dato la propria disponibilità alla realizzazione del Parco, così come i cacciatori del S. Genesio, preoccupati di non poter più esercitare la loro attività. Molti i dubbi anche in merito all’interazione con le proprietà private che ricadrebbero nei confini del Parco e con le mire edilizie dei costruttori. “Il Plis istituisce un’iniziativa di tutela riconosciuta per legge su aree non ancora urbanizzate, attraverso una convenzione tra comuni” ha spiegato l’ex assessore provinciale al territorio Emanuele Panzeri. “I singoli comuni possono decidere di tenere al di fuori alcune aree, ma le autorizzazioni edili possono essere concesse solo sulle zone già classificate come edificabili”. Il rischio di screzi tra amministrazioni di diverso “colore” politico o di un cattivo funzionamento dell’iniziativa può verificarsi, ma il presidente del Cai ha rassicurato i presenti sul fatto che l’ente non può avanzare pretese di alcun tipo sui numerosi appezzamenti privati che andrebbero a costituirlo. Tra le associazioni presenti favorevoli al Plis c’è quella di Legambiente.
Il presidente del Comitato No al Pozzo Alberto Saccardi e Pierfranco Mastalli di Legambiente Lecco
“Una volta ottenuto il consenso dei comuni, viene fatta richiesta alla Provincia che riconosce l’ente se ci sono tutte le condizioni favorevoli” ha spiegato Pierfranco Mastalli di Legambiente Lecco. Il comitato ha un’importante funzione di supporto durante le varie fasi del processo, che costituisce un’importante occasione di contatto e confronto tra amministrazioni vicine. L’immagine di un territorio non sta soltanto nei boschi e nei sentieri, ma anche nella sua attrattiva a livello turistico”. Un aspetto fortemente condiviso da Alberto Saccardi, presidente del Comitato No al Pozzo i cui membri sono impegnati attivamente nella raccolta firme. Le Gev (Guardie ecologiche volontarie) daranno pieno appoggio all’iniziativa e sul loro sito parlano del Plis come di un “fratellino” del Parco del Curone. Al termine della serata su un fatto hanno concordato tutti i presenti. La bellezza dell’area del San Genesio, garantita dalle vecchie generazioni contadine e ora minacciata dall’avanzata del cemento e dall’inciviltà di molti, deve essere salvaguardata. Ne va della qualità della nostra vita e di quella delle generazioni future.