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8 / 7 / 2009

Mandello: lavoratori preoccupati per il
futuro dell’azienda. Forse Cig zero ore dal 17 luglio.
Sit-in in moto il 19 settembre


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Da sinistra, Francioso Giuseppe delegato FIM Moto Guzzi, Mario Todeschini della FIM, Mauro Castelli della FIOM, il sindaco di Mandello Riccardo Mariani e Fabrizio Zucchi delle RSU


Da 300 a 150 dipendenti in quasi 4 anni, due mesi di cassa integrazione a zero ore e altrettanti di cassa integrazione una settimana al mese. Questi i numeri della gestione della Moto Guzzi da parte del Gruppo Piaggio (presieduto da Roberto Colaninno, presidente anche di Cai-Alitalia, vice presidente Matteo Colaninno, parlamentare del PD) presentati questa mattina, mercoledì 8 luglio, dai sindacati di categoria e dalle RSU. I lavoratori dello stabilimento mandellese si sentono all’ultima spiaggia, tanto da inscenarne una con ombrellone e sdraio in occasione dello sciopero organizzato ogni settimana in concomitanza con l’orario di apertura del museo di modo che i visitatori possano vedere la realtà del famoso stabilimento nato nel 1921, uno sciopero che registra un’adesione del 100% del personale, compresi gli impiegati. Le iniziative per salvare la Moto Guzzi non si fermano però qui. Da oggi, infatti, verrà fatta girare una petizione, sia cartacea che su internet su diversi mezzi di comunicazione in diverse lingue, italiano, inglese e tedesco vista la caratura internazionale della fama del marchio di moto, che ricorda il valore del marchio e il triste destino che si profila all’orizzonte e che chiede alla proprietà di procedere con il piano di ristrutturazione aziendale. L’altra iniziativa avrà invece luogo sabato 19 settembre presso lo stabilimento di Mandello del Lario, quando prenderà vita “Moto di protesta”, una manifestazione di protesta in moto che vuole esprimere il malcontento dei dipendenti che vivono letteralmente alla giornata. “Non è possibile vivere così, noi sperimentiamo il vero mobbing. Con la proprietà non si può comunicare, ad esempio adesso gira la voce che dal 17 staremo a casa fino a settembre, ma nessuno ci ha detto niente, faranno come le altre volte e ce lo diranno giusto il giorno prima. Sono oltre 15 anni che lavoro alla Moto Guzzi ma non ho mai visto una situazione del genere, dei rapporti così difficili con la proprietà come in questo caso”, si è sfogato Fabrizio Zucchi delle RSU. “I lavoratori aspettano dal 18 marzo di sapere quale sarà il loro futuro - spiega Mauro Castelli della FIOM CGIL - dopo i mesi di dicembre e gennaio e maggio e giugno di cassa integrazione. Si dice che la Moto Guzzi sta a Mandello come la Ferrari sta a Maranello, però ora si deve dimostrare che queste non sono solo parole, soprattutto in questo periodo estivo in cui generalmente si producono più moto. Le Ferrari si producono a Maranello e lo stesso deve avvenire per le Guzzi a Mandello altrimenti l’equazione non ha più senso. Visto il modo di comportarsi dell’azienda, con cui c’è un grande problema di comunicazione, non vorremmo che la decisione sia già stata presa senza dir niente”. “Moto Guzzi è un grande patrimonio per il nostro territorio, le Istituzioni non possono non stargli accanto, io stesso mi trasformerò in un centauro con la fascia nel corso della manifestazione, proprio per evidenziare questo sostegno. Infatti anche con la Provincia , sia con la vecchia che con la nuova amministrazione, abbiamo inviato una lettera in cui chiediamo un incontro ma soprattutto di attendere il 2010 per prendere determinate decisioni e non di farlo in un momento di grave crisi come questo”, ha sottolineato il sindaco di Mandello Riccardo Mariani che domani, giovedì 9 luglio, presiederà il direttivo di “Città dei motori”, l’associazione che riunisce le città sedi di stabilimenti che producono auto e moto, e che testimonia il ruolo della Moto Guzzi a Mandello. L’interesse dell’Amministrazione Provinciale è stato riconfermato dal nuovo Presidente, infatti “Moto di protesta” vedrà i vari motociclisti partire alla volta di Lecco in moto con una tappa presso la sede della Provincia per far firmare la petizione a Presidente ed Assessori. “Nella vicenda Moto Guzzi non bisogna tener conto solo del costo industriale ma di cos’è Moto Guzzi, un marchio nato nel 1921, un vero Made in Italy con un rapporto unico con gli appassionati. Purtroppo questo la proprietà ancora non l’ha capito, ma se si deve andare avanti così è meglio che ci vendano a qualcun altro, perché noi ci teniamo alla nostra fabbrica, probabilmente più di loro”, rincarano la dose i rappresentanti delle RSU. L’appuntamento per sostenere dipendenti e famiglie è rivolto non solo ai guzzisti ma a tutti gli appassionati di moto per sabato 19 settembre di fronte alla sede dell’azienda. L’iniziativa prenderà avvio alle 9 con la raccolta delle firme per la petizione, cui seguiranno gli interventi di sindacati e sindaco. “Moto di protesta” durerà tutto il giorno, con pranzo  e musiche tutti assieme, per terminare alle 21 con la proiezione delle foto del viaggio in Sud America del guzzista Simone Marchetti.

 

Carolina Dell’Oro



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Scritto il 8/7/2009 alle 17.25