Verderio Sup.: Italcementi monopolizza l’informatore
A seguito delle
intenzioni dell’impianto Italcementi di utilizzare altro materiale
all’interno dell’inceneritore, le amministrazioni comunali
dei paesi limitrofi si stanno mobilitando ormai da tempo per informare
i cittadini sugli eventuali rischi. A Verderio Superiore l’ultimo
numero dell’informatore comunale è stato interamente dedicato
alla questione.
LE PROPOSTE DI ITALCEMENTI
Il Gruppo Italcementi è una società multinazionale che
produce prevalentemente cemento e calcestruzzo. Recentemente, ha proposto
di sostituire, nel suo stabilimento di Calusco D’Adda (Bergamo),
parte dei combustibili impiegati nel proprio processo produttivo (carbone
e coke di petrolio) con combustibili costituiti da diverse tipologie
di rifiuti (materiali non altrimenti recuperabili e caratterizzati
da elevato potere calorico), sino ad un totale pari al 55% del fabbisogno
termico del forno della cementeria. Le attività proposte, nell’ambito
di un programma finalizzato al risparmio energetico, sono diversamente
regolamentate dalla normativa ambientale italiana e seguono diversi
iter per l’ottenimento delle autorizzazioni necessarie all’esercizio.
AUTORIZZAZIONI E COMPETENZE
Novembre 2004: presentazione istanza a Provincia di BG per utilizzo
di CDR (Combustibile Da Rifiuti).
Al Comune di Calusco, all’ASL e ARPA, Italcementi trasmette la
documentazione per l’espressione di un parere. La Provincia di
Bergamo deve verificare che siano rispettate le condizioni in ordine
alle quantità massime impiegabili, alla provenienza, tipi e
caratteristiche dei rifiuti utilizzabili ed alle prescrizioni necessarie
per assicurare che i rifiuti siano recuperati senza pericolo per la
salute dell’uomo e pregiudizio all’ambiente.
Dicembre 2004: avvio della procedura VIA (Valutazione Impatto Ambientale)
per l’utilizzo
dei rifiuti.
L’autorizzazione è di competenza della Regione Lombardia
ed è subordinata alla V.I.A. di competenza ministeriale. La
procedura ha carattere pubblico; si possono presentare osservazioni
allo Studio di Impatto Ambientale redatto dal proponente. Gli Enti
Locali esprimono il loro parere nell’ambito di una Conferenza
di Servizi coordinata dalla Regione che ne riporta le conclusioni al
Ministero dell’Ambiente.
Se il progetto supera la fase della verifica di compatibilità ambientale
ha inizio l’iter autorizzativo regionale; anche in questo caso
gli Enti Locali partecipano attraverso la Conferenza di Servizi.
A CHE PUNTO SIAMO ?
Il Comune di Calusco D’Adda ha coinvolto 15 Comuni limitrofi
nella fase di analisi del progetto e di elaborazione delle osservazioni.
Da gennaio 2005 è in corso l’approfondimento tecnico-politico
richiesto dai Comuni, tra cui Verderio Superiore, per le valutazioni
preliminari. Ad aprile è iniziata la fase di confronto con Italcementi
per la definizione degli impatti ambientali. A seguito delle richieste
dei Comuni, Italcementi ha sospeso sino allo scorso 30 aprile le procedure “formali” dei
due iter autorizzativi attivati.
Un primo esito si è ottenuto con la decisione dell’azienda
di riformulare parzialmente le proprie proposte. Nel mese di maggio è stata
ripresentata istanza per l’utilizzo di CDR (con dilazione della
scadenza ad agosto). Inoltre è in fase di revisione lo Studio
di Impatto Ambientale relativo all’utilizzo di rifiuti pericolosi
che consentirà di rinegoziare i tempi per le osservazioni.
Per la procedura CDR, il Comune di Calusco ha presentato le proprie
osservazioni alla fine di giugno per consentire alla Provincia di Bergamo
di esprimere una decisione entro il prossimo agosto.
Per la procedura rifiuti pericolosi, dopo la revisione del SIA (Studio
Impatto Ambientale) seguirà il periodo delle osservazioni e
quindi l’iter ministeriale per la compatibilità ambientale.
Poi riprenderà l’iter regionale, che costituisce una variante
agli strumenti urbanistici comunali. Il Comune di Calusco non ha competenze
dirette e poteri autorizzativi.
COSA SONO CDR, ECOFLUID, RASF ?
Il CDR (Combustibile da Rifiuti) deriva dal trattamento di bioessicazione
dei rifiuti urbani.
Proviene da impianti situati in Lombardia e si presenta in forma solida,
a pezzatura variabile (circa 20 mm) .
A norma di legge, deve essere trattato con un contenuto massimo di
umidità e con contenuto definito di contaminanti (es. cloro,
metalli pesanti).
Il CDR è costituito prevalentemente da carta, cartone, plastiche,
legno e materia organica non degradata nel processo di trasformazione.
E’ classificato rifiuto speciale ma recenti normative ne prevedono
la derubricazione da rifiuto a combustibile, liberalizzandone quindi
l’utilizzo.
ECOFLUID è una miscela di solventi residui della produzione
di resine, vernici, materie plastiche e soluzioni da produzione di
intermedi chimici e farmaci di elevato potere calorifico. Viene prodotto
in un centro di trattamento di Filago (BG) che garantisce la composizione
entro intervalli prestabiliti. E’ stato impiegato in due dei
4 vecchi forni della cementeria di Calusco nel periodo 1994 – 2002;
il suo impiego è stato sospeso in attesa della realizzazione
del nuovo impianto.
RASF è una miscela di residui altobollenti dalla produzione
di stirene e fenolo, ad elevato potere calorico, fornita da uno stabilimento
in Mantova; deve essere mantenuto ad idonea temperatura per garantire
la necessaria fluidità.
ECOFLUID e RASF sono classificati “rifiuti pericolosi” sulla
base della loro provenienza e delle caratteristiche chimico-fisiche
che possono rendere potenzialmente pericolose alcune fasi del loro
impiego e movimentazione. E’ previsto il loro impiego per circa
il 40% del fabbisogno termico del forno. Il conferimento dei rifiuti
allo stabilimento è previsto via gomma (autoarticolati).
Il trasporto di CDR, considerando la sottrazione del corrispondente
combustibile da petrolio, comporterà l’incremento medio
di 3 autoarticolati/giorno nell’area bergamasca. Il trasporto
di ECOFLUID/RASF, comporterà un aumento pari a circa 50 autoarticolati
l’anno.
Lo stoccaggio dei rifiuti è previsto in strutture dedicate,
quali serbatoi inertizzati per i rifiuti liquidi, un apposito capannone
per il CDR e strutture presidiate per garantire il contenimento di
rischi ed impatti. L’alimentazione avverrebbe sia al bruciatore
primario che al calcinatore con sistemi di trasporto chiusi e con meccanismi
di dosaggio. Le ceneri della combustione saranno inglobate nel prodotto
finito o trattenute dai presidi depurativi.
I BENEFICI PROSPETTATI DA ITALCEMENTI
• Risparmio di risorse non rinnovabili (carbone e coke di petrolio),
in linea quindi con gli orientamenti normativi e con l’esigenza
di rispetto di protocolli internazionali (es. Kyoto).
•
Caratteristiche del processo (alte temperature ed elevati tempi di
permanenza dei gas) che garantiscono la completa distruzione dei contaminanti.
•
Assenza di residui di combustione dovuto all’inglobamento degli
stessi nel prodotto finito senza modifiche qualitative del cemento.
•
Non variazione qualitativa e quantitativa delle emissioni che risultano
indipendenti dalla tipologia di combustibile o rifiuto alimentato.
•
Significativo abbattimento delle emissioni di Ossidi di Azoto dovuto
alle migliorate condizioni di combustione.
•
Non variazione delle emissioni di altri contaminanti (polveri, ossidi
di zolfo, acido cloridrico,..) rispetto alla situazione attuale.
LE PREOCCUPAZIONI DEGLI ENTI LOCALI
Gli Enti locali e le Associazioni ambientaliste hanno subito manifestato
preoccupazione per il nuovo progetto del cementificio. L’avvio
degli attuali impianti (2003) è stato accompagnato da un monitoraggio
ambientale che ha rilevato, a fronte di un miglioramento delle emissioni
al camino, una criticità della qualità dell’aria
riscontrata al suolo.
Primaria è stata quindi l’esigenza di valutare in modo “sostanzialmente
unificato” le proposte che Italcementi ha avanzato (peraltro
a norma di legge) in modo disgiunto. Alcune proposte non sono sufficientemente
supportate da dati e dimostrazioni necessari per comprendere l’impatto
sulla qualità dell’aria e del rumore causato dal traffico.
Oltre i benefici generali prospettati da Italcementi non sono individuate
forme di mitigazione e compensazione a livello territoriale per i Comuni
coinvolti, a fronte dei sicuri ritorni economici per l’azienda.
Lo studio condotto da Italcementi poteva essere l’occasione per
una “valutazione critica” della propria presenza sul territorio.
LE CRITICITA’ SIA (STUDIO IMPATTO AMBIENTALE)
Ai sensi della legge vigente lo Studio di Impatto Ambientale deve
essere articolato in un quadro di riferimento programmatico, progettuale
e ambientale.
•
Quadro di riferimento programmatico
Nello Studio nessun cenno viene fatto per inquadrare il progetto nel
sistema normativo regionale della gestione dei rifiuti speciali (dati
di produzione, attuale sistema impiantistico). Non sono stati considerati
tutti gli strumenti di programmazione e gestione del territorio (es.
nessun cenno al Piano Territoriale della Provincia di Bergamo).
•
Quadro di riferimento progettuale
Mancano informazioni precise sulla qualità dei rifiuti da impiegare,
sulle variazioni qualitative nelle composizioni, sulle procedure da
adottare per garantire il controllo e per verificare standard elevati
di qualità del CDR.
Per il conferimento dei rifiuti il percorso ipotizzato dei camion non è ritenuto
proponibile e non viene evidenziata la possibilità di conferimento
in orari a minor traffico lungo le arterie stradali interessate. Mancano
valutazioni sul possibile trasporto a mezzo ferrovia.
•
Quadro di riferimento ambientale
Nello Studio viene riportata la descrizione delle esperienze condotte
in altri stabilimenti del Gruppo Italcementi in merito al coincenerimento
ma mancano esperienze in cui siano trattati i rifiuti in oggetto: tutte
le esperienze trattate si riferiscono ad una alimentazione di rifiuti
sino ad un massimo del 25% del fabbisogno del processo (55% del caso
in oggetto).
Si ritiene necessario un approfondimento della trattazione in relazione
alle emissioni di microinquinanti.
Gli approfondimenti condotti in merito al SIA hanno evidenziato carenza
di dati ed informazioni riferite al complesso delle emissioni dallo
stabilimento Italcementi e non hanno descritto il contesto in cui la
proposta andrebbe ad inserirsi: non sono individuate nell’ indagine
le importanti fonti di emissione già presenti (inceneritori
di Dalmine, Trezzo, Filago).
Per gli impatti ambientali i Comuni e gli Enti istituzionali chiedono
di evidenziare :
•
un confronto con le migliori tecnologie disponibili;
•
rigorosi limiti di emissione;
•
continui miglioramenti delle prestazioni.
OSSERVAZIONI DEL TAVOLO TECNICO E RISPOSTE ITALCEMENTI
Il Tavolo tecnico ha proposto soluzioni più compatibili con
la tutela dell’ambiente e della salute. Pur consapevoli del ruolo
marginale degli Enti Locali nel processo decisionale si ritiene opportuno
individuare una serie di “punti fermi”.
ltalcementi ha espresso un giudizio articolato in merito alle osservazioni
presentate:
Alcune osservazioni diverranno oggetto di approfondimento in sede di
revisione SIA.
Tra le più significative: uno studio sui sistemi di trasporto
di materie prime e prodotti finiti, una più completa trattazione
degli aspetti qualitativi dei rifiuti trattati e delle esperienze di
coincenerimento, l’inclusione tra gli scenari di rischio delle
ipotesi di ribaltamento dei mezzi conferenti rifiuti pericolosi, la
normativa regionale e provinciale in corso di definizione nella gestione
dei rifiuti speciali.
Altre osservazioni dovranno essere oggetto di specifici approfondimenti “extra
SIA”:
valutazione del complesso delle emissioni dello stabilimento; approfondimenti
delle tematiche ambientali/territoriali, raccordo ferroviario per la
ricezione di coke e loppa al fine di diminuire i conferimenti via camion,
più economici per l’azienda.
Le pubbliche amministrazioni chiedono a Italcementi di presentare il
piano industriale relativamente all’entità dei risparmi
economici ottenibili attraverso i nuovi combustibili per permettere
a livello locale una corretta valutazione delle proposte per le compensazioni
rese necessarie dalle esternalità prodotte dall’azienda.
Per le osservazioni relative ai processi produttivi Italcementi ribadisce
:
•
la piena idoneità dell’impianto al trattamento dei rifiuti;
•
non sussistono preoccupazioni per le emissioni di microinquinanti;
•
gli attuali livelli emissivi non saranno alterati dalla combustione
di rifiuti; la fase sperimentale da condurre sulla base di uno specifico
protocollo consentirà di confermare tali previsioni.
Non sono state recepite dall’azienda le osservazioni avanzate
dagli Enti sui seguenti aspetti :
•
Viabilità – sostiene che la nuova tangenziale sud di Calusco
risolverà i problemi.
•
Mitigazioni e compensazioni – ritiene improprio parlarne, dato
che non vi sono impatti aggiuntivi. Vengono però segnalati interventi
che sono stati progettati, e in parte realizzati, indipendentemente
dall’iniziativa in oggetto (tangenziale sud, tunnel Colle Pedrino).
•
Salute pubblica – sostiene che per il CDR, l’ASL ha già espresso
parere favorevole. La valutazione, per gli Enti Locali , deve essere
ricondotta ad una situazione iniziale, anche se non del tutto conosciuta
ed in fase di aggiornamento, includente anche l’inquinamento
prodotto dai camion.
LA POSIZIONE DEL COMUNE DI VERDERIO SUPERIORE
Vi informiamo, in sintesi, circa le azioni intraprese dal Comune di
Verderio Superiore:
In data 27 gennaio 2005 il Consiglio Comunale ha deliberato all’unanimità (maggioranza
e minoranze) di chiedere:
1. A Italcementi di sospendere l’utilizzo di combustibili non
tradizionali e potenzialmente pericolosi, in attesa di ottenere le
autorizzazioni già richieste agli Enti preposti;
2. Alle strutture incaricate della verifica della pericolosità e
del rischio potenziale di tali pratiche, di intensificare i controlli;
3. Al Comune di Calusco d’Adda di tenere costantemente informati
i Comuni interessati circa gli sviluppi della questione e di indire
apposite assemblee informative aperte a tutti gli enti coinvolti.”
In data 9 aprile 2005 il Sindaco e tutti i Gruppi consiliari di Verderio
Superiore hanno richiesto a Italcementi di prorogare la sospensione
della sperimentazione in attesa delle conclusioni del Tavolo tecnico,
condiviso dai Comuni coinvolti e gestito da Agenda 21, Isola Bergamasca
. In data 23 maggio nella Consulta Urbanistica congiunta dei Comuni
di Verderio Superiore e Verderio Inferiore, presenti gli assessori
all’ambiente, si è valutata la risposta Italcementi che
si è assunta il seguente impegno :
“ITALCEMENTI, DA SUBITO E PER INIZIATIVA VOLONTARIA, HA PRESO
L’IMPEGNO DI SUBORDINARE L’INIZIO DELLA FASE SPERIMENTALE
ALLA CONDIVISIONE DI UN PROTOCOLLO TRA LE PARTI SULLE MODALITA’ DI
CONDIVISIONE E VALUTAZIONE DELLA SPERIMENTAZIONE STESSA”.
Nella discussione della Consulta è emersa la seguente valutazione
condivisa all’unanimità, da tutti i componenti presenti:
1. si è sottolineato “l’impegno di subordinare
l’inizio della fase sperimentale alla condivisione di un protocollo”
2. la possibilità di integrazione nel protocollo delle richieste
tecnico-politiche, prima che avvenga la sperimentazione
3. si intende mantenere aperta la contrattazione con una risposta all’Italcementi
che preveda:
•
assemblee pubbliche con le Amministrazioni comunali, Legambiente e
Italcementi, aperte ai cittadini
•
disponibilità alla continuazione del tavolo tecnico che deve
concludere i lavori prima della sperimentazione
•
miglioramento della situazione ambientale rispetto ad oggi, con eventuali
interventi di mitigazione e compensazione ambientale.
In data 21 giugno 2005, all’interno del percorso che ha visto
15 amministrazioni pubbliche confrontarsi in un processo decisionale
aperto, si è svolto un incontro pubblico a Calusco per fare
il punto della situazione e recepire le posizioni dei cittadini e delle
Associazioni territoriali.
Nel periodo luglio – settembre 2005 saranno approfonditi gli
aspetti sanitari e territoriali.
A conclusione del processo decisionale, a fine settembre 2005, le Amministrazioni
Pubbliche trasmetteranno un documento condiviso con le osservazioni
al SIA e le proposte definitive agli Enti preposti al rilascio delle
autorizzazioni (Provincia di Bergamo, Regione Lombardia, Ministero
dell’Ambiente).
LE CONDIZIONI DEI COMUNI
I Comuni e le Associazioni non sono ancora soddisfatti delle risposte
date da Italcementi.
Molto lavoro è stato fatto ma altre garanzie devono esserci
fornite. Qualora si arrivi da parte degli Enti competenti alla formulazione
di un giudizio positivo in merito alle proposte avanzate, riteniamo
necessario ribadire i seguenti “punti fermi “ che verranno
formulati nelle Conferenze di Servizio:
• Impegno di Italcementi a garantire prestazioni ambientali
migliorative dell’ attuale situazione per il complesso dei contaminanti
della combustione;
•
Definizione di protocolli per il controllo delle attività con
una rete di centraline a terra ed il monitoraggio affidato ad un organismo
tecnico-scientifico indipendente;
•
Analisi preventiva delle emissioni (punto “zero”);
•
Indagine sui microinquinanti e rilevazione degli stessi nel cemento;
•
Progressivo utilizzo di combustibile sino ad arrivare alla quota massima
ipotizzata solo dopo la verifica dei risultati conseguiti in un adeguato
periodo di sperimentazione.
L`Amministrazione Comunale
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